Quanto e cosa leggete d’estate? Dove sono stata nelle mie letture estive

Estate. La mia stagione. Sarà che ci sono nata, un 19 agosto di 24 anni fa nella calura afosa di Torino, sarà che sono del segno del Leone, sarà che amo il sole, solitamente d’estate sono nel mio elemento. Ho trascorso moltissime estati a leggere, di solito tendevo a sorbirmi subito le letture imposte dagli insegnanti per passare poi a quelle che più mi interessavano. E una volta l’estate era la stagione in cui si leggeva di più, complice la fine della scuola e quell’immenso tempo libero che ti piombava addosso. Ma adesso? Insomma qui in Piemonte finora non è che abbia fatto una grande estate (sempre pioggia e temperature che sfiorano i 20°) ma in certe sere sembra impossibile riuscire ad aprire un libro. L’afa, la luce che attira immancabilmente zanzare e insettini vari, le finestre aperte che fanno entrare gli schiamazzi dei vicini e dei ragazzini tamarri che colorano di tunztunz la piazzetta sotto casa e di conseguenza le tue nottate, beh a volte non invogliano alla lettura. Per non parlare della spiaggia, io, maniaca come sono, avevo sempre “paura” di portarmi i libri in spiaggia, guai toccare le pagine con le mani bagnate e, che orrore!, non vorrai abbandonare le copertine sotto al sole cocente?, meglio darsi alle parole crociate. Questo per dirvi che per la lettura la mia stagione tipo è l’inverno, con il piumone a farmi da capanna, la mia gattina in grembo e giusto un buchetto per respirare.

Di conseguenza questo blog ha risentito parecchio di questi mesi estivi e io – devo ammetterlo – mi sono data a serie televisive, film e giochi al pc. Non che io non abbia letto eh, per me è come una droga, soprattutto una volta scoperta la praticità del kindle. Insomma qua e là tra I Borgia, Desperate Housewives, Hannibal, Skins, Grey’s Anatomy e The Walking Dead, ore interminabili a giocare (e cristonare) dietro a Skyrim e ad aggiornarmi sui film dell’anno precedente (avete visto che bello Dallas Buyers Club?) qualche paginetta mi scappava di leggerla. E mi piacerebbe essere una di quelle splendide bloggers che anche se scrivono i cazzi loro vengono lette e rilette, io non lo sarò mai per cui ho preferito non scrivere più nulla e mandare in vacanza Legger_mente senza neanche un saluto = piena crisi mistica.

Ora però [con tono tendente allo psicopatico] “Wendy….sono tornatooooo!” siete felici?!

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In questi mesi sono stata:

  • in una Milano di inizio secolo con Un amore di Dino Buzzati;
  • nella stessa città ma ai giorni nostri con i dubbi esistenziali di Antonio Scurati col suo finalista al premio Strega 2014 Il padre infedele;
  • nella regione con più alto tasso di criminalità del Messico con Le ragazze rubate di Jennifer Clement;
  • intrappolata sotto una misteriosa Cupola in una cittadina del Maine con The Dome del mio amato King;
  • in una peccaminosa Napoli del primo Seicento con Lisario o il piacere infinito delle donne dell’italiana Antonella Cilento;
  • a Baltimora con un breve racconto di Fitzgerald diventato un gran film di David Fincher Il curioso caso di Benjamin Button;
  • in Svizzera con una mia omonima che nonostante una vita perfetta decide di tradire il marito nell’ultimo romanzo di Coelho intitolato non a caso Adulterio;
  • a Capri a ritrovare i veri obiettivi della propria vita e ripercorrere il passato con Se mi chiami mollo tutto…però chiamami di Albert Espinosa;
  • naufraga e sperduta in mezzo agli indigeni in un’Australia di metà diciannovesimo secolo con Il ritorno del naufrago di François Garde.

Che mix eh? Sarà che a me piace variare, ancora di più d’estate! Quali sono invece le vostre letture estive?

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Hannibal Lecter in tutte le sue forme

In queste settimane mi sono dedicata ad un personaggio piuttosto macabro della narrativa e del cinema americano: il Dottor Hannibal Lecter. Si può dire che dopo quattro romanzi, cinque film e una serie televisiva io praticamente conosca Hannibal di persona. Hannibal Lecter è un assassino seriale antropofago con origini lituane e italiane, unico sopravvissuto della sua famiglia alla Seconda Guerra Mondiale vivrà dapprima a Parigi, dove inizierà a studiare medicina, e successivamente negli Stati Uniti dove si specializzerà in psichiatria e criminologia.


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Partiamo dai romanzi: in ordine di pubblicazione Il delitto della terza luna meglio conosciuto come Red Dragon, Il silenzio degli innocenti, Hannibal e Hannibal Lecter – Le origini del male. Le peculiarità di ogni romanzo sono essenzialmente il punto di vista mobile tra un personaggio principale (nei primi tre quasi sempre un poliziotto, nell’ultimo lo stesso Hannibal) e i personaggi secondari (tra cui l’assassino di turno e le sue vittime), e uno stile semplice fatto da brevi periodi e descrizioni concise e precise. Insomma hanno decisamente le caratteristiche dei gialli ma con un tocco in più, direi quasi più sensibile, che, anche a una come me che non impazzisce per il genere, fanno apprezzare ogni pagina. Ovviamente delle differenze vengono alla luce tenendo presente che ogni libro è stato scritto con diversi anni di differenza tra i precedenti e i successivi, forse quello più particolare è l’ultimo che racconta la vita di Hannibal e, almeno per la prima metà, appare un romanzo più classico sfociando nel thriller solo successivamente. Quest’ultimo romanzo è anche il più enigmatico: ho adorato la prima parte che ci porta dai boschi lituani durante la Seconda Guerra Mondiale ad una splendida Parigi del dopoguerra con piacevoli riferimenti alla cultura giapponese; la seconda parte mi è parsa davvero un po’ affrettata ma capisco non sia facile avere a che fare con il momento in cui Hannibal si trasforma ufficialmente in mostro.

Voto: ★★★★✰  (media tra i quattro)

«Il piccolo Hannibal è morto nel 1945 là fuori nella neve, cercando di salvare la sorella. Il suo cuore è morto con Mischa. Che cos’è ora? Non c’è una parola per dirlo. In mancanza di meglio, possiamo chiamarlo mostro.»


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Le pellicole cinematografiche sono davvero molto note grazie all’interpretazione da premio Oscar vinto da Anthony Hopkins nel ruolo di Hannibal che suscitò ammirazione e fu molto studiato dall’attore che si basò sul comportamento tenuto da veri serial killer. Sono certa che quasi tutti voi avete visto almeno una di queste trasposizioni cinematografiche o almeno le scene memorabili come quella in cui Hannibal afferma di essersi mangiato il fegato di un fastidioso assistente del censimento con fave e un buon Chianti (nel romanzo però è Amarone!). Ebbene devo ammettere che i film mi sono sempre piaciuti ma una volta letti i romanzi alcune differenze sono abissali. Credo che si possa salvare solamente Il silenzio degli innocenti come attinenza. Ogni film è stato girato da un regista diverso e non mi soffermerò sulle varie differenze tra romanzo e libro (potete leggervele su Wikipedia se volete!), io personalmente ho trovato piacevole la visione di tutti anche grazie alla presenza di attori di un certo calibro (Jodie Foster, Edward Norton, Ralph Fiennes, Emily Watson, Julianne Moore e un Gary Oldman davvero irriconoscibile) tranne l’ultimo. Hannibal Lecter le origini del male è davvero pessimo. Già il romanzo lo avevo trovato poco studiato nella seconda parte, il film avendo sputtanato tutta la prima parte scade dopo 5 minuti di visione. Da segnalare una pellicola più vecchia e poco conosciuta: Manhunter. Basato su Red Dragon, lo cito giusto per la presenza di un Grissom di CSI decisamente più giovane e una costante musichetta anni ’80 come sottofondo (a parte gli scherzi, non è così male ma William Petersen nun se po’ vedè!).

Voto: ★★★✰✰ (media tra i cinque)

Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno.


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L’anno scorso è nata anche una serie tv americana incentrata proprio sulla figura del nostro Hannibal e su quella di Will Graham, protagonista del primo romanzo Il delitto della terza luna. Io lo sto seguendo in italiano perciò ho visto solamente la prima stagione ma deo dire che mi ha intrigata moltissimo tanto che le 13 puntate me le sono sciroppate in meno di 24 ore (forse ho stabilito un record personale!). In realtà si prende spunto dalle vicende antecedenti il romanzo che nelle pagine del libro vengono appena accennate, in connubio però a una serie di altri omicidi e assassini inventati ad hoc. Punto di forza oltre ad un’ottima regia anche i due attori principali, in particolare il bravissimo Mads Mikkelsen nel ruolo di Hannibal. Insomma in attesa della seconda stagione non posso che consigliarvi di vederlo!


Alla fine di questo viaggio conoscitivo del Dottor Hannibal Lecter devo ammettere che è uno dei personaggi meglio studiati che si possano creare. Ovviamente la sua figura è stata inventata basandosi su serial killer reali, ma la particolarità del suo essere così educato, l’importanza che dà alla cultura e all’arte italiana, l’intelligenza fuori dal comune non possono non farci provare una punta di simpatia nei suoi confronti. Non stupisce quindi che tanto sia stato scritto, letto, girato e creato intorno alla sua figura immaginaria.