La classifica del mese – Febbraio 2015

febbraio

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Questo febbraio è stato un mese letterario davvero vario e insolito: innanzittutto grazie a Pierluigi Curcio ho riscoperto una nuova versione del mitico ciclo arturiano di cui ho già parlato qui. Tre romanzi avvincenti e storicamente calati alla perfezione che hanno allietato i mie interminabili viaggi in treno (la dura vita del pendolare!).

chi manda le onde

Chi manda le onde di Fabio Genovesi è stata una lettura splendida che mi ha lasciato un senso di benessere incredibile e sono davvero felice che sia candidato per il Premio Strega 2015. Se volete saperne di più qui il mio post a lui dedicato.

L'invenzione della madre

Romanzo dolorosissimo è stato per me L’invenzione della madre di Marco Peano, una lettura forte e incredibilmente d’impatto di cui parlerò a breve e che per le emozioni che mi ha donato merita ampiamente il primo posto.

paradisi artificiali

Come classico del mese ho scelto il mio amato Baudelaire con i suoi Paradisi artificiali, un viaggio attraverso i vizi di cui decanta virtù e (in minor numero) difetti.

la schiava dei tudor

La grande delusione è stata però La schiava dei Tudor, un romanzo d’amore che di storico ahimè non ha davvero nulla. Già il titolo fuorviante mi ha fatto immaginare castelli e complotti all’interno della corte dei Tudor, della famosa famiglia reale invece ci sono solo due paginette di contestualizzazione storica che avrebbe potuto scrivere anche un bambino. Toppatissimo e pieno di luoghi comuni, si salva per il finale tragico (io li amo che ci posso fà?) che lo fa arrivare arrancando a due stelline su cinque. Non ci siamo proprio però.

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Quanto e cosa leggete d’estate? Dove sono stata nelle mie letture estive

Estate. La mia stagione. Sarà che ci sono nata, un 19 agosto di 24 anni fa nella calura afosa di Torino, sarà che sono del segno del Leone, sarà che amo il sole, solitamente d’estate sono nel mio elemento. Ho trascorso moltissime estati a leggere, di solito tendevo a sorbirmi subito le letture imposte dagli insegnanti per passare poi a quelle che più mi interessavano. E una volta l’estate era la stagione in cui si leggeva di più, complice la fine della scuola e quell’immenso tempo libero che ti piombava addosso. Ma adesso? Insomma qui in Piemonte finora non è che abbia fatto una grande estate (sempre pioggia e temperature che sfiorano i 20°) ma in certe sere sembra impossibile riuscire ad aprire un libro. L’afa, la luce che attira immancabilmente zanzare e insettini vari, le finestre aperte che fanno entrare gli schiamazzi dei vicini e dei ragazzini tamarri che colorano di tunztunz la piazzetta sotto casa e di conseguenza le tue nottate, beh a volte non invogliano alla lettura. Per non parlare della spiaggia, io, maniaca come sono, avevo sempre “paura” di portarmi i libri in spiaggia, guai toccare le pagine con le mani bagnate e, che orrore!, non vorrai abbandonare le copertine sotto al sole cocente?, meglio darsi alle parole crociate. Questo per dirvi che per la lettura la mia stagione tipo è l’inverno, con il piumone a farmi da capanna, la mia gattina in grembo e giusto un buchetto per respirare.

Di conseguenza questo blog ha risentito parecchio di questi mesi estivi e io – devo ammetterlo – mi sono data a serie televisive, film e giochi al pc. Non che io non abbia letto eh, per me è come una droga, soprattutto una volta scoperta la praticità del kindle. Insomma qua e là tra I Borgia, Desperate Housewives, Hannibal, Skins, Grey’s Anatomy e The Walking Dead, ore interminabili a giocare (e cristonare) dietro a Skyrim e ad aggiornarmi sui film dell’anno precedente (avete visto che bello Dallas Buyers Club?) qualche paginetta mi scappava di leggerla. E mi piacerebbe essere una di quelle splendide bloggers che anche se scrivono i cazzi loro vengono lette e rilette, io non lo sarò mai per cui ho preferito non scrivere più nulla e mandare in vacanza Legger_mente senza neanche un saluto = piena crisi mistica.

Ora però [con tono tendente allo psicopatico] “Wendy….sono tornatooooo!” siete felici?!

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In questi mesi sono stata:

  • in una Milano di inizio secolo con Un amore di Dino Buzzati;
  • nella stessa città ma ai giorni nostri con i dubbi esistenziali di Antonio Scurati col suo finalista al premio Strega 2014 Il padre infedele;
  • nella regione con più alto tasso di criminalità del Messico con Le ragazze rubate di Jennifer Clement;
  • intrappolata sotto una misteriosa Cupola in una cittadina del Maine con The Dome del mio amato King;
  • in una peccaminosa Napoli del primo Seicento con Lisario o il piacere infinito delle donne dell’italiana Antonella Cilento;
  • a Baltimora con un breve racconto di Fitzgerald diventato un gran film di David Fincher Il curioso caso di Benjamin Button;
  • in Svizzera con una mia omonima che nonostante una vita perfetta decide di tradire il marito nell’ultimo romanzo di Coelho intitolato non a caso Adulterio;
  • a Capri a ritrovare i veri obiettivi della propria vita e ripercorrere il passato con Se mi chiami mollo tutto…però chiamami di Albert Espinosa;
  • naufraga e sperduta in mezzo agli indigeni in un’Australia di metà diciannovesimo secolo con Il ritorno del naufrago di François Garde.

Che mix eh? Sarà che a me piace variare, ancora di più d’estate! Quali sono invece le vostre letture estive?

Resistere non serve a niente – Walter Siti

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C’è chi afferma che il Premio Strega è più un’onoreficenza alla carriera che non al libro in sè. Su questa affermazione potrei non essere d’accordo ma bisogna ammettere che probabilmente è questo il caso di Walter Siti. Resistere non serve a niente non mi ha entusiasmata, ma mi ha fatto venire la curiosità di provare altro dello stesso autore.

Il romanzo si basa sulla vita di Tommaso che lo scrittore decide di narrare dopo averlo conosciuto ad una festa VIP. La prima parte del libro scorre piuttosto veloce tra gli anni di un’infanzia difficile (obesità e il padre in carcere) e il riscatto successivo con un intervento chirurgico per farsi accettare dal mondo, la laurea in economia, la passione per i numeri e la matematica e l’entrata nell’olimpo della finanza. Fin qui niente da dire sullo stile: pulito, limpido e a tratti divertente. A questo punto però il romanzo invece di decollare si impantana in una specie di saggio sulla cosiddetta zona grigia a metà tra criminalità organizzata, politica e finanza caratterizzato da un linguaggio specifico che rende la lettura faticosa e arrancante.

Vogliamo poi parlare del ruolo delle donne in questo romanzo? Pare ce ne siano solamente di due tipi: la supergnocca fredda come un ghiacciolo e priva di sentimenti che vende il proprio corpo e usa il sesso per avere smeraldi e borse di coccodrillo e la racchia che non potendo vendersi rimane totalmente succube dell’uomo e priva di qualsiasi personalità (praticamente tutte le segretarie). Inutile dire che ciò mi ha infastidita non poco pur non essendo io una femminista incallita.

Lo consiglio a chi vuole capirci un po’ di più su quello che succede dietro al nostro dio Denaro e a chi non si spaventa di fronte a lunghe pagine su tecniche finanziarie e magheggi di economia.

Voto: ★★✰✰✰  

[ma leggerò sicuramente qualcos’altro dell’autore visto le ottime recensioni!]

Tommaso è estasiato dal pirotecnico gioco di prestigio, far apparire soldi dal nulla semplicemente postando dei numeri; siamo davvero i nuovi alchimisti, i soli che si orientano nel pianeta in bollitura.Tutto in diretta, un videogame giocato sulla realtà…

 

 

Premio Strega

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Ieri sera ho iniziato a leggere Resistere non serve a niente di Walter Siti il vincitore del Premio Strega di quest’anno. Mi è venuta quindi la curiosità di saperne di più riguardo questo premio letterario tanto famoso e considerato come il più prestigioso d’Italia.

Venne istituito nel 1947 da un gruppo di amici letterati che si riuniva già dal 1944 in pieno clima dittatoriale e di censura fascista. Il gruppo – formato da giornalisti, scrittori, artisti – decide di istituire un premio letterario che risollevasse la cultura italiana dopo gli anni bui del Fascismo. Se Maria Bellonci – scrittrice e traduttrice – è in qualche modo la “mamma” di questo premio, Guido Alberti è lo storico finanziatore. E’ proprio da lui che prende il nome il Premio essendo comproprietario della fabbrica del liquore Strega.

Oggi la giuria – i cui membri sono chiamati gli amici della domenica per ricordare le origini di questo premio – è composta da 400 persone e si riunisce per due votazioni ogni anno: a giugno quando si decide la cinquina dei finalisti e il primo giovedì di luglio per scegliere il vincitore.

Curiosando tra l’archivio dei vincitori si trovano alcuni dei bestsellers italiani più famosi: da I racconti di Moravia a Lettere da Capri di Mario Soldati, poi Il Gattopardo, La ragazza di Bube, La chiave a stella, Il nome della rosa per arrivare ai recentissimi Non ti muovere della Mazzantini, Caos calmo di Sandro Veronesi, Come dio comanda di Ammaniti, La solitudine dei numeri primi di Giordano e Inseparabili di Piperno.

Scopro oggi che uno dei miei libri preferiti in assoluto, La chimera di Sebastiano Vassalli, ha vinto il Premio nel 1990, anno in cui sono nata! 🙂

Nessuno sa di noi

nessunosaA meno di una settimana dalla proclamazione del vincitore del Premio Strega 2013 ho deciso di leggere Nessuno sa di noi di Simona Sparaco presente nella cinquina dei finalisti.

Si tratta di un libro difficile che tratta un tema ostico e quasi tabù in Italia: l’aborto terapeutico ovvero “l’interruzione volontaria della gravidanza provocata da determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto segnato da malformazioni o gravi patologie”. Per intenderci qui in Italia, grazie alla pesante influenza della Chiesa, è considerato al pari di un infanticidio. Ovviamente non mi sento di aprire qui una discussione così profonda e su cui ciascuno di noi avrebbe qualcosa da dire, mi limito ad apprezzare una donna che ha voluto cimentarsi in un romanzo del genere, un romanzo che è come una pugnalata nel petto per i lettori.

Raramente sono stata così colpita da una storia come in questo modo. Se decidete di leggerlo sappiate che non è una storia facile e che dopo guarderete davvero il mondo con occhi diversi. L’autrice riesce a descrivere in modo viscerale le sensazioni provate dalla protagonista tanto che sono rimasta davvero molto coinvolta emotivamente (neanche a metà libro piangevo già come una scema).

Consigliato a chi sa apprezzare anche le storie tristi.

Voto: ★★★★★

Crescendo si scopre che tutto ha un limite. Persino l’amore. E noi che lo credevamo grandioso, indistruttibile. Ma l’amore è una ferita che non guarisce mai, sempre sul punto di riaprirsi. Basta un niente perché s’infetti.

Che importa ormai? Sono Alice. E ho deciso di seguire il Bianconiglio in questo buco di mondo. I Palazzi, fuori, sembrano facce, algide, distanti. Le finestre tanti piccoli occhi chiusi. Per non vedere. Per dimenticare.