Lo spleen di Parigi – Charles Baudelaire

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Come fare a parlare di un libro come questo? Insomma io non definisco mai le mie chiacchierate “recensioni” perché non sono nella posizione di poter giudicare gente che ha le palle di scrivere e farsi pubblicare romanzi, certo, quando un romanzo non mi piace non sto zitta, questo sì. Comunque potrei parlarvi delle splendide atmosfere ricreate da Baudelaire, del fatto che certi poemi, per quanto brevi, riescano a incantare o della miriade di personaggi che ci troviamo fantastici e non, felici e innamorati o depressi e impiccati agli armadi, vecchi o giovani, dal buffone di corte intristito ad un principe quasi machiavellico, ognuno di loro ci insegna qualcosa. Ma come fare a giudicare un tale capolavoro? Io non ci riesco. Quindi, per variare un po’, inserisco una serie di citazioni tratte da questi poemi splendidi in onore del buon vecchio Charles. Buona lettura!

Voto: ★★★★★

♫♪ In power we entrust the love advocated – Dead Can Dance

Come sono penetranti – penetranti fino al dolore! – le giornate d’autunno al tramonto! La delizia indefinita di certe sensazioni non esclude affatto l’intensità: e non c’è punta più acuminata di quella dell’infinito.


Ma che cosa importa l’eternità della dannazione a chi ha trovato nell’attimo l’infinito del godimento?


Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: E’ l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull’erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all’onda alla stella all’uccello all’orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora e’;
Ed il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio vi risponderanno
“E’ l’ora di ubriacarsi !”
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.


In lei abbonda il nero: e tutto ciò che ispira è notturno e profondo. I suoi occhi sono due antri in cui lampeggia e vaga il mistero. Il suo sguardo illumina come il lampo: è un’esplosione nelle tenebre. Potrei paragornarla a un sole nero, se si potesse concepire un astro buio che riversa luce e felicità.


Quali bizzarrie non si trovano in una grande città, se si sa andare in giro a guardare! La vita brulica di mostri innocenti.

brughiere

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La piccola mercante di sogni – Maxence Fermine

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Conoscete Maxence Fermine? In caso di risposta negativa vi consiglio assolutamente di leggere qualcosa di questo scrittore francese perché non ve ne pentirete. Io l’ho conosciuto con la sua Trilogia dei colori che contiene i suoi primi tre libri: Neve, Il violino nero e L’apicoltore. Si tratta di libri piuttosto corti, circa un centinaio di pagine, ma che racchiudono storie di una delicatezza e magia poetica inenarrabile. Il mio preferito in assoluto è Neve, dolce, candido e malinconico e semplicemente perfetto.

Da poco è invece uscito La piccola mercante di sogni che nasce essenzialmente come un racconto per bambini ed in effetti mentre lo leggevo mi sarebbe piaciuto avere un bambino da addormentare a cui leggerlo. La storia parte da un bambino parigino che deve fare i conti con genitori sempre assenti e una incredibile voglia di vivere sempre tra le nuvole. In seguito ad un incidente stradale verrà catapultato nel Mondo delle Ombre, un universo parallelo in bianco e nero pieno zeppo di personaggi fantastici: dagli alberi che parlano ai gatti che amano i dolci dagli spettri alla candida mercante di sogni che cerca di colorare un po’ il mondo vendendo sogni.

Anche qui si tratta di una lettura velocissima ma molto carina nonostante si tratti pur sempre di una fiaba dal lieto fine assicurato. Lo consiglio a chi di voi ha dei figli per rendergli le notti più fantastiche e colorate.


Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ Monochrome – Yann Tiersen

Se ogni sera voi dite alle stelle che le amate, e passate tutta la notte a guardarle, loro diventano per forza più luminose. Perché hanno bisogno d’amore. E ve lo restituiscono in misura talmente elevata da farvi sentire davvero felici.

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Invisibile – Paul Auster

Voglio scusarmi per l’assenza di questi giorni ma purtroppo è stata una settimana decisamente impegnativa a livello lavorativo e oltretutto, per non farmi mancare nulla, mi sono anche presa l’influenza (come al solito!). Oggi posso dirmi ufficialmente in vacanza e spero vivamente di potermi dedicare alla lettura come dovrei. Ricollego sempre l’idea del Natale con tantissime ore dedicate a libri bellissimi e avvincenti che di solito non avevo tempo di leggere durante l’anno. Stranamente anche durante il liceo apprezzavo quasi sempre le letture consigliate dagli insegnanti tanto che alcuni di quelle sono diventate tra le mie preferite. L’anno scorso mi sono poi dedicata ad un grande romanzo russo, Anna Karenina, che mi ha appassionata e presa particolarmente. Spero di riuscire a replicare quest’anno con l’immenso Guerra e pace!

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In questi giorni invece mi sono arenata su un romanzo che mi aveva attratta per la copertina e che si è rivelata una lettura pesante che non mi ha appassionata per nulla. Parlo di Invisibile di Paul Auster. La trama è molto semplice: Adam scrive della sua vita, in particolare degli anni dell’adolescenza in cui un incontro con una coppia un po’ particolare e alcuni mesi di convivenza con l’amata sorella finiranno per cambiargli l’esistenza. Ambientato in parte a New York e in parte a Parigi, si mostra come un esperimento di scrittura creativa: è suddiviso in cinque capitoli narrati in prima, seconda e terza persona (una maniera originale ma che non mi ha convinta del tutto). Nonostante lo stile mi abbia convinta e l’inizio mi avesse stimolato particolarmente, la lettura si è rivelata lenta e non convincente. Non me la sento di definirlo del tutto un flop visto che la scrittura è curata e i dialoghi azzeccati, ma non riesco nemmeno a consigliarvelo.

Ho letto splendide recensioni eppure io devo ammettere che il personaggio principale, Adam, non mi è entrato dentro e tutta la trama mi ha lasciata perplessa. Un amore incestuoso, la New York durante la guerra del Vietnam, un bellissimo ragazzo che vuole diventare poeta, un finale malinconico: erano tutti ingredienti che mi facevano sperare in qualcosa di splendido. Peccato! Unica nota positiva il dubbio insinuato nel lettore: i fatti narrati sono i fatti reali? Ma soprattutto: è così importante che lo siano?

Voto: ★★✰✰✰ e mezza!

♫♪ For real – Okkervil River

[…] ho sempre convissuto con questa idea, e dopo averla accarezzata nella mente così a lungo mi sembrava reale, come se non dovessi far altro che dire una parola e sarebbe successo. Probabilmente sono stato troppo tempo da solo, in questi ultimi sei anni. A volte confondo i miei pensieri sul mondo con il mondo stesso.

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