Illmitz – Susanna Tamaro

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Illmitz è l’opera prima di Susanna Tamaro, resa famosa da Va’ dove ti porta il cuore, pubblicata con tanto ritardo perché non convinceva nessun editore. Quello che posso dire è che mi ha colpita, può sembrare uno di quei suoi romanzetti spaccapalle in cui non succede assolutamente niente ma quel niente lo descrive tanto bene, ed in effetti lo è davvero, ma con qualcosa in più. Illmitz è innanzitutto il racconto di un viaggio in un paesino dell’Austria al confine con l’Ungheria da parte di un ragazzo che da Roma decide di spostarsi per riscoprire i luoghi d’origine della sua famiglia e fare così un tuffo nel passato. Passato che, ovviamente in pieno stile Tamaro, non può che essere doloroso e deprimente e che ha dato un’impronta malinconica a tutta la vita del ragazzo portandolo a ricercare una figura materna nella fidanzata grassoccia che frequenta.

Il senso di irrequietezza e inadeguatezza del giovane è come un velo spesso che si posa davanti ai luoghi e ai volti che incontra, vorrebbe fare amicizia, parlare con qualcuno ma passeranno giorni prima di trovare una figura che riesca in qualche modo a esternare il suo malessere interiore e a fargli godere un po’ di più l’esistenza quotidiana. Il protagonista è ben tratteggiato e credo possa ben rappresentare una buona fetta di noi giovani che ci sentiamo così fuoriluogo in questo Paese, in questo periodo.

Il viaggio sta alla base del romanzo ed è davvero extrasensoriale toccando la cucina dei luoghi come i paesaggi che devono essere davvero splendidi; tutto culmina in un ritorno alla natura dalla città, un tema decisamente romantico ma ben sfruttato che fa quasi venire voglia di andare a rotolarsi in mezzo ai prati (peccato soffrire di allergia ai pollini però…). Tutto sommato nonostante le lunghe pause, la riflessione obbligatoria che ci accompagna, la pesantezza della trama di base, la lettura mi ha intrigata e in certi punti mi sono davvero immedesimata nel protagonista. Da leggere per farsi qualche pippa mentale in più (c’è sempre spazio in fondo).


Voto: ★★★✰✰

♫♪ Summer – Mogwai

[…] di interi giorni, non serbo che il ricordo di un’irritata frenesia. Avevo perso ogni senso, ogni rispetto; credevo la mia vita una tragedia mal recitata e perciò avevo urgenza di dimenticare.

sulcomodino

 

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Mangia, prega, ama – Elizabeth Gilbert

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Mangia, prega, ama è una autobiografia di una trentacinquenne americana che in seguito ad un divorzio piuttosto burrascoso e al naufragare della storia d’amore appena successiva cade in depressione e decide di compiere un viaggio di un anno alla ricerca della felicità in tre Paesi diversi, le tre “i”: Italia, India e Indonesia. Ad ognuno di questi Stati corrisponde circa un terzo di libro: mangia – Italia, prega – India e ama – Indonesia.

Nella parte riguardante l’Italia siamo di fronte a una serie incredibile di luoghi comuni (alcuni assolutamente reali eh! Come ad esempio quelli sulle Poste Italiane!) riguardo noi italiani: praticamente o ciccioni mangiapasta o divinità romane dedite al sesso libero. A parte qualche accenno alla storia del nostro Paese si parla essenzialmente di cibo e di quanto posso essere soddisfacente e quanto più vicino al concetto del “piacere” mangiare bene, senza limiti e senza sensi di colpa.

Segue un viaggio in India, tutto all’interno di una specie di centro di meditazione per turisti. E’ questa la parte più noiosa e difficile del libro: si passa da una donna disperata perché non riesce a meditare a una che non fa altro che praticare yoga e mangiare cibo vegetariano per raggiungere Dio.

Si arriva infine a Bali, la parte forse più accettabile di tutto il libro, in cui la protagonista finalmente trova l’amore e mette un po’ da parte tutta la spiritualità dell’India (bella eh per carità, ma che palle dopo un po’!).

Ammiro lo sforzo introspettivo dell’autrice che è riuscita a raccontarsi nei minimi particolari in una sorta di diario di viaggio e mi piace pensare che un viaggio possa rappresentare la soluzione ai propri problemi interiori. Devo però ammettere che a lungo andare leggere di questa signora che si piange addosso per un matrimonio fallito, che si considera una poveraccia ma può permettersi di vivere in viaggio per un anno senza fare nulla, che si considera vecchia a 35 anni e sembra che le interessi solo essere compiaciuta, a lungo andare è stancante.

Voto: ★★★✰✰       [sarebbe più un due e mezzo]

Guarda, gli uccelli non precipitano dal cielo, gli alberi non avvizziscono e non muoiono, i fiumi non scorrono rossi di sangue. La vita continua ad andare avanti. Persino le Poste Italiane continueranno ad arrancare, anche senza di te.