La mia musica nel silenzio – Andrea Pontiroli

postmercoledi

Da sempre io e i romanzi particolarmente drammatici andiamo d’accordo quanto il pane con la Nutella, e, come non mi stanco di ripetere, di rado riesco a trovare quelle storie da lacrimoni, quelle da starci male mentre le leggi, da vera e propria malinconia. Rimango piacevolmente stupita nel ritrovare questo stato d’animo nella mia più recente lettura, “fresca fresca di stampa” (si fa per dire ovviamente perché lo troverete solamente sottoforma di un curatissimo e-book) dalla collana dedicata agli esordienti della Ellera Edizioni.

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Sto parlando del romanzo d’esordio di Andrea Pontiroli: La mia musica nel silenzio. Protagonista di questo libro è Tommaso, un ragazzo destinato a diventare un grande violinista. Neanche compiuti dieci anni, Tommaso, lasciando la borghesia milanese fredda e distaccata della madre, viene mandato a Parigi per imparare l’arte del violino da uno dei migliori al mondo. È qui che Tommaso conosce Xavier, figlio del suo maestro, una figura che diventerà quasi un fratello, quasi un amico, quasi un rivale, quasi l’unica persona al mondo che lo possa davvero capire.

Il rapporto tra i due è morboso e a tratti violento ma di una violenza che può scaturire solo dall’amore profondo che i due nutrono uno per l’altro; e tra le splendide immagini di una Parigi autunnale i due si ritrovano a diventare improvvisamente rivali e, in men che non si dica, a separarsi. Tommaso, infatti, prosegue il suo sogno musicale trasferendosi a New York dove solo la conoscenza di Virginia riuscirà a distrarlo dalla lontananza di quella che considera ormai la sua vera famiglia.

Come sempre però, un’amicizia sopravvive a tutto tranne che all’amore, soprattutto se provato per la stessa donna (e qui mi fermo o spoilero troppo) e Tommaso perde l’unica cosa che riusciva a renderlo davvero uomo e non solo musicista: l’affetto delle persone a lui più care.

Cosa mi ha convinta di questo romanzo? Innanzittutto la figura di Tommaso: come in un vero romanzo di formazione Tommaso cresce con noi, tanto che alla fine del romanzo quasi ci sembra di ricordare quanto sia passato dal bambino che a dieci anni suonava il violino davanti agli amici della madre a Milano. Tommaso è enigmatico, anche per se stesso; a parer mio risulta perfettamente calato nel mondo della musica classica, così raramente tratteggiato nei romanzi attuali. I sentimenti li trasmette col violino ma nella realtà della sua esistenza predilige il silenzio e un mutismo ostinato alle domande che la vita gli pone. È quindi una figura complessa: spesso non riesce a comunicare le proprie emozioni a chi gli sta accanto ma riesce a dare il meglio di sè suonando per gli estranei di tutto il mondo, portandoli addirittura alla commozione col suo violino tra le mani.

Avrei voluto cercare di spiegarle che mi sentivo come un’ombra di me stesso che teme che qualcuno possa spegnere la luce e farlo dissolvere. Ma in fondo non ce la facevo a raccontarle di me stesso perché non ero davvero sicuro di chi o che cosa fossi.

Nello stile l’autore rispecchia totalmente il carattere del protagonista: la costruzione è tormentata, sembra quasi aggressiva in certi tratti e rispecchia completamente l’azione del personaggio. Periodi e costruzioni trasmettono l’affanno che prova suonando per la prima volta un concerto, la tranquillità nel passeggiare tra le aiuole innevate del Museo Rodin o la sorda solitudine degli anni passati a New York. Morbide ma spigolose allo stesso tempo, le pagine di questo romanzo lasciano parlare le emozioni, positive o negative che siano.

Il suono del suo violino mi colpiva con violenza per poi accarezzarmi subito dopo, era come se mi strappasse il cuore dalla cassa toracica, lo gettasse a terra e lo prendesse a calci, gli desse fuoco e poi spegnesse le fiamme, lo ricoprisse di balsamo, massaggiandolo; trasformando il dolore in piacere.

In men che non si dica, quasi pentendoci di leggere troppo in fretta, giungiamo all’epilogo. Per me l’unica nota dolente di questa davvero ottima lettura. Questione di gusti ovviamente: io amo i finali da emozionarsi e questo scorre talmente in fretta, succedono così tante cose in quelle poche pagine poste al termine che quasi stavo più attenta alla percentuale restante del libro che agli avvenimenti (“no non può finire così in fretta, devono succedere ancora tante cose!”). Mi sarebbe piaciuto che l’autore si soffermasse di più sul colpo di scena finale lasciandoci vivere ancora un po’ i suoi splendidi personaggi.


Voto: ★★★★✰ e 1/2!

♫♪ Concerto per Violino e Orchestra – Cajkovskij

Mi alzai in piedi, in mezzo alla piazza, immaginai di imbracciare il mio violino, e di suonare la musica della notte e degli angeli e dei demoni, con tutto il mio odio, la mia rabbia, e la mia voglia di essere diverso, di essere amato.

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Come sta cambiando la lettura

Che il mondo dei libri e di noi lettori stia cambiando ormai ce ne siamo accorti tutti. L’introduzione della lettura digitale con l’avvento degli e-reader è ormai compiuta anche in Italia e quasi tutte le case editrici insieme al volume cartaceo pubblicano anche la versione e-book. Il dibattito tra chi preferisce la carta e chi il digitale è infinito; a volte si spinge quasi a livelli di violenza fisica. Ecco come vedo io il rapporto libro/e-book attraverso le immagini di Lunaredhell:

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Io, che ormai leggo principalmente su kindle per ragioni di risparmio di carta e di trasporto, amo ancora sfogliarmi qualche buon vecchio libro e continuo a regalarli ad amici e parenti. Non capisco quindi questo odio reciproco. Tralasciando comunque questo tema stradiscusso in ogni dove, voglio parlarvi di due iniziative molto recenti che reputo una vera e propria genialata in un momento di crisi delle vendite come questo.

La prima notizia proviene dalla casa editrice Laterza: a partire da giugno verrà lanciata LEA (Libri Ed Altro) una sorta di Spotify dei libri che permetterà, pagando un abbonamento mensile, di leggere “in streaming” attingendo da circa 300 volumi (ma sono certa che il numero si alzerà). Esattamente come Spotify si potrà usufruire di una prova gratuita e, se soddisfatti, pagare 5,90€ al mese come prezzo lancio, 7,90€ in seguito. La versione online dei volumi sarà corredata di extra multimediali come video, playlist suggerite dagli autori e interviste; in alcuni casi, una prima parte dei volumi uscirà online prima che cartacea e si evolverà in base ai commenti e ai suggerimenti dell’autore.

Ovviamente la strada da percorrere è ancora tanta considerando che Laterza pubblica esclusivamente saggi e manuali, ma un primo passo è stato fatto e chissà che non vengano invogliate alla lettura anche le nuovissime generazioni schermodipendenti.

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Una seconda iniziativa, sempre legata al mondo degli e-book ma riguardante libri inediti, è bookabook. Il lettore può scegliere di leggere un’anteprima di un romanzo inedito che è presente nel sito, se viene attirato dalla trama può fare un’offerta di almeno 3€. Per ogni libro viene fissato un traguardo economico da raggiungere in 30 giorni, la somma è scelta in base al compenso dell’autore, ai costi di redazione e revisione e al costo della piattaforma. Nel corso dei 30 giorni vengono fissati dei traguardi che, se raggiunti, sbloccheranno mano a mano alcuni capitoli del libro. A campagna finita se l’esito è positivo riceverai l’e-book completo, se l’esito è negativo ti verrà restituita la donazione. Inoltre se hai scelto di donare più di 3€ riceverai altri premi oltre all’e-book: borsa di juta, libro in edizione cartacea, libro con dedica dell’autore e così via.

Anche questo è un esperimento nuovo e originale che potrebbe davvero cambiare il mondo dell’editoria privilegiando l’opinione del lettore. L’iniziativa mi piace moltissimo – unica pecca è che il pagamento viene fatto esclusivamente tramite paypal per ragioni di sicurezza e facilità di rimborso – e si basa molto sulla condivisone e il passaparola online.

Sono sempre aperta a esperimenti e innovazioni perché è vero che leggere è uno dei passatempi più antichi del mondo, ma per sopravvivere è giusto che evolva tenendosi al passo coi tempi.