La top del mese 2.0 – Giugno ’14

Visto che in questo mese ho trascurato un po’ il blog, ho deciso di fare una top un po’ più articolata consigliandovi o sconsigliandovi i libri che ho letto in queste quattro settimane. Questo mese le quattro stelle vanno a ben 3 romanzi che ho letto di 3 generi diversi:

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Di tutti e tre ho già parlato nei post precedenti, dateci un’occhiata scorrendo il blog!

Ho poi deciso di dedicarmi ad uno scrittore italiano che avevo conosciuto circa un anno fa al Festival della Lettura di Ivrea, La Grande Invasione: Tommaso Pincio. Di Pincio ho deciso di leggere due romanzi molto diversi tra loro:

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Lo spazio sfinito è una viaggi fantascientifico che va a toccare grandi miti come Jack Kerouac, Marilyn Monroe e Arthur Miller tra viaggi nello spazio, Coca Cola futuristica e amori sfumati. Pur non essendo il mio genere, questo libro mi ha piacevolmente stupita per l’originalità e la sostanziale pazzia narrativa che lascia comunque chiari messaggi nella mente del lettore. Tutt’altra cosa riguardo Hotel a zero stelle dove esce fuori davvero il Pincio geniale. Ogni capitolo è una stanza di un hotel senza stelle, ogni camera dedicata a una parte di vita dell’autore e uno dei suoi autori preferiti. Ne esce fuori una sorta di lezione di letteratura appassionante e interessantissima perché condita dalle esperienze di vita di Pincio e da grandi autori come Kerouac, Fitzgerald, Orwell, David Foster Wallace e tanti altri! Una lettura utile soprattutto per chi ha un blog e scrive di libri.

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Come classico del mese ho deciso di fare la figa e leggere Il Castello di Kafka, un romanzo che volevo leggere da anni. Eppure, nonostante l’entusiasmo iniziale, non sono riuscita ad apprezzarlo davvero. In certi punti l’ho trovato pesante e più volte mi sono bloccata con la lettura. Una lettura troppo impegnata forse per l’estate. Ci riproverò tra qualche anno.

Passiamo alle note dolenti. Due sono le delusioni di questa settimana che stanno al di sotto delle tre stelle:

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La miscela segreta di casa Olivares è un libro italiano ambientato in un arco di tempo che va dal primo dopoguerra al secondo a Palermo. Le descrizioni della città in rovina e della rinascita sono di per sé belle e toccanti ma la trama, che all’inizio sembra interessante, si trasforma nella classica storia banaluccia con il solito happy ending a guerra finita. Appassionata di storia come sono amo scegliere romanzi ambientati durante la guerra ma ultimamente sono quasi sempre deludenti, come La licenza, un romanzo che non mi ha lasciato assolutamente nulla nonostante sia ambientato nella splendida Parigi.

Ecco quindi la top del mese a riassumere il tutto! Buona lettura!

giugno

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Alieni, Il Grande Gatsby e Caroline di Monaco

Inauguro il mio nuovo blog di letture e pensieri psichedelici raccontando in poche righe l’incontro Leggere in traduzione: Fitzgerald durante la seconda giornata de La grande Invasione, la prima edizione del Festival della lettura di Ivrea che si sta tenendo in questi giorni.

La traduzione di Pincio edita da Minimum Fax

 

Stamattina ci siamo immersi nella mente di Tommaso Pincio, scrittore e pittore romano, che ha appena concluso la sua traduzione di un grande classico della letteratura americana: Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Premettendo che è stata una mia recente lettura – tra l’altro una delle poche ad essersi conquistata ben 5 stelline di gradimento – ho davvero apprezzato la spontaneità del traduttore nel raccontarci come si è approcciato a questo lavoro. Il discorso è spaziato dall’importanza di questo libro nella cultura americana (è stato uno dei primi a sfatare il mito americano del guadagno “facile” e del consumismo) per arrivare al bad ending che lo caratterizza. Tanti anche i riferimenti letterari che riguardano questo piccolo capolavoro della letteratura presenti in altri contesti: dal Giovane Holden di Salinger ai Peanuts di Schultz!

Una vera e propria particolarità del romanzo sta nel fatto che il narratore non è onniscente e non si tratta neanche del protagonista, Nick Carraway è infatti una specie di testimone o, per usare le parole di Pincio:

il tramite tra il mondo di sogno e la cruda realtà. Laddove Gatsby rappresenta soltanto il lato più ingenuo e capriccioso di Fitzgerald, Nick ne incarna la parte consapevole, quella che conosce bene il fallimento che lo attende.

Pincio si è poi soffermato sull’innegabile insuccesso iniziale di Fitzgerald (rimarcato anche dall’amico/nemico Ernest Hemingway): i tempi erano troppo maturi (siamo nel 1925), bisogna aspettare gli anni ’50 – dopo le disillusioni della crisi economica del ’29 e l’impatto massacrante della Seconda Guerra Mondiale – per poter apprezzare la decadenza e il romanticismo di questo romanzo che da questi anni in avanti raggiungerà finalmente la gloria. Il mito di Fitzgerald nasce infatti nella generazione dei ragazzi ventenni durante il secondo conflitto mondiale (nel corso del quale venne stampata un’edizione apposta per i giovani americani al fronte), per intenderci, la generazione di Jack Kerouac. Proprio quest’ultimo scrisse:

Nessuno conoscerà mai davvero l’America perché nessuno conosce Gatsby.

Nella seconda parte dell’incontro Pincio ha poi parlato della lingua utilizzata da Fitzgerald – considerata erroneamente da alcuni datata e antiquata -, sulle difficoltà incontrate durante la traduzione e su alcune differenze tra la sua traduzione (che ha cercato di rendere con il lessico italiano degli anni ’50) e quella “storica” della mitica Fernanda Pivano.

Una chicca per chiudere: Tommaso Pincio si è ritrovato in particolar modo legato al Grande Gatsby poiché anche lui ha vissuto in prima persona un amore impossibile nei confronti di una donna di ceto molto più alto del suo! Senza contare l’infatuazione nei confronti di Caroline di Monaco quando era bambino!

Vi invito a visitare il blog di Tommaso Pincio che oltre a essere scrittore e traduttore è anche un eccellente pittore (mia sorella conserverà gelosamente l’autografo che le ha fatto disegnandoci un bel alieno verde!).

Uno dei ritratti di Pincio esposti a Ivrea

Uno dei ritratti di Pincio esposti a Ivrea

L'autografo di Pincio!

L’autografo di Pincio!