Zoo – Isabella Santacroce

File.ashx


Isabella Santacroce o la si ama o la si odia. Possiamo inseririla in un iniziale trio composto da lei, Baricco e Brizzi: i cosiddetti cannibali di cui già ho parlato qui. Ovviamente tanto è cambiato da quella metà anni ’90 così rivoluzionaria in ambito letterario, e se lo stile di Baricco si è evoluto, quello della Santacroce è rimasto abbastanza lineare. Caratterizzato da periodi molto brevi a volte privi di verbo, linguaggio molto simile al parlato a tratti scurrile a tratti elevato, spesso i romanzi della Santacroce sono monologhi interiori di personaggi con problemi mentali o con difficoltà a relazionarsi con la realtà e il mondo esterno. I temi sono spesso l’adolescenza, il sesso, la droga, l’amore eterosessuale o omosessuale e in generale i sentimenti.

Ho letto recensioni pessime nei suoi confronti con critiche come “questa non sa scrivere”, “basta con tutto questo sesso”, “scrive di lesbiche solo perché va di moda” ecc. Premesso che a tratti mi divertono anche – la pagina di Nonciclopedia fa decisamente ridere definendola una delle piaghe che Dio ha inflitto all’umanità – trovo la maggior parte delle critiche assolutamente idiote. Si sa come scrive e di cosa scrive la Santacroce, se quei temi non ti piacciono o una scrittura creativa e diversa non fa per te evita semplicemente di comprarlo. Io per esempio evito di comprarmi i libri di Papa Francesco visto che so quale potrebbe essere la mia reazione leggendoli. Curioso comunque che chi si lamenta della presenza costante del sesso nei libri della Santacroce poi giudichi 50 sfumature di grigio un capolavoro.

Ad ogni modo, io la apprezzo anche se forse sono rimasta più attratta alle sue prime produzioni. Zoo per esempio non mi ha convinta del tutto. Come mi è successo in altre letture, apprezzo tantissimo la frase singola piuttosto che il romanzo nella sua interezza. La trama come sempre è molto forte e intensa, protagonista è qui una ragazza che si trova coinvolta in uno strano legame con i genitori, un percorso labirintico la trascinerà tra infanzia, adolescenza e età adulta in completa solitudine a covare un odio intenso nei confronti della madre. Epilogo ovviamente negativissimo conclude questo breve romanzo che indaga ancora una volta sentimenti forti come odio, invidia, passione, rabbia.


Voto: ★★★✰✰

♫♪ Flowers in fire – Cadaveria

E ancora la notte riempie le finestre con il colore della mia vita.

sulcomodino

Annunci

Una certa idea di mondo – Alessandro Baricco

cover

Mi è sempre piaciuta l’idea di uno scrittore che si mostrasse agli altri come lettore sincero. Mi piacciono anche quei bloggers che non “hanno paura” di parlare dei difetti dei libri letti oltre che dei loro pregi; ricordo che ad una conferenza sentii parlare una famosa blogger che ammise di riuscire a parlare solo dei libri che aveva apprezzato. Riuscire a parlarne senza annoiare è un po’ quello che tutti i bloggers si propongono di fare in questo proliferare di spazi web con discussioni e recensioni (io ancora non riesco ad annoverarmi tra questi sinceramente).

Il bello di un blog è proprio il fatto che i post sono centellinati in una lasso di tempo più o meno lungo e quindi puoi leggerti una recensione ogni due o tre giorni, ogni settimana o ogni mese. Ho sempre pensato quindi che una raccolta di recensioni su libri letti potesse risultare noiosa e alla lunga stancante. Per Baricco non è così: sarà che spazia in generi così diversi, sarà che vieni invogliato dal sapere quale libro sarà il successivo e se lo hai già letto oppure no, in ogni caso la lettura è piacevole. Baricco in poche pagine riesce a fare esempi calzanti e metafore azzeccate, paragoni con ogni sorta di libro pubblicato e, soprattutto, non si ferma agli aspetti positivi del libro in questione ma ne indica anche i difetti con ironia e senza remore. Credo che ogni bloggers dovrebbe leggerlo per avere un’idea di come parlare senza annoiare delle letture fatte.

Da leggere se volete avere qualche consiglio di lettura un po’ diverso (io personalmente su 50 libri ne ho letti solo 6!) o per deprimervi nel caso in cui anche voi aveste un blog di lettura. In ogni caso, sappiatelo: Baricco riesce ad invogliarvi a leggere qualsiasi cosa, io, notoriamente non credente, stavo quasi per convincermi a leggere un libro su Padre Pio (il potere dello scrivere bene!).

Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ Big gun – AC/DC

Mi ricordo che, arrivato all’ultima, chiusi il libro e me ne rimasi un po’ a rigirarmelo nelle mani, senza muovermi, rimanendo lì: nella privata e solitaria liturgia del leggere, quello è l’equivalente della standing ovation nei teatri.

sulcomodino