Pornokiller – Marco Cubeddu

www.mondadoristore.it

Avete mai sentito parlare di libri che parlano dell’industria del porno? Credo che a tutti voi, come anche alla sottoscritta, venga in mente Chuck Palahniuk con il suo Gang Bang, ebbene sappiate che anche un italiano si è cimentato nell’impresa: sto parlando di Marco Cubeddu con il suo Pornokiller. Lo stile è ovviamente pulp (come poteva non esserlo?) e la trama una sorta di parodia amorale e senza peli sulla lingua del declino della nostra Italia. Protagonista Carlo Ballauri, se avete in mente l’idea utopica del personaggio perfetto, che corona le sue imprese con abilità e bravura, lasciate pure perdere, qui a parlare è un cocainomane affetto da bulimia e strane manie sessuali e non. Regista porno, Carlo vive un momento strano della sua vita che culminerà con l’incontro di una ragazzina che gli ruba il portafoglio, lei è la perfetta musa ispiratrice per il suo prossimo film, un film che, forse, cambierà le carte in tavola. I colpi di scena non mancano e il romanzo per quanto breve resta decisamente impresso (peraltro sono ottime le citazioni musicali). Non fa per tutti, sappiatelo, qui vi lascio un estratto per rendervi conto dello stile:

Eppure si sentiva impantanata in vuoti pensieri di morte (grazie Sylvia Plath e Virginia Woolf!), si figurava sulla riva di un lago o di un fiume in procinto di lasciarsi affogare pensando che anche i loop di riflessioni cosmiche nichiliste, come l’eroina, possono trasformarti in una lucertola, paralizzata su un sasso in attesa che un lampo di luce giunga a liberarla dal torpore.


Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ My vagina – NOFX

Anche recitare la parte di se stessi è un lavoro a tempo pieno.

Annunci

L’uomo di Schrödinger – Giovanni Marchese

copertina-Luomo-di-Schrödinger Oggi vi vorrei consigliare una lettura decisamente fuori dal coro, una di quelle letture che potresti scovare quasi per caso spulciando tra gli scaffali della vostra libreria di fiducia, una di quelle storie diverse che l’universo editoriale italiano dovrebbe rivalutare un po’ di più. Si tratta del romanzo di Giovanni Marchese: L’uomo di Schrödinger, edito dalla casa editrice Verbavolant.

Il romanzo parte a tutta birra e inizialmente avremo una sorta di spaesamento simile a quello del nostro protagonista: un uomo che ha perso la memoria e cerca di rivivere il proprio passato tra frammenti di ricordi che colpiscono come pugni e sogni incredibili. Il contesto è un’Italia futuristica martoriata dalla crisi e alle prese con invasioni aliene, strane sette, personaggi violenti e inquietanti e un’atmosfera surreale che pervade il tutto. I colpi di scena non mancano e ben presto iniziamo ad ambientarci tra le pagine del romanzo come fossimo tra le strade delle città che fanno da sfondo a quella che per me è stata una delle letture più strane e pulp che abbia mai fatto.

Al diavolo i ricordi! Sul tempo passato non ho alcun controllo. Continuerà così finché vivrò, a vederne brevi tratti. Episodi slegati. Scene sbiadite e prive di senso. Incubi. Visioni. Senza luce. E tacere di tutto il resto. Da questo momento in avanti penserò solo al futuro. Guarderò avanti. E quando sarò oltre tanto da poter nuovamente guardare a un passato sceglierò la vita migliore che avrò vissuto fino ad allora. E quella soltanto sarà il mio passato.

Lo stile è perfettamente plasmato sui personaggi, volgari e senza peli sulla lingua, uomini di periferia con affari loschi e strane condizioni psicofisiche, e ci accompagnerà con entusiasmo fino al sorprendente finale. Una lettura che consiglio a chi ama Palahniuk o comunque atmosfere noir e viaggi lisergici da LSD. Insomma, per me, è un vero gioiellino.


Voto: ★★★★✰

♫♪ Mars needs women – Rob Zombie

Il problema di avere una memoria fuori uso è che fa in modo di farti vivere tutto come fosse la prima volta e allo stesso tempo di impedire che si possa essere certi di quando sia stata l’ultima volta.

La dittatura dell’inverno – Valeria Ancione

la-dittatura-dellinvernoEd eccomi qui a parlare del romanzo appena uscito di Valeria Ancione: La dittatura dell’inverno. Mi ritrovo nuovamente a leggere la storia di una donna particolare (così rimpolpo un po’ la mia rubrica Wonder Women!), questa volta però ritorniamo in Italia, siamo infatti a Roma.

Nina è una donna a cui non manca niente: ha un marito affettuoso, cinque figli, una piccola catena di librerie, una bella casa a Roma e una al mare dove si rifugia ogni estate. Sembra una vita perfetta (anche troppo!) ma qualcosa in lei pretende un cambiamento e così nel bel mezzo della stagione a lei più ostica, l’inverno, stringe una grande amicizia con una ragazza conosciuta in piscina. Il legame che le unisce è così profondo da trasformarsi in qualcosa di più…

Parto dagli effetti positivi di questo libro: finalmente si introduce il capitolo “lesbo” nella narrativa italiana senza particolari forzature o odiosi luoghi comuni. Inoltre, il messaggio di fondo risulta essere diverso dal solito “non è sempre detto che chi ha tutto sia in pace con se stesso” e sfocia in una più complessa indagine psicologica approfondita dalla corrispondenza che Nina terrà con il suo terapeuta. Il concetto di tradimento è visto in senso ribaltato: una seconda relazione può permettere ad una donna di vivere meglio la sua vita di prima imparando ad amare in modi diversi da sempre, per esempio scegliendo come compagna una donna. Se invece si ostacolano alcuni istinti la nostra vita potrebbe subirne le conseguenze e sfociare comunque nel tradimento ma in un modo nocivo e disastroso trasformando il nostro corpo in semplice oggetto.

La “lezione” mi ha molto colpita, forse sbagliamo a considerare negativamente il tradimento nella nostra quotidianità, e soprattutto, a reputare impossibile amare due persone contemporaneamente; il finale del romanzo pur riportando le cose ad un livello di “normalità” lascia comunque uno spiraglio sulle esperienze che dovremmo vivere nella vita e su come queste possano cambiarci.

Passo però, ahimè, a esaminare ciò che non mi ha convinta di questo romanzo: la protagonista. Nina è bella, non ha bisogno di truccarsi al mattino, è simpatica, sa cucinare, è colta, i figli la amano, il maritozerbino la ama, le amiche la amano, ben due uomini adulti si innamorano di lei, se vuole al mattino può anche starsene a dormire nel letto, ha una donna che la aiuta coi bambini, una casa con piscina a Roma, una al mare a Ventotene, la possibilità di fare diverse vacanze all’estero in poco tempo, e via dicendo. Ora, io capisco che una figura benestante fosse necessaria (sempre rimandando al concetto che i beni materiali non sono tutto, la vita può comunque andare male eccetera eccetera) però va a finire che il personaggio risulti troppo forzato rendendo quasi impossibile l’immedesimazione da parte del lettore.

Lo stile dell’autrice è semplice e molto lineare (non a caso è una giornalista) ma penso che il romanzo avrebbe potuto essere sfoltito di almeno 50 pagine, perché in fondo di sapere nei dettagli le giornate di Nina non è che ce ne freghi più di tanto!

Detto questo, ho amato la sensazione che l’inverno fa subire alla protagonista che la definisce appunto “dittatura” in confronto alla libertà che ci dona l’estate, chiara metafora delle nostre scelte di vita: se liberiamo un po’ di più il nostro vero io, quella parte istintiva che sta dentro di noi, la vita sarà più facile sia per noi sia per chi ci ama. Consiglio quindi la lettura a quelle donne che stanno passando un momento particolare delle loro vite con la netta sensazione che manchi qualcosa.


Voto: ★★★✰✰

♫♪ Love Illumination – Franz Ferdinand

Devo imparare che quello che non vogliamo perdere non lo perdiamo e quello che non vogliamo possiamo pure perderlo.

Hannibal Lecter in tutte le sue forme

In queste settimane mi sono dedicata ad un personaggio piuttosto macabro della narrativa e del cinema americano: il Dottor Hannibal Lecter. Si può dire che dopo quattro romanzi, cinque film e una serie televisiva io praticamente conosca Hannibal di persona. Hannibal Lecter è un assassino seriale antropofago con origini lituane e italiane, unico sopravvissuto della sua famiglia alla Seconda Guerra Mondiale vivrà dapprima a Parigi, dove inizierà a studiare medicina, e successivamente negli Stati Uniti dove si specializzerà in psichiatria e criminologia.


www.inmondadori.it 81VUmfTEoYL._SL1308_ hannibal hannibal-lecter

Partiamo dai romanzi: in ordine di pubblicazione Il delitto della terza luna meglio conosciuto come Red Dragon, Il silenzio degli innocenti, Hannibal e Hannibal Lecter – Le origini del male. Le peculiarità di ogni romanzo sono essenzialmente il punto di vista mobile tra un personaggio principale (nei primi tre quasi sempre un poliziotto, nell’ultimo lo stesso Hannibal) e i personaggi secondari (tra cui l’assassino di turno e le sue vittime), e uno stile semplice fatto da brevi periodi e descrizioni concise e precise. Insomma hanno decisamente le caratteristiche dei gialli ma con un tocco in più, direi quasi più sensibile, che, anche a una come me che non impazzisce per il genere, fanno apprezzare ogni pagina. Ovviamente delle differenze vengono alla luce tenendo presente che ogni libro è stato scritto con diversi anni di differenza tra i precedenti e i successivi, forse quello più particolare è l’ultimo che racconta la vita di Hannibal e, almeno per la prima metà, appare un romanzo più classico sfociando nel thriller solo successivamente. Quest’ultimo romanzo è anche il più enigmatico: ho adorato la prima parte che ci porta dai boschi lituani durante la Seconda Guerra Mondiale ad una splendida Parigi del dopoguerra con piacevoli riferimenti alla cultura giapponese; la seconda parte mi è parsa davvero un po’ affrettata ma capisco non sia facile avere a che fare con il momento in cui Hannibal si trasforma ufficialmente in mostro.

Voto: ★★★★✰  (media tra i quattro)

«Il piccolo Hannibal è morto nel 1945 là fuori nella neve, cercando di salvare la sorella. Il suo cuore è morto con Mischa. Che cos’è ora? Non c’è una parola per dirlo. In mancanza di meglio, possiamo chiamarlo mostro.»


5160_big manhunter_flfN1YTMV5BMTQ2NzkzMDI4OF5BMl5BanBnXkFtZTcwMDA0NzE1NA@@._V1_SY1023_CR26,0,630,1023_r46htKWxKQWOXtZA6c7XqiHsR7H

Le pellicole cinematografiche sono davvero molto note grazie all’interpretazione da premio Oscar vinto da Anthony Hopkins nel ruolo di Hannibal che suscitò ammirazione e fu molto studiato dall’attore che si basò sul comportamento tenuto da veri serial killer. Sono certa che quasi tutti voi avete visto almeno una di queste trasposizioni cinematografiche o almeno le scene memorabili come quella in cui Hannibal afferma di essersi mangiato il fegato di un fastidioso assistente del censimento con fave e un buon Chianti (nel romanzo però è Amarone!). Ebbene devo ammettere che i film mi sono sempre piaciuti ma una volta letti i romanzi alcune differenze sono abissali. Credo che si possa salvare solamente Il silenzio degli innocenti come attinenza. Ogni film è stato girato da un regista diverso e non mi soffermerò sulle varie differenze tra romanzo e libro (potete leggervele su Wikipedia se volete!), io personalmente ho trovato piacevole la visione di tutti anche grazie alla presenza di attori di un certo calibro (Jodie Foster, Edward Norton, Ralph Fiennes, Emily Watson, Julianne Moore e un Gary Oldman davvero irriconoscibile) tranne l’ultimo. Hannibal Lecter le origini del male è davvero pessimo. Già il romanzo lo avevo trovato poco studiato nella seconda parte, il film avendo sputtanato tutta la prima parte scade dopo 5 minuti di visione. Da segnalare una pellicola più vecchia e poco conosciuta: Manhunter. Basato su Red Dragon, lo cito giusto per la presenza di un Grissom di CSI decisamente più giovane e una costante musichetta anni ’80 come sottofondo (a parte gli scherzi, non è così male ma William Petersen nun se po’ vedè!).

Voto: ★★★✰✰ (media tra i cinque)

Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno.


Hannibal_TV_Series-432997626-large

L’anno scorso è nata anche una serie tv americana incentrata proprio sulla figura del nostro Hannibal e su quella di Will Graham, protagonista del primo romanzo Il delitto della terza luna. Io lo sto seguendo in italiano perciò ho visto solamente la prima stagione ma deo dire che mi ha intrigata moltissimo tanto che le 13 puntate me le sono sciroppate in meno di 24 ore (forse ho stabilito un record personale!). In realtà si prende spunto dalle vicende antecedenti il romanzo che nelle pagine del libro vengono appena accennate, in connubio però a una serie di altri omicidi e assassini inventati ad hoc. Punto di forza oltre ad un’ottima regia anche i due attori principali, in particolare il bravissimo Mads Mikkelsen nel ruolo di Hannibal. Insomma in attesa della seconda stagione non posso che consigliarvi di vederlo!


Alla fine di questo viaggio conoscitivo del Dottor Hannibal Lecter devo ammettere che è uno dei personaggi meglio studiati che si possano creare. Ovviamente la sua figura è stata inventata basandosi su serial killer reali, ma la particolarità del suo essere così educato, l’importanza che dà alla cultura e all’arte italiana, l’intelligenza fuori dal comune non possono non farci provare una punta di simpatia nei suoi confronti. Non stupisce quindi che tanto sia stato scritto, letto, girato e creato intorno alla sua figura immaginaria.

 

I Borgia – Alexandre Dumas

978-88-541-3391-4

Se vi aspettate una versione romanzata delle vicende dei Borgia in stile serie televisiva questo romanzo non fa per voi. Si tratta infatti più di un resoconto storico che di un romanzo e credo sia per questo che il giudizio medio dei lettori tende a essere (ingiustamente) piuttosto basso. Se invece volete fare un bel ripasso di storia moderna non c’è niente di meglio che dedicarsi a questa lettura.

Il 1492 fu un anno importante per la storia – e non mi riferisco alla scoperta dell’America, peraltro neanche accennata nel romanzo – muoiono infatti due personaggi importanti per le vicende politiche del periodo: Papa Innocenzo VIII e Lorenzo il Magnifico. [Il mondo era giunto a uno di quei momenti epocali in cui tutto si trasforma, tra un periodo che finisce e un’era che comincia]. È proprio questo il momento che ci viene descritto nelle prime pagine di Dumas. Da qui la strada intrapresa da Rodrigo Borgia pare essere tutta in discesa: dal pontificato (214esimo papa col nome di Alessandro VI) alla conquista della Romagna intera grazie al figlio Cesare passando per intrighi, complotti, matrimoni combinati, incesti, lussuria, complotti, lotte tra casate, omicidi e chi più ne ha più ne metta. Se vi sconvolgete tanto è perché non conoscete bene la storia di quel periodo: del tutto normale era per un ecclesiastico avere figli e per un nobile organizzare orge, feste e spettacoli in stile romano.

Offrendoci un quadro molto preciso degli eventi – e dando molto spazio anche agli altri sovrani delle maggiori potenze europee – Dumas ci descrive, con un linguaggio semplice ma accurato, il periodo in cui la Chiesa toccò davvero il fondo, fautrice di azioni totalmente immorali e dispregevoli che facilitarono l’accensione dei focolai protestanti dapprima con Savonarola e in seguito con Martin Lutero. Dal successo su ogni fronte alla morte dovuta probabilmente ad una erronea somministrazione del veleno (destinato in realtà ad un cardinale suo commensale), le vicende proseguono incentrandosi sulla figura del pontefice ma anche, e soprattutto, su quella del figlio tanto amato: Cesare Borgia detto Valentino. Una figura del tutto priva di valori che ispirò Machiavelli nella stesura del suo Principe.

Un’ottima lettura per gli appassionati di storia o per chi vuole semplicemente saperne qualcosa di più su una delle famiglie più spietate della storia. Tante volte la storia moderna viene sottovalutata, io ne ho un ricordo bello essendo stato il mio primo esame universitario e il mio primo 30 e lode (a cui ne sono seguiti pochi altri!), perché quindi non dedicarsi a una lettura che ci rinfreschi la memoria?

Voto: ★★★★✰

♫♪ Praise the Lord and pass the ammunition – Serj Tankian

«Che Dio li danni tutti! Per quanto abbia tenuto gli occhi ben aperti, non ho potuto scoprire in loro nessuna santità, nessuna devozione, nessuna opera buona. Ho scoperto invece lussuria, avarizia, gola, frode, invidia, orgoglio, e peggio ancora, se è possibile. Mi è sembrato che tutta quella macchina funzioni più per opera del diavolo che per opera divina.»

leggermentenellastoria

classictime

Splendore – Margaret Mazzantini

www.inmondadori.it

Ho letto praticamente tutta la produzione letteraria della Mazzantini e tranne qualche raro caso, mi sono piaciuti molto i suoi libri. Si era sempre trattato di letture intense a livello di trama, quasi sempre molto drammatica con risvolti tragici, ma leggere a livello di stile, frasi brevi, scrittura pulita e senza fronzoli. Con quest’ultimo romanzo credo che la Mazzantini abbia voluto “alzare il tiro” e affiancare alla narrazione di fatti tanto drammatici uno stile denso di metafore, paragoni, frasi complesse e spesso volutamente ritorte. La decisione poi di non suddividere il libro in capitoli o in parti rende ancora più difficoltosa la lettura.

In ogni caso la trama piuttosto originale che introduce il tema dell’omosessualità in modo forte e chiaro denunciando l’atteggiamento omofobo di noi italiani – paragonati alla mentalità apertissima degli inglesi – mi è piaciuta e non voglio polemizzare sul risvolto “commerciale” che può avere in questo momento. Un secondo punto a suo favore sta nell’aver evitato salti temporali troppo incisivi e aver semplicemente raccontato la storia di Guido, dall’infanzia alla vecchiaia. L’utilizzo della prima persona come narratore fa sembrare il romanzo quasi un diario, un ripercorrere il passato attraverso i ricordi e le persone incontrate durante la propria vita.

La curiosità invoglia il lettore a proseguire attraverso queste riflessioni sulla vita e sulla morte costanti ma un po’ pesanti a tratti, inevitabile il paragone tra due città così diverse come lo sono Londra e Roma, che vanno a rispecchiare rispettivamente Guido e Costantino. Due caratteri opposti, due vite indissolubilmente legate a doppio filo. Interessante il finale che ci lascia l’amaro in bocca ma sempre volto alla speranza.

Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ The man who sold the world – Nirvana

I giorni mi passavano accanto e io ero come una statua greca, un giovane Apollo che s’innalzava sopra le sofferenze dei mortali, abbracciavo la fredda materia che sigillava la mia ipotesi di vita.

sulcomodino

Nel mare ci sono i coccodrilli – Fabio Geda

11

In questo piccolo libro troverete la storia di un ragazzino come tanti, una vita vissuta tra tragedie, guerre e abbandoni attraverso sei Paesi. Troverete la forza di lottare per una vita migliore, di rischiare la morte pur di Vivere. Leggendolo vi capiterà spesso di pensare “ma come è possibile?” perché i fatti narrati appartengono ad una realtà totalmente estranea alle nostre comode vite. È proprio in momenti come questi di Feste, in cui si sta più vicini alla propria famiglia, che un pensiero va rivolto a chi se la passa peggio di noi. Ve lo consiglio quindi per questo Natale, una piccola e breve storia a lieto fine che stupirà per la generosità di certe persone e per la crudeltà di altre, in ogni caso una storia che va letta e che sa insegnare molto. Non aggiungo altro perché il libro parlerà per sè se deciderete di dedicargli un po’ del vostro tempo.

Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ Clandestine SongKYLE

Ci parlavamo per la prima volta dopo otto anni, otto, e quel sale e quei sospiri erano tutto quello che un figlio e una madre possono dirsi, dopo tanto tempo. Siamo rimasti così, in silenzio, fino a quando la comunicazione si è interrotta. In quel momento ho saputo che era ancora viva e forse, lì, mi sono reso conto per la prima volta che lo ero anch’io. Non so bene come. Ma lo ero anch’io.

sulcomodino