Pomeriggi del tutto differenti

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Regali bellissimi che ti migliorano il pomeriggio e ti aiutano a conoscere meglio uno dei gruppi che più hanno influenzato la tua vita: i Verdena.

“Essere comprensibili non è mai stato una prerogativa dei Verdena, anzi: a loro interessa di più confondere i sensi e andare in mille direzioni contemporaneamente, pur dando l’idea di non essersi mai mossi.”

#currentlyreading

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I tessitori di sogni – Patti Smith

postmercoledi

Piove. E se hai un’ora di tempo puoi metterti sotto al piumone e leggere qualcosa che ti lascerà una bellissima sensazione di appagamento. È un libriccino piccolo ma denso e impregnato di vita scritto da una delle donne che stimo di più al mondo: Patti Smith. Chi di noi non sogna di avere anche solo un decimo delle sue capacità artistiche, del suo stile e della forza di questa donna?

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 Il libro si chiama I tessitori di sogni, un titolo già bellissimo di per sè; io lo vedo come un piccolo diario, un quadernetto a quadretti di quelli in cui scrivi quello che ti passa per la testa appiccicandoci con la colla alcune istantanee. Nella realtà non si tratta di questo ma mi piace pensare che Patti abbia voluto darci un po’ di lei, un po’ dei suoi ricordi, delle sue felicità ma anche dei suoi dolori come si fa quando si scrivono le proprie memorie. Qui si raccontano attimi di vita, lacrime prosciugatesi anni addietro ma ancora lì pronte a tornare. Sensazioni particolari che pensi di aver provato solo tu nella vita e che non riusciresti a spiegare a nessuno. Beh Patti ci riesce eccome. E, a parer mio, è sempre la migliore.

Non saprei descrivervi in altro modo queste splendide 100 pagine: poesia, letteratura alla stato puro, musica e fotografia sono un armonico tutt’uno. Da tenere sempre a portata di mano sul proprio comodino!


★★★★★

♫♪ Dream of Life – Patti Smith

Con le braccia tese
con gli occhi strizzati
un vivo disgusto
sparge tutt’attorno
cuori in subbuglio
germogli di malinconia
che si rivoltano
dalle viscere

Quanto è vasto il mondo. Quanto è alto. E i modi della mente: attaccata, fugge e si disperde come semi e lanugine. Perché così è il dente di leone. Si spoglia ed esplode in desideri.

Un desiderio di una certa cosa
o solo il desiderio di sapere.

Festival dell’Oriente – Milano 2014

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In questi giorni al Parco Esposizioni Novegro di Milano torna il Festival dell’Oriente e siccome adoro la filosofia e l’oggettistica asiatica ho deciso di andare a dare un’occhiata. In uno spazio interno ed esterno di circa centomila metri quadrati tutto ciò che riguarda in qualche modo l’artigianato dell’Asia viene rappresentato da banchetti con prodotti rigorosamente importati e autentici dei Paesi d’origine. Spazio alla fantasia perché si va dalle pietre agli incensi, dall’arredamento per interni all’abbigliamento orientale (sì, ci sono anche i kimono!) il tutto in un tripudio di colori, odori e sapori.

India, Cina, Giappone, Thailandia, Indonesia, Egitto, Marocco, Sri Lanka, Malesia, Vietnam, Tibet, Mongolia, Nepal, Birmania, Bangladesh e Corea sono rappresentati sia dagli oggetti sia dalla gastronomia sia dalle usanze tipiche. Ad allietare la giornata moltissimi artisti si esibiscono sui numerosi palchi: io mi sono lasciata incantare da una cantante lirica giapponese e dai percussionisti sempre giapponesi ma se siete per il genere va moltissimo lo spettacolo indiano in pieno stile Bollywood.

2014-04-25 10.58.31-2Preparatevi poi a gustare nuovi sapori perché potrete scegliere tra molte cucine diverse, io ho gustato un ottimo latte di mandorle bio, della birra dello Sri Lanka, succo al mango thailandese e un pollo con salsa di anacardi che ho digerito per tutta la sera! Per restare comunque in tema segnalo la presenza di diverse case editrici che si occupano di volumi sul tema di spiritualità, benessere, yoga, alimentazione corretta e così via. Avrete poi la possibilità di partecipare a diversi workshop (come quello che vi insegna a fare i ravioli al vapore cinesi) o di rilassarvi con un bel massaggio per sciogliervi la schiena.

Bottino della giornata tra me e il mio ragazzo: sciarpina (ne troverete di ogni tipo e materiale, anche in lana di yak!), coltello da guerra nepalese, maschera scacciademoni tibetana e una splendida borsa in pelle di dromedario marocchina. Direi che torno a casa soddisfatta!

Fateci un salto, il festival dura fino al 4 maggio ed è facilissimo da raggiungere in auto e con i mezzi pubblici! Qui una piccola carrellata di foto che ho scattato.

Il tempo è un bastardo – Jennifer Egan

TEMPO-E-UN-BASTARDO

Avete presente quella sensazione di abbandono nel momento in cui finisci un libro che ti è piaciuto particolarmente? Ecco, io la sto provando in questo momento, con la differenza che questo romanzo non mi ha colpita, mi ha risucchiata e travolta. Mi sono apprestata a leggerlo non particolarmente convinta (mi sto rendendo conto che capita spesso ultimamente!) a causa della orribile traduzione del titolo: in originale era infatti A Visit From the Goon Squad. Dopo poche pagine è praticamente diventata una dipendenza! Capisco perché abbia vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2011, se lo merita certamente (anche solo per lo splendido capitolo fatto a slides)!

Il romanzo è formato da molti capitoli, ognuno dei quali corrisponde a un racconto e ha per protagonista/narratore un personaggio diverso ma che in qualche modo è sempre e comunque collegato al precedente e al successivo in una splendida e intrica cornice.

Fin da subito veniamo catapultati in un universo di amore e odio, case discografiche e gruppi punk, pause, arpe, droga e oro, genitori sbagliati e figli fuori luogo, dolore e morte, vita e felicità a sprazzi, malattia, senso di oppressione, fughe e ritorni, viaggi, discoteche, università, New York, Napoli, l’Africa…Presente e passato si accavallano fondendosi l’uno dentro l’altro; i fili del destino si intrecciano in nodi indissolubili o si avvicinano senza mai toccarsi ma sempre legando – o slegando – tra loro tutte le esistenze di questi personaggi in modo reale e del tutto naturale.

Questo romanzo è un puzzle, un labirinto di uomini, donne e bambini e io li ho amati dal primo all’ultimo.

Voto: ★★★★✰   (quattro e mezza!)

♫♪ Da ascoltare con: Ics dei Prozac +

Alex chiuse gli occhi e ascoltò: la saracinesca di un negozio che scendeva. Il rauco abbaiare di un cane. Il fragore dei camion sui ponti. La notte vellutata nelle sue orecchie. E la pulsazione, sempre quella pulsazione, che forse in fin dei conti non era un’eco, ma il suono del tempo che passava. la ntte blu le stlle k nn vedi ql suono k nn va mai via.