Le città invisibili – Italo Calvino

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Per tutta la lettura mi è parso di vivere sospesa tra le nuvole come in un sogno da cui non vorresti svegliarti mai, le città/capitoli si susseguono come fossero polaroid evanescenti capaci di emozionare come di sbiadire appena voltata la pagina. E’ un romanzo fatto di poesia – tanto che lo stesso Calvino suggerisce di leggerlo come fosse tale – trascendentale e allo stesso tempo piena di rimandi e facili assonanze con la società moderna.

Potrebbe essere facilmente paragonabile a una scultura contemporanea, capace di assumere più forme a seconda del punto di vista, ordinatamente caotica, senza inizio e senza fine, in continuo movimento.

La dimensione assolutamente onirica delle descrizioni delle diverse città immaginarie che il buon Marco Polo narra a Kublai Khan è sapientemente inframezzata dagli splendidi dialoghi tra i due personaggi (con cui anche il lettore più semplice si troverebbe a suo agio) un vero capolavoro di scrittura e di filosofia di vita. Il fatto che Venezia sia presente in tutte e in nessuna è un piccolo dono per chi la ama.

Un libro che lascia tanto al lettore, lo incanta, lo ghermisce. Da leggere!

Voto: ★★★★✰ e mezza!

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