Festival dell’Oriente – Milano 2014

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In questi giorni al Parco Esposizioni Novegro di Milano torna il Festival dell’Oriente e siccome adoro la filosofia e l’oggettistica asiatica ho deciso di andare a dare un’occhiata. In uno spazio interno ed esterno di circa centomila metri quadrati tutto ciò che riguarda in qualche modo l’artigianato dell’Asia viene rappresentato da banchetti con prodotti rigorosamente importati e autentici dei Paesi d’origine. Spazio alla fantasia perché si va dalle pietre agli incensi, dall’arredamento per interni all’abbigliamento orientale (sì, ci sono anche i kimono!) il tutto in un tripudio di colori, odori e sapori.

India, Cina, Giappone, Thailandia, Indonesia, Egitto, Marocco, Sri Lanka, Malesia, Vietnam, Tibet, Mongolia, Nepal, Birmania, Bangladesh e Corea sono rappresentati sia dagli oggetti sia dalla gastronomia sia dalle usanze tipiche. Ad allietare la giornata moltissimi artisti si esibiscono sui numerosi palchi: io mi sono lasciata incantare da una cantante lirica giapponese e dai percussionisti sempre giapponesi ma se siete per il genere va moltissimo lo spettacolo indiano in pieno stile Bollywood.

2014-04-25 10.58.31-2Preparatevi poi a gustare nuovi sapori perché potrete scegliere tra molte cucine diverse, io ho gustato un ottimo latte di mandorle bio, della birra dello Sri Lanka, succo al mango thailandese e un pollo con salsa di anacardi che ho digerito per tutta la sera! Per restare comunque in tema segnalo la presenza di diverse case editrici che si occupano di volumi sul tema di spiritualità, benessere, yoga, alimentazione corretta e così via. Avrete poi la possibilità di partecipare a diversi workshop (come quello che vi insegna a fare i ravioli al vapore cinesi) o di rilassarvi con un bel massaggio per sciogliervi la schiena.

Bottino della giornata tra me e il mio ragazzo: sciarpina (ne troverete di ogni tipo e materiale, anche in lana di yak!), coltello da guerra nepalese, maschera scacciademoni tibetana e una splendida borsa in pelle di dromedario marocchina. Direi che torno a casa soddisfatta!

Fateci un salto, il festival dura fino al 4 maggio ed è facilissimo da raggiungere in auto e con i mezzi pubblici! Qui una piccola carrellata di foto che ho scattato.

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Vita di Pi – Yann Martel

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Indubbiamente si tratta di un’ottima lettura, ben equilibrata e avvincente anche per chi, come me, ha già visto il film. Sono però combattuta tra differenti sensazioni lasciatemi.

Il protagonista di questa storia è un ragazzino talmente religioso da osservare tre credi contemporaneamente e devo ammettere che il forte spiritualismo che traspare da tutti i pori di Pi per un’atea può essere abbastanza stancante. Una seconda sensazione provata è l’angoscia: se già nel film mi aveva fatto questo effetto, tra le pagine questa immensa distesa d’acqua mi lascia addosso un’ansia indicibile. Infine l’amore provato nei confronti della natura e soprattutto degli animali che mi ha letteralmente conquistata.

Il fatto che il lettore possa scegliere quale sia la storia accaduta “davvero” mi sembra una splendida conclusione per un romanzo che per tutta la sua durata mi è apparso davvero verosimile o comunque denso di allegorie.

Credo sia un libro da leggere in riva al mare (meglio ancora se davanti all’oceano), con il vero maestoso e inquietante protagonista della storia davanti a sè. Ah, se siete contrari all’esistenza di zoo e parchi per animali questo libro potrebbe instillarvi qualche dubbio!

Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ Island in the sun – Weezer

Che cosa terribile, gli addii frettolosi. Sono una persona che crede nella forma, nell’armonia dell’ordine.
Quando è possibile, dovremmo dare alle cose una forma significativa. […]
Nella vita è importante che ogni cosa abbia una giusta conclusione. Solo così si trova la pace. Altrimenti rimangono le parole che avresti voluto dire e che non hai mai detto, e il tuo cuore è pesante e colmo di rimorsi.

Mangia, prega, ama – Elizabeth Gilbert

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Mangia, prega, ama è una autobiografia di una trentacinquenne americana che in seguito ad un divorzio piuttosto burrascoso e al naufragare della storia d’amore appena successiva cade in depressione e decide di compiere un viaggio di un anno alla ricerca della felicità in tre Paesi diversi, le tre “i”: Italia, India e Indonesia. Ad ognuno di questi Stati corrisponde circa un terzo di libro: mangia – Italia, prega – India e ama – Indonesia.

Nella parte riguardante l’Italia siamo di fronte a una serie incredibile di luoghi comuni (alcuni assolutamente reali eh! Come ad esempio quelli sulle Poste Italiane!) riguardo noi italiani: praticamente o ciccioni mangiapasta o divinità romane dedite al sesso libero. A parte qualche accenno alla storia del nostro Paese si parla essenzialmente di cibo e di quanto posso essere soddisfacente e quanto più vicino al concetto del “piacere” mangiare bene, senza limiti e senza sensi di colpa.

Segue un viaggio in India, tutto all’interno di una specie di centro di meditazione per turisti. E’ questa la parte più noiosa e difficile del libro: si passa da una donna disperata perché non riesce a meditare a una che non fa altro che praticare yoga e mangiare cibo vegetariano per raggiungere Dio.

Si arriva infine a Bali, la parte forse più accettabile di tutto il libro, in cui la protagonista finalmente trova l’amore e mette un po’ da parte tutta la spiritualità dell’India (bella eh per carità, ma che palle dopo un po’!).

Ammiro lo sforzo introspettivo dell’autrice che è riuscita a raccontarsi nei minimi particolari in una sorta di diario di viaggio e mi piace pensare che un viaggio possa rappresentare la soluzione ai propri problemi interiori. Devo però ammettere che a lungo andare leggere di questa signora che si piange addosso per un matrimonio fallito, che si considera una poveraccia ma può permettersi di vivere in viaggio per un anno senza fare nulla, che si considera vecchia a 35 anni e sembra che le interessi solo essere compiaciuta, a lungo andare è stancante.

Voto: ★★★✰✰       [sarebbe più un due e mezzo]

Guarda, gli uccelli non precipitano dal cielo, gli alberi non avvizziscono e non muoiono, i fiumi non scorrono rossi di sangue. La vita continua ad andare avanti. Persino le Poste Italiane continueranno ad arrancare, anche senza di te.