La scomparsa di Massimiliano Arlt – Primo Canu

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La Ellera Edizioni è una giovanissima casa editrice volta alla pubblicazione di libri digitali che ha trasportato su e-book alcune opere della Scapigliatura e che ora ha inaugurato una speciale collana dedicata ai nuovi talenti letterari italiani aiutandoli a venire alla luce e ad emergere dall’oceano immenso di produzioni letterarie. Una ventata di freschezza da ammirare per il coraggio di lanciarsi solo sul digitale e la volontà di dare spazio ai giovani. Questo di cui parlo oggi è proprio il primo romanzo della collana chiamata “Letteratura Italiana Sommersa”, si intitola La scomparsa di Massimiliano Arlt  l’autore è l’esordiente Primo Canu e qui troverete una sua bella intervista.


Massimiliano Arlt ti entra dentro. Sarà perché potrebbe essere davvero uno di noi ventenni, uno che avrebbe potuto diventare il classico odioso figlio di papà ricco e snob ma che invece è un ragazzo intelligente interessato più a filosofi e opere letterarie di spessore piuttosto che  alle teorie politiche di suo padre; sarà che potrebbe essere uno di noi decidendo di accontentare i genitori e iscriversi ad Economia ma coltivando sempre la sua passione per le materie umanistiche; sarà perché si innamora senza remore della bella e soprattutto sveglia Linda tanto da seguire le sue stesse lezioni per conquistarla; sarà perché quando il loro amore sboccia ti si rizzano i peli delle braccia e ti sembra di essere lì a viverlo con loro. Max è puro e genuino, un prodotto nato dal benessere degli anni in cui la DC aveva tutto, senza rendersi conto che forse era lo stesso di non avere nulla in quegli anni di infiltrazioni mafiose e corruzione. E questa è la storia del suo rapporto col padre che da un’adorazione infantile si tramuta in scatti di odio improvvisi, e di quello con la madre, un’eterna bambina viziata che nasconde una incredibile debolezza interiore; ma soprattutto del rapporto che Max ha con se stesso. Max sbaglia e fa scelte che alcuni potrebbero non capire, ma sono scelte vere e di questi tempi trovare la sincerità e la semplicità in un personaggio non è così banale.

La struttura narrativa spezza in due sezioni nette il romanzo: nella prima viene narrata la storia di Max dalla nascita fino ai vent’anni circa, tra i capitoli che narrano gli eventi di una vita spiccano quelli di un Max già maturo che parlando con il suo psicologo ricorda alcuni momenti vissuti col padre, positivi e negativi, ripercorrendo la sua infanzia; nella seconda – costituita dalla seconda e terza parte – si narra di come la sua vita proceda in seguito alla morte del padre, con cambiamenti evidenti e un nuovo personaggio misterioso che entra a far parte dell’esistenza sconvolta di Max rendendo le atmosfere più cupe e ansiose e avvicinandolo al thriller. Le due sezioni si contraddistinguono anche da un diverso stile utilizzato: nella prima, e in particolare nei primissimi capitoli, prevale l’uso di periodi brevissimi e una punteggiatura che si focalizza quasi del tutto sull’uso del punto; mano a mano che si prosegue nella lettura è come se il linguaggio si evolvesse a pari passo con l’evolversi della trama e le descrizioni si fanno più precise e complesse sfiorando quasi la poesia.

«Lo vedo al tavolo della veranda attraverso il vetro della finestra. È all’ombra, ma il giardino è martellato dalla luce gialla che viene giù a picco e scalda tutti i verdi. Per cui anche nel blu dell’ombra c’è una velatura dorata. È per via dell’aria che è piena di luce. […]

Il senso su cui Canu si focalizza è la vista: il tema del colore è ripreso in più parti del romanzo. Che sia la luce che filtra dalle persiane in un pomeriggio d’estate o il bagliore metallico di un fulmine durante un temporale, il senso della vista acutizza ogni aspetto della trama rendendoci partecipi e complici di ogni ricordo presente nella mente di Max. L’aspetto cromatico è un perfetto mezzo per tornare indietro al passato, per riaprire le vie occluse del nostro cervello ai ricordi, belli e dolorosi che siano.

Il finale aperto come aperto è il futuro di ogni ventenne lascia comunque soddisfatto il lettore che quelle 164 pagine se l’è davvero divorate con gli occhi, letteralmente!


Voto: ★★★★✰

♫♪ Starless – Verdena

Ricordare- nell’etimo – significa rimettere nel cuore. Rimettere nel cuore significa rivivere. Il punto è che la cosa ricordata ha un effetto sul cuore nel presente. Non come fosse reale, ma quasi. Il pensiero propriamente detto nasce nell’uomo con l’abitudine a maneggiare gli oggetti della memoria. Il primo uomo che ha ricordato ha rivisto il non più visibile, e rivedendolo lo ha rivissuto. Se lo è ritrovato davanti per la prima volta. Il passato si ripresentava in lui spontaneamente. E se n’è presto scoperto padrone.

sulcomodino

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Due romanzi per prepararci all’estate

Visto che qui al nord fino a ieri diluviava e a guardare fuori sembrava di essere a Novembre, con incredibile puntualità io decido di scrivere di due romanzi che in qualche modo credo siano piacevoli da leggere in estate e spunta il sole, sarà un segno del destino? Se devo essere sincera avevo già fatto un post simile quasi subito dopo la nascita di questo blog (qui!), ma in questo caso si tratta di due letture fatte ultimamente che mi ispirano moltissimo estate.


la sottile linea scura

Nel primo caso si tratta di un romanzo molto leggero che si legge tutto d’un fiato: La sottile linea scura di Joe R. Lansdale. È il classico romanzo di formazione narrato da un anziano che ricorda gli avvenimenti di quando era un ragazzino nell’estate 1958 in una cittadina del Texas. Tutto inizia con un cofanetto trovato sepolto nei pressi del drive-in che i suoi hanno acquistato (e già la parola drive-in dovrebbe convincervi!) all’interno del quale si trovano diverse lettere d’amore. Inutile dirvi che succederà davvero di tutto; il mistero si infittisce sempre più in ogni avventura del giovane Stanley tra le perplessità che nutre il ragazzo nei confronti del razzismo pervasivo dell’epoca, la grandissima Rose Mae un donnone che si occupa pigramente di fare le pulizie ma risulta una cuoca sublime, un cagnolino coraggioso e Buster un ex poliziotto che aiuterà il nostro piccoletto a indagare sul caso. Fino all’ultimo si sta col fiato sospeso e risulta sempre piacevole leggere gli Stati Uniti degli anni ’50 tra rock’n’roll, fast food e cinema americano. Stile semplice e ironia invogliano a proseguire la lettura che, a mio parere, sarebbe perfetta anche sotto l’ombrellone. Temi principali sono il rapporto con la famiglia, la lotta contro il razzismo, l’atmosfera americana così piacevole per i bianchi meno per i neri, l’entrata a pieno titolo nell’adolescenza e la relativa maturità.

Voto: ★★★✰✰ e mezzo

♫♪ Hound Dog – Elvis Presley

Nell’invecchiare – e, in realtà, non è che sia poi così vecchio: neanche arrivo ai sessanta – scopro che per me il passato ha più importanza del presente. Non sarà un bene, però è la verità. All’epoca, tutto era ben più intenso. Il sole era più caldo. Il vento più fresco. I cani più svegli.


Il_ragazzo_Selvatico

Il secondo romanzo è decisamente più corto ma di un genere totalmente diverso, Il ragazzo selvatico di Paolo Cognetti. È un saggio introspettivo e riflessivo sulla montagna che per me profuma d’estate – anche se è narrato dalla fine dell’inverno fino a metà autunno – perché per me l’estate è da sempre costellata dalle passeggiate in montagna fatte con mio papà. Di Cognetti ovviamente ho adorato Sofia si veste sempre di nero (che è entrato nella mia top 23) e ho avuto il piacere di sentirlo parlare alla scorsa edizione de La grande invasione – Festival di lettura di Ivrea (tra pochi giorni si replica e io sarò in prima linea!). Riesco comunque a capire la necessità di prendersi una pausa da tutto e immergersi nella natura, nella solitudine della montagna, nel contatto con la fauna selvatica dei nostri monti. E sarà che parla di posti che per me sono dietro casa, sarà che scrive così bene, io mi ci sono immedesimata del tutto e ho centellinato le pagine per godermele. Peccato sia così breve, ho pensato! Ma forse se fosse stato più lungo non sarebbe risultato così intenso. Non preoccupatevi, è un libro semplice che adorerete se amate le passeggiate in montagna. Cliccando qui troverete le splendide parole che usa Cognetti nel suo blog per descrivere il suo ultimo romanzo. Peraltro oltre ad avere una bellissima copertina contiene delle splendide citazioni e dei riferimenti a diverse letture sulla montagna.

Voto: ★★★★✰

♫♪ Long Nights – Eddie Vedder

[…] avevo così tanti me tra i piedi che a volte la sera uscivo, e andavo a fare un giro nel bosco per stare un po’ da solo.

Zoo – Isabella Santacroce

File.ashx


Isabella Santacroce o la si ama o la si odia. Possiamo inseririla in un iniziale trio composto da lei, Baricco e Brizzi: i cosiddetti cannibali di cui già ho parlato qui. Ovviamente tanto è cambiato da quella metà anni ’90 così rivoluzionaria in ambito letterario, e se lo stile di Baricco si è evoluto, quello della Santacroce è rimasto abbastanza lineare. Caratterizzato da periodi molto brevi a volte privi di verbo, linguaggio molto simile al parlato a tratti scurrile a tratti elevato, spesso i romanzi della Santacroce sono monologhi interiori di personaggi con problemi mentali o con difficoltà a relazionarsi con la realtà e il mondo esterno. I temi sono spesso l’adolescenza, il sesso, la droga, l’amore eterosessuale o omosessuale e in generale i sentimenti.

Ho letto recensioni pessime nei suoi confronti con critiche come “questa non sa scrivere”, “basta con tutto questo sesso”, “scrive di lesbiche solo perché va di moda” ecc. Premesso che a tratti mi divertono anche – la pagina di Nonciclopedia fa decisamente ridere definendola una delle piaghe che Dio ha inflitto all’umanità – trovo la maggior parte delle critiche assolutamente idiote. Si sa come scrive e di cosa scrive la Santacroce, se quei temi non ti piacciono o una scrittura creativa e diversa non fa per te evita semplicemente di comprarlo. Io per esempio evito di comprarmi i libri di Papa Francesco visto che so quale potrebbe essere la mia reazione leggendoli. Curioso comunque che chi si lamenta della presenza costante del sesso nei libri della Santacroce poi giudichi 50 sfumature di grigio un capolavoro.

Ad ogni modo, io la apprezzo anche se forse sono rimasta più attratta alle sue prime produzioni. Zoo per esempio non mi ha convinta del tutto. Come mi è successo in altre letture, apprezzo tantissimo la frase singola piuttosto che il romanzo nella sua interezza. La trama come sempre è molto forte e intensa, protagonista è qui una ragazza che si trova coinvolta in uno strano legame con i genitori, un percorso labirintico la trascinerà tra infanzia, adolescenza e età adulta in completa solitudine a covare un odio intenso nei confronti della madre. Epilogo ovviamente negativissimo conclude questo breve romanzo che indaga ancora una volta sentimenti forti come odio, invidia, passione, rabbia.


Voto: ★★★✰✰

♫♪ Flowers in fire – Cadaveria

E ancora la notte riempie le finestre con il colore della mia vita.

sulcomodino

Cielo di sabbia – Joe R. Lansdale

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A metà tra un romanzo d’avventura e uno di formazione, si snoda tra adolescenti e gangster pentiti, in pensione o semplicemente malvagi inside. Incredibili tempeste di sabbia sommergono tutto in un tempo indefinito tra Oklahoma e Texas, la morte è ormai normalità, come lo è saltare sul primo treno in corsa e iniziare l’avventura verso terre più verdi, verso la maturità, verso l’ignoto alla ricerca di un po’ di libertà.

Un romanzo avvincente e simpatico da leggere spensieratamente nelle ultime notti d’estate.

Voto: ★★★✰✰

♫♪ The wind cries mary – Jimi Hendrix

E io non ho bisogno di farmi schiacciare dagli obblighi. Ho solo bisogno di poter scegliere tra qualcosa che non sia già stato deciso per conto mio. Ho bisogno di andare a vedere se il mondo è piatto, rotondo o triangolare. Ho bisogno di sentire che ho visto e fatto qualcosa di diverso da quel che hanno visto e fatto tutti gli altri.