Storia delle terre e dei luoghi leggendari – Umberto Eco

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Alzi la mano chi non si è mai interessato a miti leggendari come Atlantide o la ricerca del Sacro Graal. Secondo me tutti lo abbiamo fatto. Peccato che la nostra sia un’era in cui è estremamente facile abbindolare le gente con teorie che non stanno in piedi soltanto per fare audience; mi riferisco a programmi come Voyager e Mistero, tanto in voga negli ultimi anni ma fonte di una disinformazione a livelli plateali. Ho sempre pensato che, visto che l’argomento del paranormale attira tutti noi come api al miele, se ne parlasse una persona autorevole, o che almeno sappia di cosa sta parlando, sarebbe stata una conquista. E chi meglio del grande Umberto Eco? Un uomo che ha fatto della cultura lo scopo della sua vita e che qui decide di indagare scientificamente e logicamente sui alcuni temi caldi di cui si parla ancora al giorno d’oggi.

Il modo in cui lo ha fatto è poi uno spettacolo per la mente e per gli occhi. Dategli un’occhiata la prima volta che andate in libreria: innanzitutto vi colpirà per il peso, dovuto all’uso di una splendida carta patinata, subito dopo per le splendide immagini e quando lo avrete comprato e iniziato a leggere non vi staccherete più.

Eco lo ha suddiviso in tanti capitoli quanti sono i luoghi leggendari di cui vuole parlare: dai luoghi della Bibbia alla corte di re Artù, da misteriosi mondi sotterranei a Utopia, dai luoghi dell’Odissea all’Eldorado, dal paradiso terrestre alle teorie naziste e così via. Ogni capitolo inizia con una sorta di analisi formulata in modo semplice e scorrevole che si basa su ogni tipo di fonte utilizzata dall’autore: da autori classici a studiosi moderni. A fine capitolo un’antologia dei testi citati ci offre la possibilità di entrare davvero nel mondo delle fonti utilizzate da Eco attraverso poemi epici, diari, scritti personali, pubblicazioni e articoli.

La vera meraviglia però sono le immagini che ci accompagnano in questo viaggio: splendidi affreschi, pagine di volumi antichi, statue ormai dimenticate ma anche locandine di film e fotografie moderne. Una gioia per gli occhi. Per questo vi consiglio di procurarvi la versione cartacea che rende sicuramente mille volte di più rispetto all’e-book (se vi spaventa il prezzo cercatela in biblioteca!).

Non vorrei anticiparvi la chicca finale di questo splendido volume ma è così esaltante che non posso non accennarvi qualcosa: l’ultimo capitolo è dedicato ai luoghi dei nostri romanzi preferiti che, forse, nella nostra testa sono anche più reali di tanti altri luoghi leggendari.


Voto: ★★★★✰

♫♪ …And the Great Cold Death of the Earth – Agalloch

E spesso l’oggetto di un desiderio, quando il desiderio si fa speranza, diviene più reale della realtà stessa.

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Guerra e pace – Lev Tolstoj

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Ce l’ho fatta! Dopo un mese di lettura finalmente sono riuscita a vedere la luce in fondo al tunnel e a finire Guerra e Pace; quasi duemila pagine si sono susseguite sotto ai miei occhi rischiando di peggiorare notevolmente la mia miopia e facendomi praticamente dire addio alla mia già scarsa vita sociale [“Scusa stasera non esco devo sapere se Andrej e Natasha si sposano”]. E dopo tutto questo – ancora mi sembra impossibile averlo finito – come faccio a parlarvi di un tal romanzo? Parto innanzitutto dicendo che si tratta di un vero e proprio romanzo storico che, al contrario di Anna Karenina, dedica moltissime pagine a avvenimenti storici realmente accaduti. Siamo agli albori dell’Ottocento e tutto si apre in un contesto aristocratico. L’alta società russa si ritrova negli splendidi salotti di Mosca e San Pietroburgo discutendo sui due uomini che potrebbero cambiare le sorti dei rispettivi Paesi: Napoleone Bonaparte e Alessandro I. Come incipit può risultare caotico a causa del gran numero di personaggi, dei nomi russi (che spesso si ripetono) e dell’intreccio già fitto. Non vorrei spaventarvi ma solo dopo tutto il primo libro sono finalmente riuscita a “muovermi” con dimestichezza tra i personaggi. Consiglio un piccolo schemino da tenere sul comodino almeno per le prime centinaia di pagine, un po’ come il mio qui sotto che potete ingrandire e salvare:

Schemino

Anna Pavlona? Dimenticatevela pure!

Il romanzo consta di quattro libri e due epiloghi che si alternano un po’ tra le guerre e la pace di due grandi nazioni: Russia e Francia. Abbiamo capitoli più tranquilli sulla vita che scorre tra le famiglie protagoniste e altri più intensi che ci raccontano con dovizia di particolari gli scontri e le battaglie che si sono verificate. Qui vita e morte si alternano in un crescendo impressionante partendo dai primi scontri che appaiono quasi come partite a scacchi fino ai massacri corpo a corpo. Ho apprezzato soprattutto queste parti del romanzo: Tolstoj riesce a dare il massimo nelle scene di battaglia e ci tratteggia gli avvenimenti alla stregua di un quadro del periodo. Tra le scene più memorabili cito la battaglia di Borodino, in cui tutta l’asprezza della guerra esce fuori con violenza attraverso gli occhi innocenti e stupiti di Pierre Bezuchov, e l’immagine di Mosca in fumo in seguito all’invasione francese.

Una rappresentazione della battaglia di Borodino

Una rappresentazione della battaglia di Borodino

Tra gli innumerevoli personaggi immagino che tutti coloro che hanno letto questo romanzo si siano per un attimo innamorati del Principe Andrej, un concentrato di nobili sentimenti e figosità acuta (scusate il neologismo…). Ma credo non ci sia personaggio più complesso e reale del già citato Pierre, che alcuni definiscono alter-ego dello stesso Tolstoj. Egli evolve nel romanzo attraverso tantissime fasi di vita dalla dissolutezza alla rigorisità della Massoneria, fino a trovare il giusto compromesso tra le due. È lui che, nonostante abbia poco a che fare con la guerra, la comprende davvero fino in fondo, dapprima assistendo alla spietatezza seduto “comodamente” su di un cavallo, in seguito vivendola sulla pelle in una Mosca in preda ai saccheggi e come prigioniero nella ritirata francese. È lui il vero emblema della guerra e della pace: due forze contrastanti che, ci ricorda zio Tolstoj, sono sempre dentro noi.

Passando ai personaggi femminili mi spiace constatare che, come al solito, il buon vecchio Lev riesce nel suo intento maschilista (comprensibile per l’epoca per carità) di rendere ogni donna inequivocabilmente stupida. Mi riferisco in particolare a Natasha: un vero ritratto di amenità e civetteria; ma nemmeno la principessa Mar’ja, su cui avevo riposto le mie iniziali speranze, sarà di meno diventando una bieca ombra dell’uomo che ama.

Tolstoj, con un’accuratezza da vero storico, riesce nell’impresa di descrivere un’epoca, di far immedesimare il lettore nelle battaglie, nel comprendere gli errori di Napoleone, nel constatare quanto fosse progredita la cultura russa del periodo e allo stesso tempo di come fosse insicura a spiccare appoggiandosi così a quella francese. Un romanzo capolavoro che non stupisce sia ancora tra i classici più letti e più citati di sempre.

Fattore positivo: le descrizioni delle battaglie e dei personaggi storici (Napoleone in primis).

Fattore negativo: i personaggi femminili così deboli e le lunghe parti in francese che, per chi come me lo mastica poco, rallentano moltissimo la lettura.

Voto: ★★★★✰ e mezza!

♫♪ The deserters – Rachel Zeffira

Pierre aveva ragione dicendomi che per essere felici bisogna credere anzitutto nella possibilità di esserlo: io adesso ci credo. Lasciamo che i morti seppelliscano i morti, ma fin quando si è vivi, bisogna vivere ed essere felici.

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“I pilastri della Terra” e “Mondo senza fine” di Ken Follett

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Oggi voglio dedicare un po’ di spazio ad un altro grande scrittore dei nostri tempi: Ken Follett. Di lui si può parlare positivamente o negativamente ma ciò non toglie un’incontestabile verità e cioè che il mitico Ken è uno dei maghi del romanzo storico moderno. Nella sua infinita produzione letteraria spazia dal ‘900, e in particolare si focalizza sulle due guerre mondiali (anche se ha dato spazio anche a Iran e Afghanistan), fino ad arrivare all’Inghilterra medioevale e vittoriana. Dal thriller più puro e ricco di colpi di scena passa al romanzo storico classico improntato su un gran numero di personaggi e un intreccio complesso.

Mi riferisco soprattutto a un suo ciclo formato da due romanzi: I pilastri della Terra e Mondo senza fine. Entrambi letti parecchi anni fa, mi sono tornati alla memoria grazie alle trasposizioni cinematografiche delle miniserie omonime prodotte da Ridley Scott (Mondo senza fine lo sta trasmettendo in chiaro anche La7 ogni domenica sera).

Caratteristica di questi romanzi è la capacità di Follett di creare una trama intricata, aggiungere sempre personaggi nuovi e mettere sempre carne al fuoco. I personaggi sono tratteggiati semplicemente e ci rimango ben impressi nella testa, la vicenda si arricchisce sempre di particolari e colpi di scena continui (a volte pure troppi!) e la splendida commistione tra finzione e realtà ci permette un bel ripassino di Storia senza annoiarci minimamente, anzi, senza quasi accorgercene. Si tratta quindi di letture leggere, non spaventatevi per la mole di pagine perché scorrono veloci come pattinatori sul ghiaccio (visto che siamo in clima Olimpiadi invernali!) e godetevi la trama sempre appassionante.

Ah, inutile dire che il primo romanzo è notevolmente superiore al seguito che a parer mio è molto meno avvincente.

Fattore positivo: inserimento costante di personaggi femminili forti.

Fattore negativo: happy ending praticamente costante.

Voto: ★★★★✰   (facendo una media tra i due)

♫♪ The secret path – The moon and the nightspirit

I bambini vennero presto per assistere all’impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro. Uno strato di neve fresca copriva il paese come una nuova mano di colore e le loro ombre furono le prime a intaccarne la superficie immacolata. Passarono tra le casupole di legno camminando sul fango ghiacciato delle viuzze e raggiunsero la piazza del mercato dove attendeva la forca. I bambini disprezzavano tutto ciò che gli adulti tenevano in considerazione.

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La Lista di Schindler di Thomas Keneally vs Schindler’s List di Steven Spielberg

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Molti di noi hanno visto Schindler’s list, pochi di noi lo hanno letto. E se il film è una sorta di romanzo drammatico riportato in scena da un’ottima regia e un cast azzeccato, il libro è invece una narrazione nuda e cruda degli avvenimenti, senza fronzoli, fredda e impersonale. Tra le pagine del romanzo lo scrittore si nasconde abilmente ricreando una perfetta narrazione dai tratti giornalistici, fatta di periodi piuttosto brevi e poca immedesimazione. Solo a tratti e in poche pagine fuoriesce la parte un po’ più sentimentale del resoconto storico, così come il film si attiene comunque alla veridicità dei fatti narrati regalandoci un rimando storico al periodo piuttosto preciso.

Certo, leggere certe cose è ancora più reale che vederle trasposte in un film hollywoodiano che ha pur sempre il rischio di farle sembrare così crude solo per far commuovere lo spettatore. E invece è successo tutto realmente, le testimonianze si trovano a bizzeffe e nel romanzo non ci vengono risparmiati particolari molto più crudi del film, come ad esempio il metodo che certe SS utilizzavano per sterminare i pazienti ebrei malati terminali o comunque con gravi patologie: iniettare loro la benzina direttamente in vena causandogli una morte dolorosissima e lunga circa 15 minuti fino all’asfissia.

Una scena dek film col bravissimo Liam Neeson che interpreta Schindler

Una scena del film col bravissimo Liam Neeson che interpreta Schindler

Nel film manca poi la parte del dopoguerra, dai rischi di rappresaglie e di esecuzioni sommarie senza fondamento o giustizia, al rischio opposto di essere ancora trattato malamente per aver aiutato gli ebrei, per finire la propria esistenza nell’alcolismo e nei fallimenti di una vita: Oskar Schindler non ha avuto vita facile, e nel libro tutto ciò viene fuori in mezzo ai suoi pregi e ai suoi difetti, un personaggio così particolare ma anche così umano.

Concludendo, se il film fa commuovere, il romanzo fa indignare in tutta la sua verità.

[Postilla: la scena della bambina col cappotto rosso è presente anche nel romanzo!]

Voto ad entrambi: ★★★★✰

♫♪ Theme for Schindler’s List – John Williams

[…] erano tutti sottoposti allo stesso umiliante esercizio: correre per sopravvivere. La giovane signora Kinstlinger, la velocista che aveva rappresentato la Polonia alle Olimpiadi di Berlino, in quel momento si rendeva conto che quello non era stato niente altro che un gioco. Era questa la vera competizione. Con lo stomaco in subbuglio e il fiato corto, frastornati da quella musica menzognera, si correva per un premio chiamato vita.

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I Borgia – Alexandre Dumas

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Se vi aspettate una versione romanzata delle vicende dei Borgia in stile serie televisiva questo romanzo non fa per voi. Si tratta infatti più di un resoconto storico che di un romanzo e credo sia per questo che il giudizio medio dei lettori tende a essere (ingiustamente) piuttosto basso. Se invece volete fare un bel ripasso di storia moderna non c’è niente di meglio che dedicarsi a questa lettura.

Il 1492 fu un anno importante per la storia – e non mi riferisco alla scoperta dell’America, peraltro neanche accennata nel romanzo – muoiono infatti due personaggi importanti per le vicende politiche del periodo: Papa Innocenzo VIII e Lorenzo il Magnifico. [Il mondo era giunto a uno di quei momenti epocali in cui tutto si trasforma, tra un periodo che finisce e un’era che comincia]. È proprio questo il momento che ci viene descritto nelle prime pagine di Dumas. Da qui la strada intrapresa da Rodrigo Borgia pare essere tutta in discesa: dal pontificato (214esimo papa col nome di Alessandro VI) alla conquista della Romagna intera grazie al figlio Cesare passando per intrighi, complotti, matrimoni combinati, incesti, lussuria, complotti, lotte tra casate, omicidi e chi più ne ha più ne metta. Se vi sconvolgete tanto è perché non conoscete bene la storia di quel periodo: del tutto normale era per un ecclesiastico avere figli e per un nobile organizzare orge, feste e spettacoli in stile romano.

Offrendoci un quadro molto preciso degli eventi – e dando molto spazio anche agli altri sovrani delle maggiori potenze europee – Dumas ci descrive, con un linguaggio semplice ma accurato, il periodo in cui la Chiesa toccò davvero il fondo, fautrice di azioni totalmente immorali e dispregevoli che facilitarono l’accensione dei focolai protestanti dapprima con Savonarola e in seguito con Martin Lutero. Dal successo su ogni fronte alla morte dovuta probabilmente ad una erronea somministrazione del veleno (destinato in realtà ad un cardinale suo commensale), le vicende proseguono incentrandosi sulla figura del pontefice ma anche, e soprattutto, su quella del figlio tanto amato: Cesare Borgia detto Valentino. Una figura del tutto priva di valori che ispirò Machiavelli nella stesura del suo Principe.

Un’ottima lettura per gli appassionati di storia o per chi vuole semplicemente saperne qualcosa di più su una delle famiglie più spietate della storia. Tante volte la storia moderna viene sottovalutata, io ne ho un ricordo bello essendo stato il mio primo esame universitario e il mio primo 30 e lode (a cui ne sono seguiti pochi altri!), perché quindi non dedicarsi a una lettura che ci rinfreschi la memoria?

Voto: ★★★★✰

♫♪ Praise the Lord and pass the ammunition – Serj Tankian

«Che Dio li danni tutti! Per quanto abbia tenuto gli occhi ben aperti, non ho potuto scoprire in loro nessuna santità, nessuna devozione, nessuna opera buona. Ho scoperto invece lussuria, avarizia, gola, frode, invidia, orgoglio, e peggio ancora, se è possibile. Mi è sembrato che tutta quella macchina funzioni più per opera del diavolo che per opera divina.»

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Le rubriche di Legger_mente

Visto che in questo mese ho creato un po’ di categorie nuove per i miei post, ho deciso di fare un piccolo riepilogo per darvi chiarezza. Da oggi in avanti all’inizio di ogni chiacchierata (non me la sento di chiamarla recensione, su!) “incollerò” l’etichetta della rubrica di appartenenza. Spero vi piaccia l’idea! In caso contrario, lo farò lo stesso! Muahahaha!

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Sul comodino. Eccoci con la prima categoria nata insieme al blog! Essenzialmente qui dentro raccoglierò tutti quei post che starebbero stretti negli altri spazi. È un’alternativa più carina al bruttissimo Uncategorized di WordPress.

classictime

Classic time. Fin dalla nascita di Legger_mente mi sono riproposta di leggere almeno un classico al mese; sono dell’idea che dai testi che sono entrati nella storia della letteratura si possa imparare molto e ogni tanto rispolverarne qualcuno non può che far bene.

librileggeri

Libri leggeri. Visto il nome del mio blog non potevo non creare questa rubrica! Se ho dato spazio ai classici, ciò non vuol dire che disdegni libri che ogni tanto riescono a farci resettare il cervello per un po’ senza doverci concentrare troppo nella lettura.

wonderwomen

Wonder women. Una rubrica a me particolarmente cara, dedicata a quei personaggi (ma anche alle autrici) femminili forti, pronte a tutto, che rendono orgogliose tutte le rappresentanti del nostro sesso (tutt’altro che debole, tsè!).

leggermentenellastoria

Legger_mente nella storia. Essendo appassionata alla materia, un salto nel passato ogni tanto me lo concedo attraverso i romanzi storici. Per unire l’utile al dilettevole!

1libro+storie

1 libro, + storie. Vi annoiate facilmente? La rubrica adatta a voi è questa, dedicata alle raccolte di racconti. Utilissime per comprendere a fondo lo stile dell’autore e per cambiare protagonisti più spesso.

brughiere

Brughiere. Qualche citazione che mi ha colpita tratta dalle letture fatte nel corso degli anni; per invogliarvi a leggere qualche romanzo in particolare (o volendo per riempirci un taccuino)!

musicalmente

Musical_mente. Che sia punk o musica lirica, qui trovate autobiografie, biografie, testi commentati e informazioni relativi a cantanti, musicisti, band che hanno lasciato un segno nell’universo musicale.

horrornights

Horror nights. Fantasmi, mostri, serial killer, zombies, vampiri e lupi mannari: tutte le vostre paure sotto forma di un innocuo volume cartaceo! Annesso ad ognuno anche una scala del livello di paura provato durante la lettura.

ciaksilegge

Ciak…si legge!. Quanti film sono stati tratti da storie attinte dai libri? Una gran parte. Possono piacere o meno – a volte magari sono pure migliori del libro – in ogni caso un bel confronto ci può sempre stare.

flop

Flop. Purtroppo esistono anche loro: libri che forse avremmo potuto evitare di leggere. Ma siccome si può imparare dai propri sbagli e aiutare gli altri a non commetterli, meglio dedicare una categoria anche a loro!

break

Break. Siccome non parlo solamente di libri, tutti i post extra su film, fumetti, arte e chi più ne ha più ne metta li inserirò qui.

Il mio nome è Nessuno – Valerio Massimo Manfredi

Sono da sempre attratta dalla Storia, fin da bambina amavo ripercorrere gli avvenimenti del passato, ma avevo anche una grande passione per la mitologia. Dopo una catastrofica esperienza nel biennio liceale (causa professoressa odiosa riuscii a conquistarmi un bel 4 di storia!), la mia passione mi ha fatto intraprendere un percorso di studi universitario in cui la storia è molto presente (circa sei esami di sola storia). In tutti questi anni è quindi nata in me la passione per i romanzi storici che riescono ad unire il puro piacere della lettura di un romanzo con l’apprendimento di nozioni di storia e degli avvenimenti che hanno segnato i secoli passati. Valerio Massimo Manfredi è uno dei principali scrittori di romanzi storici italiani (con un nome del genere non poteva essere altrimenti!), la sua preparazione è impressionante e devo ammettere che oltre ad aver amato certi suoi libri come Lo scudo di Talos, l’ho apprezzato anche nella conduzione del programma Impero. Proprio con lui decido quindi di inaugurare una nuova rubrica del mio blog dedicata ai romanzi storici: Legger_mente nella Storia.

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Il mio nome è Nessuno è un progetto letterario costituito da due volumi che ripercorre le gesta dell’eroe Ulisse (o meglio Odysseo). Nel primo volume sono narrate le vicende dalla nascita (comprese le geste del padre Laerte) fino alla fine della lunghissima guerra di Troia, nel secondo la partenza da Troia, le mille peripezie attraverso i mari e infine il ritorno a casa nell’amata Itaca. Bisogna ammettere che l’impresa in cui si è cimentato Manfredi non è da tutti, riuscire a reinventare un classico letto da tutti noi, analizzato dagli esperti e reso già celebre da trasposizioni cinematografiche può essere davvero complesso. Manfredi però non delude e riesce a regalarci un altro capolavoro tratto dalla storia.

Partiamo dalla figura di Odysseo, destinato fin da giovane a diventare un eroe, qui ci viene mostrato dal lato più umano, ci narra in prima persona le sue fatiche, le sue pene, la sua nostalgia, le sue imprese, la sua astuzia, ma anche i suoi errori, i suoi rimorsi, il suo dolore. Odysseo sbaglia, c0ndanna tutti i suoi uomini a morire in guerra, nelle fauci di mostri o negli abissi di Poseidone e questi sono errori che mai riuscirà e perdonarsi. La collera che lo pervade lo rende ai nostri occhi estremamente crudele nel ritornare ad Itaca, non misericordioso, non portato al perdono. Nello stesso tempo permane l’amore verso Penelope a cui penserà ogni volta che guarda la Luna specchiarsi sul mare. Odiato da Poseidone, amato da Athena, il suo futuro è costellato da gioie e dolori fino ad avventurarsi in un ultimo viaggio verso l’ignoto più estremo.

Odysseo è affiancato da centinaia di personaggi più o meno secondari che, con ammirabile maestria, Manfredi ci presenta con pochi tratti essenziali, facendonci innamorare di alcuni e odiarne altri. Dagli dei che abitano il Monte Olimpo, ai mostri feroci del mare e della terra, da popoli cannibali alle anime sperdute nell’Ade, dalle maghe a docili ragazzine innamorate, da uomini crudeli a quelli misericordiosi, un universo di personaggi si apre davanti a noi invogliandoci a procedere per conoscerne sempre di più.

Allegorie e metafore ci accompagnano in tutto il nostro viaggio aiutati da una scrittura estremamente scorrevole che ci induce a proseguire pur sapendo già la storia e l’epilogo incerto dell’opera. Niente a che vedere con le noiose lezioni del liceo, queste pagine riescono a far tornare la passione per la mitologia greca e per la storia della civiltà di quei secoli. Manfredi riesce nel suo intento di trasmetterci il suo amore per la cultura classica nel migliore dei modi. Consigliatissimo!

Voto: ★★★★✰
♫♪  Ulysses – Franz Ferdinand

Credetti di veder brillare lacrime nei suoi occhi e liquide perle scendere lungo le guance perfette. So che non è possibile perché gli dei non piangono. Ma lei volle che io lo credessi e nulla è impossibile per gli immortali.