Pornokiller – Marco Cubeddu

www.mondadoristore.it

Avete mai sentito parlare di libri che parlano dell’industria del porno? Credo che a tutti voi, come anche alla sottoscritta, venga in mente Chuck Palahniuk con il suo Gang Bang, ebbene sappiate che anche un italiano si è cimentato nell’impresa: sto parlando di Marco Cubeddu con il suo Pornokiller. Lo stile è ovviamente pulp (come poteva non esserlo?) e la trama una sorta di parodia amorale e senza peli sulla lingua del declino della nostra Italia. Protagonista Carlo Ballauri, se avete in mente l’idea utopica del personaggio perfetto, che corona le sue imprese con abilità e bravura, lasciate pure perdere, qui a parlare è un cocainomane affetto da bulimia e strane manie sessuali e non. Regista porno, Carlo vive un momento strano della sua vita che culminerà con l’incontro di una ragazzina che gli ruba il portafoglio, lei è la perfetta musa ispiratrice per il suo prossimo film, un film che, forse, cambierà le carte in tavola. I colpi di scena non mancano e il romanzo per quanto breve resta decisamente impresso (peraltro sono ottime le citazioni musicali). Non fa per tutti, sappiatelo, qui vi lascio un estratto per rendervi conto dello stile:

Eppure si sentiva impantanata in vuoti pensieri di morte (grazie Sylvia Plath e Virginia Woolf!), si figurava sulla riva di un lago o di un fiume in procinto di lasciarsi affogare pensando che anche i loop di riflessioni cosmiche nichiliste, come l’eroina, possono trasformarti in una lucertola, paralizzata su un sasso in attesa che un lampo di luce giunga a liberarla dal torpore.


Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ My vagina – NOFX

Anche recitare la parte di se stessi è un lavoro a tempo pieno.

La classifica del mese – Marzo 2015

marzo

Credo che questo sia stato uno dei mesi di letture più pulp di sempre. Tra gli splendidi racconti di Carver in Cattedrale, quelli strani e legati a psicosi e manie di Ruggine e Ossa (se avete visto il film lasciate perdere), la bella novità di Giovanni Marchese con un romanzo noir davvero strabiliante e il meraviglioso Non è un paese per vecchi direi che il mio mese è stato pieno di letture pazzesche!

Presto qualche parola in più su queste letture, sto trascurando un po’ il blog, capitemi, è un periodo di grandi rivoluzioni nella mia vita, ve ne parlerò!

L’uomo di Schrödinger – Giovanni Marchese

copertina-Luomo-di-Schrödinger Oggi vi vorrei consigliare una lettura decisamente fuori dal coro, una di quelle letture che potresti scovare quasi per caso spulciando tra gli scaffali della vostra libreria di fiducia, una di quelle storie diverse che l’universo editoriale italiano dovrebbe rivalutare un po’ di più. Si tratta del romanzo di Giovanni Marchese: L’uomo di Schrödinger, edito dalla casa editrice Verbavolant.

Il romanzo parte a tutta birra e inizialmente avremo una sorta di spaesamento simile a quello del nostro protagonista: un uomo che ha perso la memoria e cerca di rivivere il proprio passato tra frammenti di ricordi che colpiscono come pugni e sogni incredibili. Il contesto è un’Italia futuristica martoriata dalla crisi e alle prese con invasioni aliene, strane sette, personaggi violenti e inquietanti e un’atmosfera surreale che pervade il tutto. I colpi di scena non mancano e ben presto iniziamo ad ambientarci tra le pagine del romanzo come fossimo tra le strade delle città che fanno da sfondo a quella che per me è stata una delle letture più strane e pulp che abbia mai fatto.

Al diavolo i ricordi! Sul tempo passato non ho alcun controllo. Continuerà così finché vivrò, a vederne brevi tratti. Episodi slegati. Scene sbiadite e prive di senso. Incubi. Visioni. Senza luce. E tacere di tutto il resto. Da questo momento in avanti penserò solo al futuro. Guarderò avanti. E quando sarò oltre tanto da poter nuovamente guardare a un passato sceglierò la vita migliore che avrò vissuto fino ad allora. E quella soltanto sarà il mio passato.

Lo stile è perfettamente plasmato sui personaggi, volgari e senza peli sulla lingua, uomini di periferia con affari loschi e strane condizioni psicofisiche, e ci accompagnerà con entusiasmo fino al sorprendente finale. Una lettura che consiglio a chi ama Palahniuk o comunque atmosfere noir e viaggi lisergici da LSD. Insomma, per me, è un vero gioiellino.


Voto: ★★★★✰

♫♪ Mars needs women – Rob Zombie

Il problema di avere una memoria fuori uso è che fa in modo di farti vivere tutto come fosse la prima volta e allo stesso tempo di impedire che si possa essere certi di quando sia stata l’ultima volta.

Postmodernismo splatter e cannibalismo PULP

Gli anni ’90 sono stati teatro di un nuovo tipo di letteratura, inizialmente forse un po’ di nicchia ma esplosa poi con un notevole successo grazie al forte realismo da cui è caratterizzata: sono i “cannibali” conosciuti anche come “scrittori dell’eccesso” o semplicemente “pulp”. Un gruppo di giovani scrittori senza pudore che ha deciso di cambiare i connotati alla solita letteratura e crearne una molto più violenta, realistica, splatter, senza valori o coscienza. Si tratta di una vera e propria avanguardia costituita da romanzi che narrano per la maggior parte dei casi di adolescenti ribelli, consumo esagerato di alcol e droghe di ogni genere e tipo, rock’n’roll di sottofondo e tanta, tanta violenza gratuita. Possono essere definiti romanzi horror ma rinchiuderli in una così banale e ristretta categoria sarebbe impossibile.

L’epiteto “cannibali” nasce dalla raccolta di dieci racconti intitolata Gioventù cannibale pubblicata nel 1996 (stesso anno di uscita di Fight Club del grande Chuck Palahniuk). La grande novità sta nello stile, nell’uso fuori dal comune della punteggiatura e nell’italiano utilizzato: pieno di neologismi e così vicino al parlato e allo slang giovanile da mettere in difficoltà il lettore nelle prime pagine.

Tra gli autori di questo movimento c’è il super-affermato Niccolò Ammaniti, Aldo Nove, Tiziano Scarpa, Isabella Santacroce e Enrico Brizzi. Di quest’ultimo ho appena concluso Bastogne, romanzo uscito appena dopo il famosissimo Jack Frusciante è uscito dal gruppo.

Bastogne

Il romanzo è una specie di Pulp Fiction italiano (anche se ambientato in Francia) con rapine, uso di droghe, violenze sessuali, omicidi, vespe truccate (verdi e con sedili dalmata) e buona musica (dai Cure a Siouxsie, dai Public Image Ltd. ai Velvet Underground). Ne fuoriesce un concetto di amicizia particolarmente astratto, applicabile a questo contesto di degenerazione dei valori comuni. Da questo romanzo è stata anche tratta una graphic novel disegnata da Maurizio Manfredi.

Una delle tavole tratta dalla graphic novel di Bastogne

Una delle tavole tratta dalla graphic novel di Bastogne

Una citazione (che sa di poesia) per farvi capire lo stile assolutamente psichedelico di Brizzi:

Sono Ermanno Claypool, sconvolto senza fiato desideroso di morte e scopate furiose nelle sale claustrofobiche del wednesday party, colonna sonora Simpathy for the Devil soliti gin tonic consuete deflagrazioni in testa. Sono Friedrich Nietzsche, cervello divorato da anfetamine e resine e polveri e verzure piegato a metà nel cortile del sanatorio, colonna sonora Bela Lugosi is dead puzza di piscia che ristagna e malattia cattiva. Sono il generale von Paulus, giro losco in vespa special per le rovine di questa Stalingrado sul punto di collassare circondata dall’armata rossa un ultimo joint in solitudine e meditazione la notte prima della resa, colonna sonora Helter skelter mentre i razzi katiuscia cadono a pioggia sui palazzi e sulle fabbriche.