La citazione della domenica – 29 marzo 2015

joyce

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Un viaggio divertente alla scoperta della tipografia: Type:Rider

Come credo già sappiate oltre che di libri sono appassionata anche di videogiochi, non amo però le console e sono ancora legata al gioco “tradizionale” con l’utilizzo di mouse e tastiera. Diciamo poi che con l’avvento di Steam, che permette di acquistare giochi per il computer effettuando un semplice download, il concetto di gioco si è rivoluzionato, sia per i prezzi più accessibili sia per una modalità più social che per mette di interagire con la comunità. In questi giorni ho finito l’ultimo Tomb Raider, che mi ha davvero soddisfatta, ma vi voglio parlare di un gioco puzzle/platform a cui sta giocando mia sorella: Type:Rider. headerIn questo gioco viaggeremo nella storia dei caratteri immedesimandoci nei “due punti :” attraverso dieci livelli che in ordine cronologico oltre a farci divertire ci racconteranno come è evoluta la tipografia nel corso della storia dell’umanità. Si parte dalle origini: dai graffiti preistorici, scrittura cuneiforme, geroglifici e così via passando poi ai monaci amanuensi con la carolina, al Rinascimento italiano, all’epoca francese con Didot, per arrivare al Novecento e scoprire come è nato il Times New Roman fino all’avvento dei caratteri vettoriali. Finalmente si tratta di un gioco che mette in risalto la cultura e la storia parlandoci non solo della nascita del libro e della carta o delle tecniche di stampa ma anche dei movimenti artistici e architettonici che influenzarono la scrittura e raccontandoci qualcosa in più sui caratteri che al giorno d’oggi usiamo quotidianamente dall’Helvetica ai vari sans serif passando per la Garamond. Ce ne fossero di giochi così! Una grafica mozzafiato e un azzeccatissimo sottofondo musicale vanno a completare questo giochino davvero ben strutturato e divertente.Vi consiglio di dare un’occhiata qui a questo brevissimo video per avere un’idea del gioco. Lo trovate anche per smartphone sul play store a soli 2,69€ o su App Store a 2,99€ (su Steam a 6,99€)!

Il cardellino – Donna Tartt

Il cardellino

Due parole su quella che è stata la mia ultima lettura del 2014: Il cardellino di Donna Tartt, un romanzo di cui ho sentito parlare moltissimo e che era in wishlist da tempo. Sarò noiosa, critica e bisbetica ma leggendo certe recensioni qua e là la mia fiducia nel genere umano crolla inesorabilmente. “È troppo lungo” è la critica mossa dai più. Ora, mi chiedo, se già sai che il tuo cervello non riesce a superare le 200 pagine di rito, che te lo compri a fare? Molto spesso “lungo” viene per forza associato a “ripetitivo”, soprattutto quando il protagonista è uno solo e “si parla sempre di lui”. Addirittura alcune persone criticano il suo amore/amicizia con l’amico di origine russa, ma dove siamo, nel Medioevo? Spoilerando un po’ posso anche dirvi che è così palpabile l’allusione all’omosessualità da sembrare quasi irreale – tant’è che l’amore più profondo è provato per una ragazza (non che poi cambi la sostanza il fatto che sia donna o uomo).

Scusate lo sfogo, ognuno può dire la sua e criticare qualsiasi cosa, ma non sarebbe il caso di farlo con la testa? Io questo romanzo l’ho amato. La costruzione è perfetta, non ci sono salti temporali a incasinare le cose, i personaggi sono relativamente pochi, non ci si confonde con i nomi e la lettura scorre piacevole. Per di più al romanzo, che si può definire di formazione visto che accompagniamo il protagonista Theo dall’infanzia all’età adulta, si aggiungono note gangster e noir con personaggi coinvolti in omicidi e traffico di droga.

Il cardellino

Il quadro a cui fa riferimento il titolo del romanzo è di un pittore olandese allievo di Rembrandt, Carel Fabritius

La trama si avvolge intorno al Cardellino, un piccolo ma splendido quadro realmente esistente. Il quadro e Theo, per una incredibile coincidenza, si trovano ad avere i propri destini attorcigliati l’uno all’altro in un susseguirsi di eventi drammatici che porteranno il protagonista a porsi una serie di profonde domande e osservazioni sulla propria esistenza. Queste costituiscono le ultime pagine del libro, un piccolo trattato a sè stante di una bellezza commovente.

Oltre a questo dal libro traspare un messaggio profondo sull’amore provato per l’arte, una costante del libro che lo rende davvero speciale per chi al giorno d’oggi riesce ancora a commuoversi davanti a una tela dalla grande forza espressiva. Per me questo romanzo le 5 stelle se le merita assolutamente, voi leggetelo o no, ma per favore, facciamo critiche costruttive!


Voto: ★★★★★

♫♪ Widowspeak – Limbs

La gente si era arrabbiata e aveva pianto e aveva distrutto cose per secoli e aveva levato alti lamenti per via delle proprie piccole vite senza importanza, quando – che senso aveva tutta quella sofferenza inutile? Considerate come crescono i gigli di campo. Perché preoccuparsi delle cose? In quanto esseri senzienti, non eravamo stati messi sulla Terra per essere felici, nel breve tempo che ci era concesso?

Un anno al Museo e l’Art Project di Google

Quest’anno ho voluto iniziarlo dandomi come obbiettivo leggere di più e informarmi di più sugli eventi che accadono e sono accaduti ma soprattutto visitare quei luoghi che ho vicini e che, per pigrizia piuttosto che per mancanza di tempo, non sono mai riuscita a scovare. In questo caso parlo dei musei. L’immenso patrimonio culturale del nostro Paese ha fatto sì che sorgessero nuovi musei praticamente ovunque e io adoro entrarci. Lo adoro perché ci insegnano nel modo più bello ed efficace possibile, ovvero attraverso tutti i nostri sensi. Apprendere è più bello quando il quadro che ci ha colpito di più nella sala non era neanche segnalato sul libro di storia dell’arte del liceo, oppure, cosa c’è di meglio di sentire con le nostre orecchie la voce originale di quell’autore che tanto amiamo?

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A differenza di molti Paesi stranieri in cui l’ingresso ai musei è a offerta libera, l’Italia purtroppo si trova costretta ad adottare una politica di pagamento a causa dello scarso finanziamento da parte dello Stato. I prezzi sono purtroppo spesso proibitivi per noi giovani, soprattutto se ancora studenti, o disoccupati. Per fortuna ultimamente il MiBAC ha promosso alcune iniziative che possono dar nuova vita ai musei: non parlo solo di nuovi allestimenti più moderni e mostre di spicco internazionale ma anche di iniziative che promuovono la visita come l’entrata gratis la prima domenica di ogni mese. Io ho deciso di fare l’abbonamento ai Musei di Torino e del Piemonte; avendo meno di 26 anni ho speso 32€ e ho l’accesso libero a tantissimi musei del capoluogo piemontese e della regione.

Spero di riuscire a visitarli quasi tutti in questi 365 giorni, quindi sappiate che per un po’ su questo frivolo blog di letture si darà spazio anche a qualcosa di più! Perché non ci fate un pensierino anche voi e andate a informarvi sugli abbonamenti della vostra città?

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E se proprio non riuscite a prendervi qualche ora a settimana per dedicarla ad un museo, sappiate che Google vi permette di visitarli comodamente seduti davanti al vostro computer! Google collabora infatti con centinaia di musei, istituzioni culturali e archivi per rendere pubblico l’immenso patrimonio artistico del mondo. L’art Project di Google vi mette a disposizione 40.000 immagini di cui moltissime in gigapixel con la possibilità di apprezzare in alta definizione la singola pennellata del quadro o la levigatezza del marmo ma potete anche visitare l’interno dei palazzi in un tour virtuale. Di ogni opera una breve ma accurata descrizione e tutte le informazioni descrittive saranno utili al curioso come allo studioso. Troverete musei famosi in tutto il mondo o piccole realtà locali con l’incredibile possibilità di salvarvi la vostra galleria di opere d’arte prendendo un tema in particolare da sviluppare e condividere sui social network. Attenzione però, crea dipendenza!!!

La mano che teneva la mia – Maggie O’Farrell

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Era davvero da tanto tempo che non leggevo un romanzo ambientato a Londra, così appena sbirciata la trama di questo libro ho deciso di fiondarmici. Innanzitutto questo libro è spaccato in due come due sono le donne protagoniste: Lexie e Alina. Entrambe donne forti che diventeranno madri in momenti difficili delle proprie vite.

Con Lexie siamo nella Londra del dopoguerra a Soho, in una rivista d’arte intellettualoide e di nicchia, e una giovane ragazza che scappata dalla campagna inglese e abbandonata la famiglia, impara ad usare la macchina da scrivere innamorandosi di Innes, l’uomo che le cambierà la vita. Sembra di respirarla l’aria bohémien della Londra degli anni ’50 con artisti, pittori e fotografi nel pieno della loro creatività, passati gli anni bui della guerra.

Con Alina, pittrice finlandese trasferitasi a Londra, siamo al giorno d’oggi in un clima più angosciante dettato da un parto piuttosto complicato e una situazione psicologica fragilissima. Sia Alina che Ted, il suo compagno, hanno problemi con la memoria: Alina non ricorda di aver partorito suo figlio, mentre a Ted la nuova condizione di padre fa sorgere dubbi sulla sua infanzia.

Sembrano due storie tra loro parallele, senza punti d’incontro ma pian piano le loro vite si intrecciano più di quanto si potesse credere in un crescendo di sorprese e riscoperte del passato. Una buona struttura narrativa, una buona trama – che è fondamentale – due donne incredibilmente ben tratteggiate e dai caratteri particolari fanno di questo libro un piccolo capolavoro da leggere tutto d’un fiato anche sotto l’ombrellone. Per alcune scene piuttosto intense e per la situazione di Alina subito dopo il parto non lo consiglio a chi aspetta un bambino. Ha messo angoscia a me, figuriamoci a loro!

Voto: ★★★★✰

♫♪ I’m waiting for the man – Velvet Underground

«Siamo stati fortunati, vero?» «In che senso?» Lexie notò che aveva le mani calde e umide. «A trovarci. C’è gente a cui non basta una vita per trovare quello che abbiamo io e te».

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Storia delle terre e dei luoghi leggendari – Umberto Eco

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Alzi la mano chi non si è mai interessato a miti leggendari come Atlantide o la ricerca del Sacro Graal. Secondo me tutti lo abbiamo fatto. Peccato che la nostra sia un’era in cui è estremamente facile abbindolare le gente con teorie che non stanno in piedi soltanto per fare audience; mi riferisco a programmi come Voyager e Mistero, tanto in voga negli ultimi anni ma fonte di una disinformazione a livelli plateali. Ho sempre pensato che, visto che l’argomento del paranormale attira tutti noi come api al miele, se ne parlasse una persona autorevole, o che almeno sappia di cosa sta parlando, sarebbe stata una conquista. E chi meglio del grande Umberto Eco? Un uomo che ha fatto della cultura lo scopo della sua vita e che qui decide di indagare scientificamente e logicamente sui alcuni temi caldi di cui si parla ancora al giorno d’oggi.

Il modo in cui lo ha fatto è poi uno spettacolo per la mente e per gli occhi. Dategli un’occhiata la prima volta che andate in libreria: innanzitutto vi colpirà per il peso, dovuto all’uso di una splendida carta patinata, subito dopo per le splendide immagini e quando lo avrete comprato e iniziato a leggere non vi staccherete più.

Eco lo ha suddiviso in tanti capitoli quanti sono i luoghi leggendari di cui vuole parlare: dai luoghi della Bibbia alla corte di re Artù, da misteriosi mondi sotterranei a Utopia, dai luoghi dell’Odissea all’Eldorado, dal paradiso terrestre alle teorie naziste e così via. Ogni capitolo inizia con una sorta di analisi formulata in modo semplice e scorrevole che si basa su ogni tipo di fonte utilizzata dall’autore: da autori classici a studiosi moderni. A fine capitolo un’antologia dei testi citati ci offre la possibilità di entrare davvero nel mondo delle fonti utilizzate da Eco attraverso poemi epici, diari, scritti personali, pubblicazioni e articoli.

La vera meraviglia però sono le immagini che ci accompagnano in questo viaggio: splendidi affreschi, pagine di volumi antichi, statue ormai dimenticate ma anche locandine di film e fotografie moderne. Una gioia per gli occhi. Per questo vi consiglio di procurarvi la versione cartacea che rende sicuramente mille volte di più rispetto all’e-book (se vi spaventa il prezzo cercatela in biblioteca!).

Non vorrei anticiparvi la chicca finale di questo splendido volume ma è così esaltante che non posso non accennarvi qualcosa: l’ultimo capitolo è dedicato ai luoghi dei nostri romanzi preferiti che, forse, nella nostra testa sono anche più reali di tanti altri luoghi leggendari.


Voto: ★★★★✰

♫♪ …And the Great Cold Death of the Earth – Agalloch

E spesso l’oggetto di un desiderio, quando il desiderio si fa speranza, diviene più reale della realtà stessa.

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