Due romanzi per prepararci all’estate

Visto che qui al nord fino a ieri diluviava e a guardare fuori sembrava di essere a Novembre, con incredibile puntualità io decido di scrivere di due romanzi che in qualche modo credo siano piacevoli da leggere in estate e spunta il sole, sarà un segno del destino? Se devo essere sincera avevo già fatto un post simile quasi subito dopo la nascita di questo blog (qui!), ma in questo caso si tratta di due letture fatte ultimamente che mi ispirano moltissimo estate.


la sottile linea scura

Nel primo caso si tratta di un romanzo molto leggero che si legge tutto d’un fiato: La sottile linea scura di Joe R. Lansdale. È il classico romanzo di formazione narrato da un anziano che ricorda gli avvenimenti di quando era un ragazzino nell’estate 1958 in una cittadina del Texas. Tutto inizia con un cofanetto trovato sepolto nei pressi del drive-in che i suoi hanno acquistato (e già la parola drive-in dovrebbe convincervi!) all’interno del quale si trovano diverse lettere d’amore. Inutile dirvi che succederà davvero di tutto; il mistero si infittisce sempre più in ogni avventura del giovane Stanley tra le perplessità che nutre il ragazzo nei confronti del razzismo pervasivo dell’epoca, la grandissima Rose Mae un donnone che si occupa pigramente di fare le pulizie ma risulta una cuoca sublime, un cagnolino coraggioso e Buster un ex poliziotto che aiuterà il nostro piccoletto a indagare sul caso. Fino all’ultimo si sta col fiato sospeso e risulta sempre piacevole leggere gli Stati Uniti degli anni ’50 tra rock’n’roll, fast food e cinema americano. Stile semplice e ironia invogliano a proseguire la lettura che, a mio parere, sarebbe perfetta anche sotto l’ombrellone. Temi principali sono il rapporto con la famiglia, la lotta contro il razzismo, l’atmosfera americana così piacevole per i bianchi meno per i neri, l’entrata a pieno titolo nell’adolescenza e la relativa maturità.

Voto: ★★★✰✰ e mezzo

♫♪ Hound Dog – Elvis Presley

Nell’invecchiare – e, in realtà, non è che sia poi così vecchio: neanche arrivo ai sessanta – scopro che per me il passato ha più importanza del presente. Non sarà un bene, però è la verità. All’epoca, tutto era ben più intenso. Il sole era più caldo. Il vento più fresco. I cani più svegli.


Il_ragazzo_Selvatico

Il secondo romanzo è decisamente più corto ma di un genere totalmente diverso, Il ragazzo selvatico di Paolo Cognetti. È un saggio introspettivo e riflessivo sulla montagna che per me profuma d’estate – anche se è narrato dalla fine dell’inverno fino a metà autunno – perché per me l’estate è da sempre costellata dalle passeggiate in montagna fatte con mio papà. Di Cognetti ovviamente ho adorato Sofia si veste sempre di nero (che è entrato nella mia top 23) e ho avuto il piacere di sentirlo parlare alla scorsa edizione de La grande invasione – Festival di lettura di Ivrea (tra pochi giorni si replica e io sarò in prima linea!). Riesco comunque a capire la necessità di prendersi una pausa da tutto e immergersi nella natura, nella solitudine della montagna, nel contatto con la fauna selvatica dei nostri monti. E sarà che parla di posti che per me sono dietro casa, sarà che scrive così bene, io mi ci sono immedesimata del tutto e ho centellinato le pagine per godermele. Peccato sia così breve, ho pensato! Ma forse se fosse stato più lungo non sarebbe risultato così intenso. Non preoccupatevi, è un libro semplice che adorerete se amate le passeggiate in montagna. Cliccando qui troverete le splendide parole che usa Cognetti nel suo blog per descrivere il suo ultimo romanzo. Peraltro oltre ad avere una bellissima copertina contiene delle splendide citazioni e dei riferimenti a diverse letture sulla montagna.

Voto: ★★★★✰

♫♪ Long Nights – Eddie Vedder

[…] avevo così tanti me tra i piedi che a volte la sera uscivo, e andavo a fare un giro nel bosco per stare un po’ da solo.

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Il signore delle mosche – William Golding

Signore delle mosche

La primavera è ufficialmente nell’aria, portatrice di giornate soleggiate e splendide allergie da polline con conseguenti occhi rossi da tossica e naso colante in stile fontana di Trevi. A parte certi dettagli fisiologici, con queste giornate anche una pigrona e sociopatica come me ha voglia di uscire un po’ e cercare di perdere quel colorito cadavere che mi caratterizza per gran parte dell’anno. Sto quindi trascurando il povero L_m (= Legger_mente) e mi sto dando al fai da te (o almeno ci provo!). Carteggiare mobili e riverniciarli è la mia attuale occupazione ma in tutto questo ho cercato di inserire anche questo mese un classico alle mie letture serali (finchè gli occhi reggono!).

Questo mese ricordo un classico del 1954 opera prima del Premio Nobel per la letteratura William Golding. Ne avevo sentito spesso parlare citato dalla mia professoressa di inglese del Liceo. In breve tratta di un gruppo di ragazzi scampati ad un incidente aereo e catapultati in un’isola deserta. Un po’ un classico se vogliamo, abituati come siamo a serie tv e film del genere.

Credo che ci siano due modi di interpretare questo libro: un modo semplicistico e leggero che ci fa proseguire velocemente con la trama o un’analisi sociopolitica che potrebbe farci andare avanti per mesi. Io ho optato per una via di mezzo tra le due innanzitutto godendomi le splendide descrizioni di Golding che ci fanno apparire l’isola davanti ai nostri occhi nitida e chiara – giuro di averla immaginato solo un pochino come quella di Lost! Vi inserisco uno degli innumerevoli passaggi che ci fanno capire perché quest’uomo ha vinto il Nobel.

L’inclinazione dei raggi del sole, strisce lucenti color miele, diminuiva: i raggi scivolarono via dai cespugli, passarono sopra le verdi gemme simili a candele, salirono verso il tetto, e l’oscurità si addensò sotto gli alberi. Col mancar della luce si smorzavano i colori vivaci, si raffreddava il calore e la vitalità della natura. Le gemme simili a candele si muovevano: i verdi sepali si aprirono un poco e le punte bianche dei fiori s’alzarono delicatamente incontro all’aria aperta.

Se vogliamo invece basarci su un’idea politica è chiaro che a fronteggiarsi sono la Democrazia e il Totalitarismo impersonificati da Ralph la prima, con le sue adunate e l’attaccamento all’idea di società, e da Jack la seconda con un conseguente ritorno a barbarie e primitività.

Avete quindi due chiavi di lettura per dedicarvi ad un classico del genere dell’avventura/romanzo di formazione da cui sono anche state tratte due trasposizioni cinematografiche.

Voto: ★★★✰ e mezza!

♫♪ Lord of the flies – Iron Maiden

La prima cosa a cui si abituarono fu il ritmo del lento passaggio dall’alba al rapido crepuscolo. Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l’aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza.

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Cielo di sabbia – Joe R. Lansdale

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A metà tra un romanzo d’avventura e uno di formazione, si snoda tra adolescenti e gangster pentiti, in pensione o semplicemente malvagi inside. Incredibili tempeste di sabbia sommergono tutto in un tempo indefinito tra Oklahoma e Texas, la morte è ormai normalità, come lo è saltare sul primo treno in corsa e iniziare l’avventura verso terre più verdi, verso la maturità, verso l’ignoto alla ricerca di un po’ di libertà.

Un romanzo avvincente e simpatico da leggere spensieratamente nelle ultime notti d’estate.

Voto: ★★★✰✰

♫♪ The wind cries mary – Jimi Hendrix

E io non ho bisogno di farmi schiacciare dagli obblighi. Ho solo bisogno di poter scegliere tra qualcosa che non sia già stato deciso per conto mio. Ho bisogno di andare a vedere se il mondo è piatto, rotondo o triangolare. Ho bisogno di sentire che ho visto e fatto qualcosa di diverso da quel che hanno visto e fatto tutti gli altri.