Pazzi di voglia di vivere

A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!»

Sulla strada di Jack Kerouac vs On the road di Walter Salles

On_the_Road_FilmPosterIeri sera in compagnia del mio ragazzo ho deciso di guardare la trasposizione cinematografica di un grande romanzo che ha dato una svolta alla letteratura americana ed è diventato la “bibbia” di un’intera generazione. Premetto che ero conscia del fatto che creare un film da un romanzo di questo calibro è una difficile impresa e che probabilmente sarebbe stato impossibile fare di meglio, tuttavia mi chiedo: era davvero indispensabile?

Sulla strada è un romanzo fatto di sensazioni, l’ho letto anni fa ma ancora adesso ricordo l’atmosfera che la mia testa si era creata mentre lo leggevo. Prendere certe emozioni, certe frasi indelebili e ficcarle in due ore di film è più o meno abominio per me. Se poi lo basi esclusivamente su scene di sesso e sballo allora va beh è proprio eresia! Alcuni personaggi sembrano quasi piovere dal cielo (vedi Old Bull Lee interpretato da un bravissimo Viggo Mortensen) soprattutto per chi non ha letto il libro e si cimenta lo stesso nella visione. La tematica dell’omosessualità è inoltre forzata con dei veri e propri stravolgimenti nella trama del romanzo.

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Parlando di attori non mi pronuncio neanche sulla performance di Kristen Stewart (attrice sopravvalutatissima se si considera che ha sempre la sua faccia da depressa coi dentoni di fuori) nè su quella della mia adorata Kirsten Dunst (la sua parte sarà più o meno di dieci minuti). Piacevolissimo da guardare (e giuro che non è solo per la prestanza fisica) Garrett Hedlund nei panni di Dean Moriarty ben calato nella parte tanto da metter quasi in ombra il protagonista, Sam Riley.

In compenso la fotografia – curata da Eric Gautier (per intenderci lo stesso di Into the wild) – è un concentrato di splendidi landscape estivi, invernali, dai colori freddi dell’inverno americano ai toni caldi del Messico. E anche la colonna sonora è decisamente azzeccata.

In definitiva per chi ha letto il libro sarà senza dubbio una delusione, mentre per chi non l’ha letto risulterà essere un’accozzaglia di scene erotiche e di abuso di droga. Ne valeva davvero la pena?

On the road

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A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.