#11 Horror Nights: Il Signore dei Vampiri – Hugh Davidson

978-88-541-2052-5

Dopo aver avuto a che fare con fantasmi, spiriti, zombie, mostri eccoci di nuovo di fronte ad un grande protagonista di libri e film horror: il vampiro. Se anche voi non ne potete più di questi vampiri adolescenti e fighetti che sberluccicano e che conquistano le ragazzine depresse di turno potreste apprezzare questa lettura che richiama in modo evidente sia Dracula che Il vampiro. A dir la verità anche un po’ troppo: se all’inizio conquista per l’atmosfera in pieno stile stokeriano, a lungo andare si fa estremamente ripetitivo e abbastanza noioso. Viene indagata più la parte sul controllo della mente anche se non mancano scene di lotta decisamente impari a causa della super forza dei nostri cari amici notturni.

Ogni azione, ogni “imprevisto”, ogni scena è estremamente prevedibile; come prevedibile è anche la figura del vampiro di per sè. Nulla di nuovo, i soliti vampiri che vengono allontanati con croci e aglio e muiono solo se infilzati nel cuore da un paletto. Mi piacerebbe leggere qualcosa di più alternativo, magari in stile Matheson.

Tirando le somme un romanzo che non è malaccio ma che non mi sento di consigliare… Vi aspetto ad Halloween per l’ultima horror night con Il mistero di Sleepy Hollow!

Voto: ★★✰✰✰
Livello di paura: ☠

[Tristemente non ha nessuna citazione che valga la pena di inserire… Buuuu questa Horror Night l’ho proprio toppata]

Annunci

#10 Horror Nights: Le origini della gothic novel

Strano ma vero questo blog ha anche dei momenti di serietà o almeno parvenza della stessa. Oggi, per esempio, facciamo un po’ di storia. Prima di parlare delle origini della gothic novel mi piacerebbe partire dalle origini del romanzo, un genere indipendente che nasce nel Regno Unito agli albori del XVIII secolo. Due furono i fattori che permisero al romanzo di diffondersi e di arrivare a conquistare il mondo a discapito della poesia: lo svilupparsi della stampa che diventa sempre più veloce ed economica e i progressi dell’alfabetizzazione che fa sì che molte più persone, anche di ceto medio-basso, riescano a leggere e scrivere. I primi romanzi spesso sono epistolari (Pamela e Clarissa di Samuel Richardson), diari di viaggi e biografie di avventurieri (Robinson Crusoe di Daniel Defoe), di satira e umoristici.

Da questi generi se ne sviluppano altri due che riusciranno a sostituirsi del tutto ai precedenti: il romanzo storico e il romanzo gotico (verrà chiamato “gotico” solo a posteriori ricordiamocelo!). Quest’ultimo nasce come un genere inizialmente abbastanza codificato che, grazie all’immenso successo, si è poi evoluto creando anche altri nuovi generi come la fantascienza. Gli elementi costanti che caratterizzavano la gothic novel alla sua nascita sono diversi:

  • l’ambientazione in posti remoti, considerati all’epoca esotici, come l’Italia o la Grecia ma anche il Polo Nord o le Alpi e quasi sempre in castelli medievali o conventi con passaggi segreti, un numero infinito di stanze, cripte e boschi nei dintorni;
  • l’atmosfera densa di ansia e angoscia che coinvolge il lettore terrorizzandolo;
  • la protagonista è – ahimè – quasi sempre una donnina piuttosto stupida ma sempre bellissima e soprattutto innocente, molto spesso perseguitata da signorotti dei castelli o da villici con cattive intenzioni;
  • la forte presenza del soprannaturale; in particolare il Male viene rappresentato come non umano, proveniente da un’altra dimensione e che trova una forma in fantasmi, mostri, giganti, spiriti malvagi ma anche profezie e credenze popolari che si avverano;
  • la netta divisione tra personaggi buoni e personaggi cattivi senza sfumature nel mezzo.

Grande fautore del genere fu Horace Walpole col suo Castello di Otranto (1764), seguito poi dai Misteri di Udolpho di Ann Radcliffe (1794) e Il vampiro di John William Polidori (1819) che influenzerà moltissimo il capolavoro di Bram Stoker Dracula pubblicato quasi un secolo dopo. Dello stesso periodo di Polidori bisogna citare anche Mary Shelley che con Frankenstein (1818) cambia alcune delle convenzioni tipiche della gothic novel dando un’origine umana al Male e fondando la science fiction.

001, 9/14/99, 2:28 PM,  8C, 3226x2778,  75%, chrom6, 1/40s, R260, G185, B400, Ann_Radcliffe John_William_Polidori_by_F.G._Gainsford MaryShelley.jpg byron Edgar_Allan_Poe_2_-_edit1 Rsl1 bram-stoker 1122howard_phillips_lovecraft

Nel XIX secolo il genere si evolve notevolmente andando a trattare tematiche in cui l’elemento umano è molto più presente: il romanzo si fa più introspettivo e va a scandagliare le paure dell’umanità ma anche le malattie psichiche dell’uomo. Eccoci nell’era del grande Edgar Allan Poe, ma anche del famosissimo Lo strano caso del dottor Jeckill e del signor Hyde di Stevenson. Un secolo dopo troviamo Lovecraft con i suoi mondi spaventosi fino ad arrivare all’immenso panorama dei giorni nostri di cui spero di aver dato un’idea generale con questo speciale Horror Nigths.

marsilio_-_il_castello..

Per capire meglio le origini di questo genere da me molto amato mi sono cimentata nella lettura di due di questi gran classici: Il castello di Otranto e Il vampiro. Nel primo, essendo il precursore del genere, tutti gli elementi sopra elencati persistono. In modo particolare l’ambientazione è davvero perfetta: un castello con passaggi segreti, caverne e grotte nei boschi e anche un convento. Indubbiamente si è trattato di una lettura abbastanza pesante ma la brevità e – diciamocelo – la voglia di scoprire quale dei protagonisti sarebbe morto è stata forte. [SPOILER! Ad onor di cronaca muore la donnina stupida, ovviamente non dopo aver chiacchierato per ore nonostante la morte imminente]

polidori

Una cinquantina di anni dopo Polidori, Byron e i futuri coniugi Shelley si ritrovano in una villa nei pressi di Lucca per le vacanze estive (verrà ricordata come l’estate della paura). A causa della pioggia incessante iniziano a leggersi e raccontarsi storie di fantasmi finchè Byron sfida gli amici a scrivere il racconto di paura più bello. Fu così che nacquero splendidi classici come Il vampiro e Frankenstein.

In cinquant’anni lo stile cambia notevolemente e cadono anche alcune caratteristiche tipiche tanto che i protagonisti sono addirittura uomini! Inutile dire che fu Polidori a inaugurare la figura del vampiro non tanto come mostro ma come aristocratico ben vestito che si infiltra nella società alla ricerca di allettanti gole femminili. Impossibile non immaginarsi pure lui con la faccia e gli occhialini tondi di Gary Oldman!

Concludo con un passo di quest’ultimo così da potervi fare un’idea sullo stile:

Il passo lieve di Iante accompagnava spesso Aubrey nella sua ricerca di antichità, spesso, mentre inseguiva una farfalla del Kashmir, fluttuando come se fosse trascinata dal vento, mostrava inconsapevolmente tutta la bellezza del suo corpo allo sguardo attento di lui, il quale dimenticava la lettera appena decifrata su di una tavoletta quasi cancellata dal tempo nella contemplazione della sua figura di silfide. Spesso le trecce le ricadevano sulle spalle, mentre volteggiava leggera, mostravano ai raggi del sole tonalità così delicatamente luminose e rapidamente cangianti, da giustificare la negligenza dell’archeologo, il quale dimenticava quell’elemento che poco prima aveva ritenuto di tale importantza per la giusta interpretazione di un passo di Pausania. Ma perché cercare di descrivere un fascino che tutti percepivano, eppure nessuno poteva valutare? Era l’innocenza, la gioventù e la bellezza non contaminate dai salotti affollati e balli soffocanti.

#7 Horror Nights: La camera di sangue – Angela Carter

bloody chamber

Che in ogni fiaba ci sia un risvolto macabro è cosa nota. Basti pensare all’immancabile “uomo nero” e all’elemento morte/risurrezione spesso presente. Andando al di là della versione Disney zuccherosa e smielata quasi sempre le storie originali sono ricche di particolari macabri che sfiorano l’horror e in certi casi addirittura lo splatter: vogliamo parlare per esempio degli occhi delle sorellastre di Cenerentola cavati dagli uccellini durante il suo matrimonio? O della prima versione di Pinocchio in cui il simpatico burattino muore impiccato?

In questo libro – devo dire passato piuttosto inosservato – ci ritroviamo a fare i conti con alcune delle fiabe per bambini più famose (da cappuccetto rosso al gatto con gli stivali) in una versione decisamente dark. Sia chiaro, di paura ne ho provata davvero poca, però ho trovato interessante trasformare così tanto delle trame note e famose in tutto il mondo.

E’ inoltre il primo libro di queste Horror Nights ad avere una forte componente sessuale e in un certo senso anche abbastanza morbosa soprattutto nella versione horror di cappuccetto rosso in cui la bambina si salva offrendo al lupo la sua verginità. Descrizioni degne di alcuni film di Burton le troviamo soprattutto nel racconto della figlia di Dracula, la Contessa, che vive in una immensa villa decandente circondata da una vera foresta di rose rosse.

Per concludere lo stile è piuttosto raffinato e ricco – quasi a imitazione degli stili ottocenteschi delle prime ghost story – denso di aggettivi, metafore e allegorie. Tra vestiti di pizzo macchiati di sangue e pesanti tendaggi neri le fans delle Favole di Victoria Frances impazzirebbero!

Voto: ★★★✰✰ e mezza!
Livello di paura: ☠

Se riparassi le corde di quel violino coi tuoi capelli, potremmo danzare insieme alla sua musica, mentre la luce esausta del giorno cola tra gli alberi; meriteremmo melodie migliori degli acuti canti di nozze di allodole prigioniere in belle gabbiette, mentre il tetto vacilla sotto il peso di tutti gli uccelli che tu hai incantato e noi consumiamo i nostri misteri profani sotto le foglie.