La classifica del mese – Febbraio 2015

febbraio

cover91 www.mondadoristore.it la-stirpe-dei-re-9788898369928

Questo febbraio è stato un mese letterario davvero vario e insolito: innanzittutto grazie a Pierluigi Curcio ho riscoperto una nuova versione del mitico ciclo arturiano di cui ho già parlato qui. Tre romanzi avvincenti e storicamente calati alla perfezione che hanno allietato i mie interminabili viaggi in treno (la dura vita del pendolare!).

chi manda le onde

Chi manda le onde di Fabio Genovesi è stata una lettura splendida che mi ha lasciato un senso di benessere incredibile e sono davvero felice che sia candidato per il Premio Strega 2015. Se volete saperne di più qui il mio post a lui dedicato.

L'invenzione della madre

Romanzo dolorosissimo è stato per me L’invenzione della madre di Marco Peano, una lettura forte e incredibilmente d’impatto di cui parlerò a breve e che per le emozioni che mi ha donato merita ampiamente il primo posto.

paradisi artificiali

Come classico del mese ho scelto il mio amato Baudelaire con i suoi Paradisi artificiali, un viaggio attraverso i vizi di cui decanta virtù e (in minor numero) difetti.

la schiava dei tudor

La grande delusione è stata però La schiava dei Tudor, un romanzo d’amore che di storico ahimè non ha davvero nulla. Già il titolo fuorviante mi ha fatto immaginare castelli e complotti all’interno della corte dei Tudor, della famosa famiglia reale invece ci sono solo due paginette di contestualizzazione storica che avrebbe potuto scrivere anche un bambino. Toppatissimo e pieno di luoghi comuni, si salva per il finale tragico (io li amo che ci posso fà?) che lo fa arrivare arrancando a due stelline su cinque. Non ci siamo proprio però.

Chi manda le onde – Fabio Genovesi

Ahhh, l’incredibile sensazione che provi quando ti sembra di conoscere davvero i personaggi di un libro: ce li ha lì, in un angolino della tua mente e nel bel mezzo della giornata quando sei a lavoro o in pausa pranzo ti vengono in mente e come se pensassi ad un amico ti chiedi “chissà cosa farà x?”. Se un autore riesce a regalarti questa bellissima sensazione è implicito che sia riuscito a creare personaggi unici che riescono a sfondare la barriera delle pagine e fuoriuscirne vivendo per conto proprio. E la cosa più difficile per noi lettori è separarcene arrivati alla fine del libro; può avvenire in modo dolce – come mi è successo nella mia ultima lettura – oppure dolorosamente come mi capita spesso nei romanzi di King (quando letta l’ultima riga inizio a battere i pugni sul letto e urlare “nooo non può finire così”, testimone mia sorella!).

chi manda le onde

Questo per dire che la mia ultima lettura, Chi manda le onde di Fabio Genovesi, mi ha lasciato un bellissimo “rapporto” con i suoi protagonisti: una bambina di nome Luna che ama il mare ma essendo albina non può stare al sole e vede pochissimo in condizioni di forte luminosità, sua mamma Serena, una donna a cui capita il peggio che può accadere ad una madre ma che ha la forza di rialzarsi e di scoprire l’amore, Sandro, quarantenne ancora sulle spalle dei genitori, lavoratore precario ma gran sognatore, Zot un bambino proveniente da Chernobyl che vive insieme al “nonno” adottivo Ferro, un bagnino in pensione convinto che i russi vogliano portarsi via la casa.

Complessivamente sono personaggi molto diversi tra loro che con un bell’intreccio narrativo riescono a ritrovarsi tutti insieme su una Jeep militare in viaggio per scoprire i misteri del Popolo della Luna.

In 5 punti perché vi consiglio di leggere questo romanzo:

  • Perché è un libro leggero, che si legge come si mangia lo zucchero filato;
  • Perché è di una comicità sorprendente (ho dovuto spesso trattenermi dallo scoppiare a ridere in treno!);
  • Perché oltre alla comicità c’è un significato di amore e amicizia davvero commovente;
  • Per la presenza costante del mare che invoglia chi come me non lo può vedere per mesi e mesi a prendere la macchina e partire;
  • Per conoscere la storia di personaggi diversi dal solito e crescere un po’ insieme a loro.

Oltre a questo Fabio Genovesi riesce a dar voce ai proprio personaggi utilizzando tecniche narrative diverse, cambiando il punto di vista e mantenendo sempre un linguaggio appropriato (ho amato davvero tantissimo Ferro e Zot). Lo consiglio quindi a chi ama il mare e a chi non si arrende mai.


Voto: ★★★★✰

♫♪ Une année sans Lumière – Arcade Fire

Perché la cosa bella di quando sei sperso e non sai più dove andare è che almeno sei libero di guardarti intorno e scegliere la via più facile.