Just Kids – Patti Smith

Eccomi qui, reduce da intere giornate di emicrania che hanno notevolmente rallentato i miei ritmi di lettura, ad inaugurare una nuova categoria a me particolarmente cara: Musical_mente. Come già sapete ho una grande passione per la musica che spesso mi porta a leggere biografie, autobiografie, traduzione di testi e commenti alle canzoni di band e cantanti famosi. Non nascondo di privilegiare il genere rock in tutte le sue sfumature, ma ammetto di aver letto anche di Maria Callas e Edith Piaf.

Oggi mi dedico ad un pilastro del rock femminile: Patti Smith. Con le lacrime agli occhi ho appena concluso il suo Just Kids, un’autobiografia incentrata essenzialmente sul rapporto con Robert Mapplethorpe, artista con cui convisse negli anni della giovinezza.

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È un’autobiografia perfetta in quanto non sfocia mai nel compiacersi o autoesaltarsi, anzi! Patti sembra narrare quello che sta vedendo attraverso un ritorno mentale al passato come se lo stesse raccontando ai suoi figli e, con un’umiltà ammirevole,  senza dare troppo spazio alla sua carriera incredibile. Questa, viene quasi lasciata da parte, appena accennata giusto il necessario per poter far comprendere quel certo periodo della sua vita. Il maggior numero di pagine si concentra sugli anni di convivenza con Robert (1967 – 1972) con cui inizialmente ci fu un rapporto intimo come amanti, in seguito di grandissima amicizia e profondo affetto. Entrambi spiantati e senza soldi, quando si conoscono sono anni difficili in cui si patisce la fame, si cerca perennemente un lavoro saltuario e si vive dove capita. Nonostante questo, vivono felici, senza complicazioni, uniti dalla grande passione per l’arte: Patti determinata a diventare poetessa, Robert a diventare un garnde artista ed entrare nella factory di Warhol. [In un modo o nell’altro ce la faranno entrambi, spinti dalla forte determinazione, a diventare una la poetessa del rock, l’altro un artista tra i più discussi e provocatori.]

Sono anni di grande fermento musicale e artistico, anni in cui facendo un salto al Chelsea Hotel si incontravano persone del calibro di Bob Dylan, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Allen Ginsberg, Salvador Dalì, William Burroughs, Gregory Corso che insieme a Andy Warhol, Jim Morrison e tanti altri fanno da sfondo alle vite di Patti e Robert. I due non possono essere più diversi: Patti è una ragazza a cui droghe e party interessano poco, timida, a tratti malinconica, Robert è estroverso, fa uso di alcol e droghe e si scoprirà omosessuale (anche se aveva già avuto precedenti rapporti con uomini) innamorandosi di Sam Wagstaff, suo mecenate. Eppure i due sono intrecciati l’uno nella vita dell’altra, in un rapporto affettivo che supera ogni barriera. Proprio il loro legame produrrà splendidi prodotti artistici come le tante fotografie di Robert che ritraggono Patti e le poesie e canzoni di Patti che si riferiscono a Robert.

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Con una scrittura lieve ma avvincente, ricca di aneddoti interessanti e riferimenti al mondo dell’epoca, Patti Smith riesce a catturare l’attenzione del lettore che, spinto dalla sua umiltà e dal grande amore che traspare tra le righe, cerca di immaginarsi un finale diverso da quello che tutti sanno. Una storia d’amore ma soprattutto di vita vissuta al massimo che insegna tanto e lascia splendide immagini nella mente, come il saper apprezzare il poco che si ha, l’amare senza pregiudizi e dedicarsi a ciò che piace con tutti se stessi.

Voto: ★★★★★
♫♪ Memorial song – Patti Smith

Certi giorni, grigi giorni di pioggia, le strade di Brooklyn meritano una fotografia, ogni finestra è l’obiettivo di una Leica, la veduta immobile e granulosa. Radunavamo le nostre matite colorate e disegnavamo come ossessi, figli ferali della notte finché, esausti, non ci lasciavamo crollare a letto. Giacevamo l’uno nelle braccia dell’altra, ancora impacciati ma felici, a scambiarci baci mozzafiato durante il sonno.

«Nessuno vede come noi, Patti» mi ripeté. Quando mi diceva quel genere di cose, nel magico spazio di un istante era come se fossimo le uniche due persone al mondo.

#9 Horror Nights: Stephen King

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In questa carrellata di romanzi horror non poteva certo mancare lui, il genio, il re incontrastato del brivido, signore e signori Stephen King!

Il primo libro che lessi fu la raccolta di romanzi Stagioni diverse mentre ancora facevo le medie. Rimasi totalmente conquistata dalla splendida atmosfera resa attraverso le pagine, tanto che mi recai subito in biblioteca dove presi in prestito lo splendido Tutto è fatidico direttamente dalla sezione “adulti”. Da lì fino ad oggi regolarmente compare sempre la voglia di leggerneunodiKing. Sono passata dallo splendido e malinconico Miglio verde che mi ha fatto piangere tutte le lacrime che avevo, ai brividi e al finale amaro de Le notti di Salem arrivando ai recenti capolavori Notte buia, niente stelle e Joyland.

Non mi dilungo certo sulla stile di King che, inutile a dirsi, o piace o non piace. Posso solo affermare che nessuno come lui riesce a farmi immedesimare così tanto nei personaggi, ad attanagliarmi dentro le reti della trama, a farmi provare una così forte nostalgia appena finito il libro. Si può dire quello che si vuole, ma King ha una capacità letteraria che pochi altri riescono ad esercitare sui lettori. Onore a lui e alla sua bravura tanto nei romanzi quanto nelle raccolte di racconti.

Qui di seguito posto un commento ad IT. Letto circa un anno fa, è un capolavoro che lascia senza fiato. Se ancora non lo avete fatto, leggetelo!

Voto: ★★★★★
Livello di paura: ☠ ☠ ☠

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Dopo le prime centinaia di pagine questo romanzo vive, ti prende, ti risucchia e ti catapulta nel suo mondo, a Derry. Ed è così che inizi a percorrere le strade, passare davanti ai negozi, scendere giù ai Barren temendo l’arrivo di Henry Bowers, senti gli odori, i suoni e le sensazioni di quel luogo toccato dal Male. Qualcosa non va, percepisci la netta sensazione di essere osservato, lo strano comportamento dei vicini, tutti quegli omicidi. E’ Derry, con tutto il suo mistero e la sua inquietudine che ti assale. E all’improvviso sei Bill e la sua balbuzie, sei Ben e i suoi chili di troppo, sei Beverly e l’odio/amore verso il padre, sei Eddie e il suo asma psicosomatico, sei Richie e le sue Voci, sei Stan e il suo libro sugli uccelli, sei Mike e il suo legame col passato. Benvenuti a Derry! Ma attenti, potreste scorgere un clown vestito d’argento con quei buffi ponpon arancioni e nulla sarà più come prima, passato o presente che sia.

Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l’ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo… ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte. Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po’ di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c’è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio.

Il tempo è un bastardo – Jennifer Egan

TEMPO-E-UN-BASTARDO

Avete presente quella sensazione di abbandono nel momento in cui finisci un libro che ti è piaciuto particolarmente? Ecco, io la sto provando in questo momento, con la differenza che questo romanzo non mi ha colpita, mi ha risucchiata e travolta. Mi sono apprestata a leggerlo non particolarmente convinta (mi sto rendendo conto che capita spesso ultimamente!) a causa della orribile traduzione del titolo: in originale era infatti A Visit From the Goon Squad. Dopo poche pagine è praticamente diventata una dipendenza! Capisco perché abbia vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2011, se lo merita certamente (anche solo per lo splendido capitolo fatto a slides)!

Il romanzo è formato da molti capitoli, ognuno dei quali corrisponde a un racconto e ha per protagonista/narratore un personaggio diverso ma che in qualche modo è sempre e comunque collegato al precedente e al successivo in una splendida e intrica cornice.

Fin da subito veniamo catapultati in un universo di amore e odio, case discografiche e gruppi punk, pause, arpe, droga e oro, genitori sbagliati e figli fuori luogo, dolore e morte, vita e felicità a sprazzi, malattia, senso di oppressione, fughe e ritorni, viaggi, discoteche, università, New York, Napoli, l’Africa…Presente e passato si accavallano fondendosi l’uno dentro l’altro; i fili del destino si intrecciano in nodi indissolubili o si avvicinano senza mai toccarsi ma sempre legando – o slegando – tra loro tutte le esistenze di questi personaggi in modo reale e del tutto naturale.

Questo romanzo è un puzzle, un labirinto di uomini, donne e bambini e io li ho amati dal primo all’ultimo.

Voto: ★★★★✰   (quattro e mezza!)

♫♪ Da ascoltare con: Ics dei Prozac +

Alex chiuse gli occhi e ascoltò: la saracinesca di un negozio che scendeva. Il rauco abbaiare di un cane. Il fragore dei camion sui ponti. La notte vellutata nelle sue orecchie. E la pulsazione, sempre quella pulsazione, che forse in fin dei conti non era un’eco, ma il suono del tempo che passava. la ntte blu le stlle k nn vedi ql suono k nn va mai via.

23 libri per i miei 23 anni

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In occasione del mio ventitreesimo compleanno ho deciso di selezionare i 23 romanzi che ho amato di più e che in qualche modo mi hanno arricchita o che mi hanno anche solo accompagnata in questi anni di crescita. Non seguono un vero e proprio ordine e non si tratta di una classifica ma semplicemente di un elenco di libri tra i più eterogeni tra loro ma che, statene certi, vale la pena di leggere!

  • Il Signore degli anelli – J. R. R. Tolkien
  • Il grande Gatsby – Francis Scott Fitzgerald
  • La morte felice – Albert Camus
  • Addio alle armi – Ernest Hemingway
  • Le nebbie di Avalon – Marion Zimmer Bradley
  • IT – Stephen King
  • La boutique del mistero – Dino Buzzati
  • La chimera – Sebastiano Vassalli
  • E Johnny prese il fucile – Dalton Trumbo
  • Sulla strada – Jack Kerouac
  • Jukebox all’idrogeno – Allen Ginsberg
  • Neve – Maxence Fermine
  • Le vergini suicide – Jeffrey Eugenides
  • The help – Kathryn Stockett
  • Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen
  • La notte – Elle Wiesel
  • Uomini e topi – John Steinbeck
  • Sofia si veste sempre di nero – Paolo Cognetti
  • La campana di vetro – Sylvia Plath
  • Anna Karenina – Lev Tolstoij
  • Ogni cosa è illuminata – Jonathan Safran Foer
  • Memorie di una geisha – Arthur Golden
  • Il Gattopardo – Giuseppe Tomasi di Lampedusa

La verità sul caso Harry Quebert – Dicker Joël

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Credo che questo sia il romanzo dell’estate che tutti vorremmo: incalzante, scorrevole, incredibilmente appassionante. Uno di quei libri che se sei a lavoro non vedi l’ora di uscire per poterlo continuare. 779 pagine e non sentirle! Anzi, vorrei ce ne fossero altrettante!

Si tratta di un giallo/noir ambientato ad Aurora, una cittadina del New Hampshire, dove una quindicenne scompare improvvisamente. Attraverso quasi cinquant’anni con salti temporali, improvvisi stravolgimenti nella storia e la narrazione di uno scrittore il romanzo si snoda fino ad arrivare ad una serie di colpi di scena finali da lasciare mozzafiato!

Credo sia uno di quei libri perfetti per essere letti in spiaggia o comunque in vacanza! Non fatevi ingannare dallo “spessore” lo divorerete!

Voto: ★★★★★

“Harry, come si fa a sapere quando un libro è finito?” “I libri sono come la vita, Marcus. Non finiscono mai del tutto.”