Joyland – Stephen King

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C’è un motivo se amo da sempre Stephen King: è la sua incredibile capacità nel raccontare storie, nel farti immedesimare nei personaggi, nel rendere reale anche cose incredibili come mostri e fantasmi. Joyland è forse il suo romanzo più dolce e tenero, incredibilmente soffice quasi come una nuvola di zucchero filato. Commovente, ma anche introspettivo e formativo.

Perché non dargli 5 stelline? Forse manca qualcosa del King che tutti conosciamo, il protagonista non mi è entrato dentro al cervello come negli altri suoi capolavori (forse per la relativa brevità), in cui arrivata alla fine mi “mancava” come un vecchio amico che non senti più. E’ inoltre molto più tranquillo, meno horror e thriller di qualsiasi altro. La paura non è suscitata anche se è palese che l’intento è quello di dare ben altro al lettore. E ci riesce alla grande.

Voto: ★★★★✰

Posso solo confermarvi un fatto risaputo: certi giorni valgono più dell’oro. Non sono molti, ma nel corso di quasi ogni vita ne esistono almeno un paio. Quello fu uno dei miei e ogni volta che sono giù di corda e il mondo non mi sorride e tutto mi sembra finto e dozzinale come la Passeggiata di Joyland in un pomeriggio di pioggia, io ritorno con la memoria a quel martedì di ottobre, anche solo per ricordare a me stesso che la nostra esistenza non è sempre un gioco da spennapolli. Talvolta i premi sono reali. Talvolta hanno un valore immenso.

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Pazzi di voglia di vivere

A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!»

On the road

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A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.

E l’eco rispose

youfeed-e-l-eco-rispose-il-terzo-romanzo-di-khaled-hosseiniFresco fresco di stampa l’ultimo romanzo di Khaled Hosseini a sei anni da Mille splendidi soli.

E l’eco rispose è un romanzo fatto di tante storie collegate tutte da più o meno flebili fili di parentele, conoscenze e luoghi comuni. Si parte da una favola raccontata da un padre ai suoi due figli, una favola che plasmerà molto almeno due dei personaggi/narratori del libro. Da qui, un paesino vicino a Kabul, si arriverà fino a San Francisco, passando per l’isola greca Tinos e per Parigi.

Ogni personaggio è anche narratore del capitolo che lo riguarda, ognuno dei quali potrebbe essere considerato un piccolo romanzo breve a sè stante. Le guerre e le sofferenze dell’Afghanistan sono trattate in modo diverso dai due precedenti romanzi, per alcuni in un modo più “freddo”, per me è più che altro un modo di differenziarsi dai successi antecedenti. Forte invece è il rapporto genitore/figlio presente in maniera costante.

Mi è piaciuto moltissimo, forse a tratti può sembrare un po’ una miscellanea di idee e trame diverse, ma l’intreccio rimane ben costruito e piacevole da “scoprire”. I personaggi con poche e semplici “pennellate” sono resi molto bene e riescono ad apparire reali anche se, almeno per quanto mi riguarda, il lettore non riesce ad immedesimarsi in nessuno di essi.

Lo consiglio assolutamente ma meglio evitare i paragoni con Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli.

Voto: ★★★★✰

«Maman era elegante e piena di talento. Era colta e molto convinta delle proprie opinioni, che non si peritava di elargire sempre a chiunque. Ma era anche profondamente triste. Mi ha messo in mano una pala e per tutta la vita mi ha detto: Riempi i buchi della mia anima, Pari.»

Nessuno sa di noi

nessunosaA meno di una settimana dalla proclamazione del vincitore del Premio Strega 2013 ho deciso di leggere Nessuno sa di noi di Simona Sparaco presente nella cinquina dei finalisti.

Si tratta di un libro difficile che tratta un tema ostico e quasi tabù in Italia: l’aborto terapeutico ovvero “l’interruzione volontaria della gravidanza provocata da determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto segnato da malformazioni o gravi patologie”. Per intenderci qui in Italia, grazie alla pesante influenza della Chiesa, è considerato al pari di un infanticidio. Ovviamente non mi sento di aprire qui una discussione così profonda e su cui ciascuno di noi avrebbe qualcosa da dire, mi limito ad apprezzare una donna che ha voluto cimentarsi in un romanzo del genere, un romanzo che è come una pugnalata nel petto per i lettori.

Raramente sono stata così colpita da una storia come in questo modo. Se decidete di leggerlo sappiate che non è una storia facile e che dopo guarderete davvero il mondo con occhi diversi. L’autrice riesce a descrivere in modo viscerale le sensazioni provate dalla protagonista tanto che sono rimasta davvero molto coinvolta emotivamente (neanche a metà libro piangevo già come una scema).

Consigliato a chi sa apprezzare anche le storie tristi.

Voto: ★★★★★

Crescendo si scopre che tutto ha un limite. Persino l’amore. E noi che lo credevamo grandioso, indistruttibile. Ma l’amore è una ferita che non guarisce mai, sempre sul punto di riaprirsi. Basta un niente perché s’infetti.

Che importa ormai? Sono Alice. E ho deciso di seguire il Bianconiglio in questo buco di mondo. I Palazzi, fuori, sembrano facce, algide, distanti. Le finestre tanti piccoli occhi chiusi. Per non vedere. Per dimenticare.

Io sono Febbraio

9788876382734Consigliato da mia sorella, ho preso in mano Io sono Febbraio piuttosto scettica. Ero rimasta molto delusa da La meccanica del cuore di Mathias Malzieu che era stato presentato come una favola gotica un po’ come anche questo piccolo libro di Shane Jones. Eppure fin dalle prime righe sono rimasta intrappolata nel mondo e nella splendida scrittura di Jones che usa uno stile molto particolare a metà tra una favola per bambini e un noir dalle tinte forti.

Non svelo nulla sulla trama perché è talmente particolare che va letta! Lo consiglio a chi piacciono le atmosfere “alla Tim Burton” (ci starebbe in effetti anche una trasposizione cinematografica) e a chi ha molta fantasia.

Voto: ★★★★✰

Dimmi che non finirà tutto con la morte. Che non finirà tutto con Febbraio. Fiori di campo morti stretti attorno alla gola di un bimbo che piange.

Volevo scriverti una storia sulla magia. Volevo conigli che spuntassero dai cappelli. Volevo palloni che ti sollevassero fino al cielo. Ma è diventato tutto nient’altro che tristezza, guerra, afflizione. Non l’hai mai visto, ma dentro di me c’è un giardino.

Lista di artisti che hanno creato mondi fantastici nel tentativo di curare attacchi di tristezza

1. Italo Calvino

2. Gabriel García Márquez

3. Jim Henson e Jorge Luis Borges: Labirinti

4. Il creatore di MySpace

5. Richard Brautigan

6. J.K. Rowling

7. L’inventore del gioco per bambini Lite-Brite

8. D.A. Levy

9. David Foster Wallace

10. Gauguin e i Caraibi

11. Charles Schulz

12. Liam Rector

Tratto da Io sono Febbraio di Shane Jones