Un’opera di bene – Gianfranco Martana

Un'opera di bene

Ed eccomi qui, giunta alla fine del terzo inedito firmato Ellera Edizioni: Un’opera di bene di Gianfranco Martana. Ancora una volta non ne rimango delusa e annovero ormai questa casa editrice tra le mie di fiducia visto che dimostra sempre di avere tutti gli attributi necessari per la ricerca (calma e ponderata) di nuovi autori. Vi avevo già parlato dei due precedenti romanzi: La scomparsa di Massimiliano Arlt (dalle atmosfere inquietanti e pulp) e lo splendido La mia musica nel silenzio (un romanzo che mi ha portato via un pezzetto di cuore). Con quest’ultima uscita si può dire che andiamo a completare una triade di talenti di tutto rispetto.


Tra gli scorci di una Salerno povera e un po’ trasandata scorre la vicenda di Diego Venturini, un burbero scrittore avanti con l’età che ha trovato il successo pubblicando racconti e romanzi gialli legati alla sua terra; suo nipote Alfredo, orfano di padre che vive ancora in casa di sua madre; e Teresa, la più enigmatica dei tre personaggi, una donna che spunta nelle vite dei primi due con una richiesta particolare. Teresa ha infatti affrontato una terribile esperienza, la perdita del figlio, e vuole che Diego scriva un racconto su di lui, sul piccolo Lorenzo.

La vicenda scorre piacevolmente accompagnata dall’autore che tiene ben salde le redini della trama senza perdersi in futili e lunghe descrizioni o vicende di contorno. Tutto è ridotto all’osso e ci fa restare sull’attenti fin dalla prima riga del primo capitolo. Sì, perché da subito capiamo come qualcosa non vada nel comportamento di Teresa e come oscuri segreti si celino nella figura di Diego, anche lui privato del figlio, suicida. L’atmosfera è particolare, assume tutti i toni del noir man mano che proseguiamo nella lettura e risulta essere una specie di decalogo delle sfumature dei sentimenti e della reazioni umane di fronte al dolore, sia esso reale sia esso artificiale e frutto della nostra mente.

Tre personaggi e tre caratteri opposti si alternano nel proseguire della storia ricalcando tre diverse ricerche di vita che portano irrimediabilmente ad alcune drammatiche scelte che cambieranno per sempre le proprie esistenze. Un’opera di bene è un romanzo complesso dal punto di vista delle emozioni ma estremamente lineare nello stile, credo sia un’ottima lettura da intraprendere con la mente riposata e fresca, magari in vacanza, tenendo presente che nella vita tutto può succedere.


Voto: ★★★★✰

♫♪ Vivere di conseguenza – Verdena

Dall’altro lato della porta, le scale cominciavano ad animarsi di gente che saliva e scendeva pensando ai fatti propri. Erano tutti vivi, e nessuno di loro poteva dirsi innocente.

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L’uomo di Schrödinger – Giovanni Marchese

copertina-Luomo-di-Schrödinger Oggi vi vorrei consigliare una lettura decisamente fuori dal coro, una di quelle letture che potresti scovare quasi per caso spulciando tra gli scaffali della vostra libreria di fiducia, una di quelle storie diverse che l’universo editoriale italiano dovrebbe rivalutare un po’ di più. Si tratta del romanzo di Giovanni Marchese: L’uomo di Schrödinger, edito dalla casa editrice Verbavolant.

Il romanzo parte a tutta birra e inizialmente avremo una sorta di spaesamento simile a quello del nostro protagonista: un uomo che ha perso la memoria e cerca di rivivere il proprio passato tra frammenti di ricordi che colpiscono come pugni e sogni incredibili. Il contesto è un’Italia futuristica martoriata dalla crisi e alle prese con invasioni aliene, strane sette, personaggi violenti e inquietanti e un’atmosfera surreale che pervade il tutto. I colpi di scena non mancano e ben presto iniziamo ad ambientarci tra le pagine del romanzo come fossimo tra le strade delle città che fanno da sfondo a quella che per me è stata una delle letture più strane e pulp che abbia mai fatto.

Al diavolo i ricordi! Sul tempo passato non ho alcun controllo. Continuerà così finché vivrò, a vederne brevi tratti. Episodi slegati. Scene sbiadite e prive di senso. Incubi. Visioni. Senza luce. E tacere di tutto il resto. Da questo momento in avanti penserò solo al futuro. Guarderò avanti. E quando sarò oltre tanto da poter nuovamente guardare a un passato sceglierò la vita migliore che avrò vissuto fino ad allora. E quella soltanto sarà il mio passato.

Lo stile è perfettamente plasmato sui personaggi, volgari e senza peli sulla lingua, uomini di periferia con affari loschi e strane condizioni psicofisiche, e ci accompagnerà con entusiasmo fino al sorprendente finale. Una lettura che consiglio a chi ama Palahniuk o comunque atmosfere noir e viaggi lisergici da LSD. Insomma, per me, è un vero gioiellino.


Voto: ★★★★✰

♫♪ Mars needs women – Rob Zombie

Il problema di avere una memoria fuori uso è che fa in modo di farti vivere tutto come fosse la prima volta e allo stesso tempo di impedire che si possa essere certi di quando sia stata l’ultima volta.

La verità sul caso Harry Quebert – Dicker Joël

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Credo che questo sia il romanzo dell’estate che tutti vorremmo: incalzante, scorrevole, incredibilmente appassionante. Uno di quei libri che se sei a lavoro non vedi l’ora di uscire per poterlo continuare. 779 pagine e non sentirle! Anzi, vorrei ce ne fossero altrettante!

Si tratta di un giallo/noir ambientato ad Aurora, una cittadina del New Hampshire, dove una quindicenne scompare improvvisamente. Attraverso quasi cinquant’anni con salti temporali, improvvisi stravolgimenti nella storia e la narrazione di uno scrittore il romanzo si snoda fino ad arrivare ad una serie di colpi di scena finali da lasciare mozzafiato!

Credo sia uno di quei libri perfetti per essere letti in spiaggia o comunque in vacanza! Non fatevi ingannare dallo “spessore” lo divorerete!

Voto: ★★★★★

“Harry, come si fa a sapere quando un libro è finito?” “I libri sono come la vita, Marcus. Non finiscono mai del tutto.”

Racconti neri – Marco Vichi

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Io e mia sorella (gran lettrice anche lei nel caso non l’aveste ancora capito!) ci siamo approcciate a questa raccolta di romanzi un po’ come se si trattasse di uno Stephen King italiano, se anche voi avete questa idea per la testa dimenticatevela!

Piene di entusiasmo ci siamo lasciate prendere da questi brevi racconti noir decisamente particolari. Innanzitutto il tema ricorrente (presente in quasi tutti i racconti) è il carcere o comunque la delinquenza e la violenza (spesso anche sessuale). Inizialmente mi piace molto lo stile e la lunghezza a volte davvero brevissima delle storie. Dopo qualche racconto però avrei quasi voglia di una pausa, di una trama un po’ più strutturata, di personaggi più “tratteggiati”. La pecca più grande sta poi nei finali: sembrano quasi tagliati – come se all’improvviso la trama fosse troppo difficile da chiudere – e lasciano molto spesso il lettore in sospeso. Spesso consultavo mia sorella innervosita “Ma tu hai capito il finale? Ma quindi alla fine cosa è successo?”. Decisamente non per me questa forma aperta di epilogo.

Scopro ora che il suo forte sono in realtà i gialli, ha infatti avuto successo con una serie di romanzi che hanno per protagonista il commissario Bordelli. Chissà, magari ci si riprova poi con uno di quelli!

Voto: ★★★✰✰

[inizialmente era un due stelle ma poi ho pensato che certe atmosfere noir ambientate a Firenze meritavano qualcosa di più!]

E per strada ogni ombra era un fantasma che lo seguiva, rimproverandogli qualcosa.