Giornata della Memoria: la “Dora Bruder” di Patrick Modiano

27 gennaio, Giornata della Memoria, oggi non voglio soffermarmi su commemorazioni o analisi storiche, credo che lo si faccia già abbastanza in ogni angolo del web per cui vi consiglio solamente una lettura in tema. L’autore è il premio Nobel per la Letteratura del 2014: Patrick Modiano; il libro si intitola Dora Bruder. Ora, voi vi chiederete, “chi è Dora Bruder?” ed è quello che si è chiesto anche Modiano nelle pagine di questo suo piccolo libro.

LIBRO DEL GIORNO

Nel 1988 l’autore viene a conoscenza di questa ragazza leggendo banalmente un annuncio su un vecchio quotidiano datato 31 dicembre 1941:

PARIGI Cercasi ragazza, Dora Bruder, 15 anni, m. 1,55, viso ovale, occhi grigio-marrone, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu, scarpe sportive marrone. Rivolgersi ai sigg.ri Bruder, 41 boulevard Ornano, Parigi.

È questa la scintilla che fa scoppiare in Modiano la voglia di ricostruire la storia di questa ragazza, cercare di seguirla per le strade di Parigi, di capire a cosa stava pensando in quel preciso momento della sua vita. Modiano compie quindi una vera e propria indagine sulla vita di questa ragazza: scopre così che proviene da una famiglia ebrea clandestina e va a ricercare i luoghi in cui la ragazza è vissuta o in cui è passata arrivando addirittura a riuscire a dare un volto alla ragazza con il ritrovamento di alcune foto in bianco e nero. Ovviamente il tempo scorre e come un torrente montano leviga tutto ciò che incontra disperdendo dietro di sè tanti tasselli del passato. Si scoprirà che tutta la famiglia Bruder è stata deportata in un crescendo di informazioni e passione nella ricerca.

Modiano riesce a farci capire quanto sia importante la storia, la ricerca e la memoria, ma anche come sia imprescindibile non arrendersi mai anche se stiamo compiendo qualcosa che sfiora l’impossibile. L’autore sarà così ossessionato dalla vicenda che baserà uno dei suoi romanzi proprio sulla figura di questa quindicenne vittima di quella follia nazista che, per fortuna, ogni anno impariamo a non dimenticare.

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La Lista di Schindler di Thomas Keneally vs Schindler’s List di Steven Spielberg

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Molti di noi hanno visto Schindler’s list, pochi di noi lo hanno letto. E se il film è una sorta di romanzo drammatico riportato in scena da un’ottima regia e un cast azzeccato, il libro è invece una narrazione nuda e cruda degli avvenimenti, senza fronzoli, fredda e impersonale. Tra le pagine del romanzo lo scrittore si nasconde abilmente ricreando una perfetta narrazione dai tratti giornalistici, fatta di periodi piuttosto brevi e poca immedesimazione. Solo a tratti e in poche pagine fuoriesce la parte un po’ più sentimentale del resoconto storico, così come il film si attiene comunque alla veridicità dei fatti narrati regalandoci un rimando storico al periodo piuttosto preciso.

Certo, leggere certe cose è ancora più reale che vederle trasposte in un film hollywoodiano che ha pur sempre il rischio di farle sembrare così crude solo per far commuovere lo spettatore. E invece è successo tutto realmente, le testimonianze si trovano a bizzeffe e nel romanzo non ci vengono risparmiati particolari molto più crudi del film, come ad esempio il metodo che certe SS utilizzavano per sterminare i pazienti ebrei malati terminali o comunque con gravi patologie: iniettare loro la benzina direttamente in vena causandogli una morte dolorosissima e lunga circa 15 minuti fino all’asfissia.

Una scena dek film col bravissimo Liam Neeson che interpreta Schindler

Una scena del film col bravissimo Liam Neeson che interpreta Schindler

Nel film manca poi la parte del dopoguerra, dai rischi di rappresaglie e di esecuzioni sommarie senza fondamento o giustizia, al rischio opposto di essere ancora trattato malamente per aver aiutato gli ebrei, per finire la propria esistenza nell’alcolismo e nei fallimenti di una vita: Oskar Schindler non ha avuto vita facile, e nel libro tutto ciò viene fuori in mezzo ai suoi pregi e ai suoi difetti, un personaggio così particolare ma anche così umano.

Concludendo, se il film fa commuovere, il romanzo fa indignare in tutta la sua verità.

[Postilla: la scena della bambina col cappotto rosso è presente anche nel romanzo!]

Voto ad entrambi: ★★★★✰

♫♪ Theme for Schindler’s List – John Williams

[…] erano tutti sottoposti allo stesso umiliante esercizio: correre per sopravvivere. La giovane signora Kinstlinger, la velocista che aveva rappresentato la Polonia alle Olimpiadi di Berlino, in quel momento si rendeva conto che quello non era stato niente altro che un gioco. Era questa la vera competizione. Con lo stomaco in subbuglio e il fiato corto, frastornati da quella musica menzognera, si correva per un premio chiamato vita.

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