Premio Strega

premio_strega

Ieri sera ho iniziato a leggere Resistere non serve a niente di Walter Siti il vincitore del Premio Strega di quest’anno. Mi è venuta quindi la curiosità di saperne di più riguardo questo premio letterario tanto famoso e considerato come il più prestigioso d’Italia.

Venne istituito nel 1947 da un gruppo di amici letterati che si riuniva già dal 1944 in pieno clima dittatoriale e di censura fascista. Il gruppo – formato da giornalisti, scrittori, artisti – decide di istituire un premio letterario che risollevasse la cultura italiana dopo gli anni bui del Fascismo. Se Maria Bellonci – scrittrice e traduttrice – è in qualche modo la “mamma” di questo premio, Guido Alberti è lo storico finanziatore. E’ proprio da lui che prende il nome il Premio essendo comproprietario della fabbrica del liquore Strega.

Oggi la giuria – i cui membri sono chiamati gli amici della domenica per ricordare le origini di questo premio – è composta da 400 persone e si riunisce per due votazioni ogni anno: a giugno quando si decide la cinquina dei finalisti e il primo giovedì di luglio per scegliere il vincitore.

Curiosando tra l’archivio dei vincitori si trovano alcuni dei bestsellers italiani più famosi: da I racconti di Moravia a Lettere da Capri di Mario Soldati, poi Il Gattopardo, La ragazza di Bube, La chiave a stella, Il nome della rosa per arrivare ai recentissimi Non ti muovere della Mazzantini, Caos calmo di Sandro Veronesi, Come dio comanda di Ammaniti, La solitudine dei numeri primi di Giordano e Inseparabili di Piperno.

Scopro oggi che uno dei miei libri preferiti in assoluto, La chimera di Sebastiano Vassalli, ha vinto il Premio nel 1990, anno in cui sono nata! 🙂

Annunci

Nessuno sa di noi

nessunosaA meno di una settimana dalla proclamazione del vincitore del Premio Strega 2013 ho deciso di leggere Nessuno sa di noi di Simona Sparaco presente nella cinquina dei finalisti.

Si tratta di un libro difficile che tratta un tema ostico e quasi tabù in Italia: l’aborto terapeutico ovvero “l’interruzione volontaria della gravidanza provocata da determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto segnato da malformazioni o gravi patologie”. Per intenderci qui in Italia, grazie alla pesante influenza della Chiesa, è considerato al pari di un infanticidio. Ovviamente non mi sento di aprire qui una discussione così profonda e su cui ciascuno di noi avrebbe qualcosa da dire, mi limito ad apprezzare una donna che ha voluto cimentarsi in un romanzo del genere, un romanzo che è come una pugnalata nel petto per i lettori.

Raramente sono stata così colpita da una storia come in questo modo. Se decidete di leggerlo sappiate che non è una storia facile e che dopo guarderete davvero il mondo con occhi diversi. L’autrice riesce a descrivere in modo viscerale le sensazioni provate dalla protagonista tanto che sono rimasta davvero molto coinvolta emotivamente (neanche a metà libro piangevo già come una scema).

Consigliato a chi sa apprezzare anche le storie tristi.

Voto: ★★★★★

Crescendo si scopre che tutto ha un limite. Persino l’amore. E noi che lo credevamo grandioso, indistruttibile. Ma l’amore è una ferita che non guarisce mai, sempre sul punto di riaprirsi. Basta un niente perché s’infetti.

Che importa ormai? Sono Alice. E ho deciso di seguire il Bianconiglio in questo buco di mondo. I Palazzi, fuori, sembrano facce, algide, distanti. Le finestre tanti piccoli occhi chiusi. Per non vedere. Per dimenticare.