Un anno al Museo – Museo diffuso della Resistenza

Oggi in occasione del 25 aprile, anniversario della Liberazione, voglio consigliarvi uno dei musei che più mi hanno emozionata di sempre: il Museo Diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, Diritti e della Libertà di Torino.

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Il museo è interamente costituito da video e registrazioni audio, si tratta quindi di un museo interattivo fondato sulla memoria delle persone e dei diretti protagonisti di quel momento della storia italiana. La storia parla attraverso le loro voci, i loro visi segnati dal tempo e dai ricordi, ancora pungenti e dolorosi come spine conficcate nella pelle. Credo sia il modo migliore per trasmettere le sensazioni e vivere quel pezzo di storia così amaro per il nostro Paese.

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Oltre alle testimonianze più svariate vi è la possibilità di scendere in uno dei tanti rifugi antiaereo presenti a Torino, qui il rumore agghiacciante delle bombe e l’atmosfera claustrofobica ci fanno rivivere quella sensazione di attesa che moltissime persone hanno provato nascoste nelle cantine e nei rifugi antiaerei, tutti insieme condividendo paure e timori. Questo è quello che più mi ha emozionata: scendere nel rifugio antiaereo, chiudere gli occhi e sentire solo il rumore delle bombe e le vibrazioni delle pareti, una lezione che mi ha insegnato più di qualsiasi libro di storia. E il sentire le voci dei testimoni di quegli orrori nelle orecchie è quanto di più reale si possa avere 70 anni dopo quegli eventi. Sono i nonni che non ho avuto, a cui non ho potuto chiedere com’era vivere con la paura e mangiare con le tessere annonarie, sono loro a cui oggi dobbiamo pensare, sono il monito per non dover rivivere più certi avvenimenti.

Vi lascio col caloroso consiglio di visitare questo museo e con qualche testimonianza che ho tratto dalle numerosissime registrazioni presenti. Buon 25 aprile!

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E alla fine dei bombardamenti, quando ancora era buio, mia madre mi portò sul tetto del palazzo a guardare la città in fiamme. La statua di Vittorio Emanuele sembrava camminare su un mare di fuoco.

La cosa che più mi è rimasta impressa era camminare tra le macerie, calpestare i vetri per terra.

La prima cosa che si faceva usciti dai rifugi non era tornare a dormire, era mangiare. Le persone mangiavano quel che potevano, io anche avevo sempre una fame pazzesca e non era solo l’età, era una conquista della vita sulla morte, un modo di convincerci che eravamo ancora vivi.

Capivamo che c’era qualcosa che non andava. Si fermò un treno merci pieno di persone che chiedevano dell’acqua. Un soldato riempì una bottiglia e la porse nella fessura, a quel punto un tedesco fece cadere la bottiglia in terra che si frantumò. Credetemi se vi dico che ancora oggi sento il rumore di quei vetri rotti per terra.

Un anno al Museo – MAO Museo d’Arte Orientale

L'ingresso al Mao con splendidi giardini giapponesi

L’ingresso al Mao con splendidi giardini giapponesi

Primo museo dell’anno: il MAO Museo d’Arte Orientale. Il MAO di Torino è un museo relativamente giovane di Torino, un gioiellino incastonato nel bellissimo Palazzo Mazzonis, che fa scoprire un pezzettino di Oriente anche a noi piemontesi. Forse non ha davvero nulla a che vedere con i musei d’arte orientale stranieri che ho visitato (la sezione orientale del Victoria&Albert Museum a Londra e il rilassante Guimet a Parigi) ma il fatto che sia così raccolto e ben studiato lo rende davvero piacevole. Il museo è strutturato su più livelli e diviso in 5 macro aree geografiche: Asia Meridionale, Cina, Giappone, Regione Himalayana, Paesi Islamici.

L'Onda di Hokusai

L’Onda di Hokusai

La cura nel dettaglio è stata una delle cose che più ho amato in questo museo. Ogni pezzo, dalla statua buddhista alla scodella in ceramica ha un posto ben preciso all’interno della collezione e grazie ad un’ottima illuminazione gode di tutta l’attenzione necessaria. Ho amato i paraventi giapponesi così come le splendide piastrelle invetriate e le ciotole che, suddivise cromaticamente, sono un piacere per gli occhi. Le luci soffuse e il legno come predominanza creano un ambiente rilassato che ci consente in tutta tranquillità di passare un’oretta tra questi capolavori orientali.

Le piastrelle invetriate dei Paesi Islamici

Le piastrelle invetriate dei Paesi Islamici

Fatevi un giretto virtuale sull’Art Project di Google per vedere alcune delle splendide opere in mostra.

Io ho poi avuto l’opportunità di visitare due mostre temporanee: quella sui cavalli celesti e la bellissima mostra fotografica Marco Polo. La Via della Seta nelle fotografie di Michael Yamashita un fotografo di National Geographic che, copia del Milione in mano, ha ripercorso il viaggio di Marco Polo in Oriente. I colori e il cambiamento dei paesaggi incontrati sorprendono e rilassano, e mai come questa volta ho apprezzato i brevi resoconti delle foto, a tratti davvero divertenti.

Consiglio davvero a tutti i torinesi di farci un salto, la mostra su Marco Polo sarà visitabile solo fino al 15 aprile.

Un anno al Museo e l’Art Project di Google

Quest’anno ho voluto iniziarlo dandomi come obbiettivo leggere di più e informarmi di più sugli eventi che accadono e sono accaduti ma soprattutto visitare quei luoghi che ho vicini e che, per pigrizia piuttosto che per mancanza di tempo, non sono mai riuscita a scovare. In questo caso parlo dei musei. L’immenso patrimonio culturale del nostro Paese ha fatto sì che sorgessero nuovi musei praticamente ovunque e io adoro entrarci. Lo adoro perché ci insegnano nel modo più bello ed efficace possibile, ovvero attraverso tutti i nostri sensi. Apprendere è più bello quando il quadro che ci ha colpito di più nella sala non era neanche segnalato sul libro di storia dell’arte del liceo, oppure, cosa c’è di meglio di sentire con le nostre orecchie la voce originale di quell’autore che tanto amiamo?

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A differenza di molti Paesi stranieri in cui l’ingresso ai musei è a offerta libera, l’Italia purtroppo si trova costretta ad adottare una politica di pagamento a causa dello scarso finanziamento da parte dello Stato. I prezzi sono purtroppo spesso proibitivi per noi giovani, soprattutto se ancora studenti, o disoccupati. Per fortuna ultimamente il MiBAC ha promosso alcune iniziative che possono dar nuova vita ai musei: non parlo solo di nuovi allestimenti più moderni e mostre di spicco internazionale ma anche di iniziative che promuovono la visita come l’entrata gratis la prima domenica di ogni mese. Io ho deciso di fare l’abbonamento ai Musei di Torino e del Piemonte; avendo meno di 26 anni ho speso 32€ e ho l’accesso libero a tantissimi musei del capoluogo piemontese e della regione.

Spero di riuscire a visitarli quasi tutti in questi 365 giorni, quindi sappiate che per un po’ su questo frivolo blog di letture si darà spazio anche a qualcosa di più! Perché non ci fate un pensierino anche voi e andate a informarvi sugli abbonamenti della vostra città?

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E se proprio non riuscite a prendervi qualche ora a settimana per dedicarla ad un museo, sappiate che Google vi permette di visitarli comodamente seduti davanti al vostro computer! Google collabora infatti con centinaia di musei, istituzioni culturali e archivi per rendere pubblico l’immenso patrimonio artistico del mondo. L’art Project di Google vi mette a disposizione 40.000 immagini di cui moltissime in gigapixel con la possibilità di apprezzare in alta definizione la singola pennellata del quadro o la levigatezza del marmo ma potete anche visitare l’interno dei palazzi in un tour virtuale. Di ogni opera una breve ma accurata descrizione e tutte le informazioni descrittive saranno utili al curioso come allo studioso. Troverete musei famosi in tutto il mondo o piccole realtà locali con l’incredibile possibilità di salvarvi la vostra galleria di opere d’arte prendendo un tema in particolare da sviluppare e condividere sui social network. Attenzione però, crea dipendenza!!!