La classifica del mese – Luglio ’15

luglio

Luglio e tutta la sua calura. Passato anche questo mese di caldo impressionante – perfino leggere ci faceva sudare – posso parlarvi di quelle che sono state le mie letture.

Sono ben due le 5 stelline di questo mese:

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Inutile ammettere la mia felicità nel presentarvi queste due letture tutte italiane, Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra di Claudia Durastanti (ne ho parlato qui) e lo strepitoso vincitore del Premio Strega 2015 Nicola Lagioia con La ferocia, un romanzo duro che lascia il cuore spaccato ma di un realismo così profondo da non sembrare neanche un romanzo italiano (CONSIGLIATISSIMO!).

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Seguono le quattro stelle del mese: il terzo curatissimo inedito di Ellera Edizioni, Un’opera di bene di Gianfranco Martana di cui parlo qui; una splendida antologia di quel che è il movimento Rastafari e il suo rappresentante più famoso in Rasta Marley. Le radici del reggae, un libro che ci permette di comprendere meglio i testi e la filosofia del grande Bob Marley; il famosissimo L’intestino felice di Giulia Enders, se le vostre amiche ne parlano fanno bene, è una vera rivoluzione per il nostro modo di mangiare (e di fare la cacca) scorrevolissimo grazie all’ironia e alla simpatia della giovane autrice tedesca; La sposa di Covacich, secondo finalista al Premio Strega 2015 è una raccolta di racconti strabilianti e del tutto fuori dal comune; e infine per tornare sui miei passi e scommettere sempre su una lettura vincente ho iniziato la trilogia di Alexandros del mitico Valerio Massimo Manfredi.

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Ho dato anche spazio a due letture inviatemi da voi cari lettori: Ivano Mingotti ormai affermatissimo autore (qui il suo blog) che, con Celeste 1872, ci porta in una traversata transoceanica tra misteri e religiosità in uno splendido scenario dai toni cupi e tempestosi e Jolanda Buccella che analizza, sotto forma di romanzo intitolato L’erba cattiva, il grave problema del bullismo nelle scuole milanesi attraverso problemi adolescenziali e amori sbocciati tra i corridoi dei licei.

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Un’opera di bene – Gianfranco Martana

Un'opera di bene

Ed eccomi qui, giunta alla fine del terzo inedito firmato Ellera Edizioni: Un’opera di bene di Gianfranco Martana. Ancora una volta non ne rimango delusa e annovero ormai questa casa editrice tra le mie di fiducia visto che dimostra sempre di avere tutti gli attributi necessari per la ricerca (calma e ponderata) di nuovi autori. Vi avevo già parlato dei due precedenti romanzi: La scomparsa di Massimiliano Arlt (dalle atmosfere inquietanti e pulp) e lo splendido La mia musica nel silenzio (un romanzo che mi ha portato via un pezzetto di cuore). Con quest’ultima uscita si può dire che andiamo a completare una triade di talenti di tutto rispetto.


Tra gli scorci di una Salerno povera e un po’ trasandata scorre la vicenda di Diego Venturini, un burbero scrittore avanti con l’età che ha trovato il successo pubblicando racconti e romanzi gialli legati alla sua terra; suo nipote Alfredo, orfano di padre che vive ancora in casa di sua madre; e Teresa, la più enigmatica dei tre personaggi, una donna che spunta nelle vite dei primi due con una richiesta particolare. Teresa ha infatti affrontato una terribile esperienza, la perdita del figlio, e vuole che Diego scriva un racconto su di lui, sul piccolo Lorenzo.

La vicenda scorre piacevolmente accompagnata dall’autore che tiene ben salde le redini della trama senza perdersi in futili e lunghe descrizioni o vicende di contorno. Tutto è ridotto all’osso e ci fa restare sull’attenti fin dalla prima riga del primo capitolo. Sì, perché da subito capiamo come qualcosa non vada nel comportamento di Teresa e come oscuri segreti si celino nella figura di Diego, anche lui privato del figlio, suicida. L’atmosfera è particolare, assume tutti i toni del noir man mano che proseguiamo nella lettura e risulta essere una specie di decalogo delle sfumature dei sentimenti e della reazioni umane di fronte al dolore, sia esso reale sia esso artificiale e frutto della nostra mente.

Tre personaggi e tre caratteri opposti si alternano nel proseguire della storia ricalcando tre diverse ricerche di vita che portano irrimediabilmente ad alcune drammatiche scelte che cambieranno per sempre le proprie esistenze. Un’opera di bene è un romanzo complesso dal punto di vista delle emozioni ma estremamente lineare nello stile, credo sia un’ottima lettura da intraprendere con la mente riposata e fresca, magari in vacanza, tenendo presente che nella vita tutto può succedere.


Voto: ★★★★✰

♫♪ Vivere di conseguenza – Verdena

Dall’altro lato della porta, le scale cominciavano ad animarsi di gente che saliva e scendeva pensando ai fatti propri. Erano tutti vivi, e nessuno di loro poteva dirsi innocente.