Pomeriggi del tutto differenti

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Regali bellissimi che ti migliorano il pomeriggio e ti aiutano a conoscere meglio uno dei gruppi che più hanno influenzato la tua vita: i Verdena.

“Essere comprensibili non è mai stato una prerogativa dei Verdena, anzi: a loro interessa di più confondere i sensi e andare in mille direzioni contemporaneamente, pur dando l’idea di non essersi mai mossi.”

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Beautiful Losers – Leonard Cohen

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Che rock e letteratura sia un connubio perfetto lo si sa da decenni, io personalmente ne ho preso atto con i riferimenti letterari dei Metallica (da Coleridge a Lovecraft passando per Dalton Trumbo). Così quando ho scoperto che il cantautore folk Leonard Cohen ha scritto diverse opere prima di iniziare la sua carriera musicale ho deciso di lanciarmi su Beautiful Losers edito Minimum Fax.

La trama scorre parallela tra l’esistenza del protagonista, antropologo ormai anziano che riflette sui ricordi della sua vita passata, della moglie Edith e dell’amico F. le cui vite si intrecciano in un morboso triangolo amoroso e la storia della prima nativa americana ad essere proclamata santa: Kateri Tekakwitha.

Lo stile è febbrile quando narra delle vicende del protagonista, più lineare nel ripercorrere la storia della santa, ma sempre con un fondo psichedelico che lo ricollega automaticamente agli scritti della beat generation, da Ginsberg a Burroughs. Qui troverete un po’ di tutto: riferimenti autobiografici di Cohen, rapporti omo ed eterosessuali, malattie mentali, suicidi ma anche molta storia e ossessione religiosa. Io ho amato moltissimo questo romanzo per la sua trascendenza e perché il protagonista nella sua vecchiaia mi ha ricordato il Prufrock di T. S. Eliot. Leggetelo se amate il rock cadenzato di Cohen e avrete una fonte di citazioni pressoché illimitata.


Voto: ★★★★✰ e mezza!

♫♪ Dance me to the end of love – Leonard Cohen

Il nostro amore non morirà mai, questo te lo prometto, io, che lancio questa lettera come un aquilone fra i venti del tuo desiderio. Siamo nati insieme e nei nostri baci confessavamo il desiderio di rinascere. Siamo stati abbracciati l’uno all’altro, ciascuno maestro dell’altro. Abbiamo cercato la tonalità particolare di ogni singola notte. Abbiamo provato a eliminare il rumore di fondo, soffrendo per il sospetto che il rumore di fondo facesse parte della tonalità stessa.

Shotgun Lovesongs – Nickolas Butler

Shotgun-Lovesongs-di-Nickolas-Butler-646x1024Con un titolo e una copertina così già sapevo che sarebbe stato un libro da apprezzare. E infatti lo è. Anzi, è molto di più. In questo romanzo c’è l’America in ogni suo pregio e difetto, ma c’è anche un insieme di sentimenti travolgenti che ti conquistano, ti sviscerano con la loro forza interiore e narrano della vita, quella vera, vissuta da ognuno di noi.

Tra le pagine viviamo le notti estive del Wisconsin, l’odore del grano nei fienili, le strade americane interminabili e tramonti mozzafiato che producono musica; poi gli inverni con le tempeste di neve, il freddo che entra nelle ossa e non ti abbandona più. Ma conosciamo anche il rock, quello che “basta una chitarra e un cielo stellato e qualcosa verrà fuori”, e l’amicizia, quella vera, che supera ogni ostacolo ed è viva, costante, profonda.

La trama è semplice: un gruppo di amici, che hanno in comune l’essere cresciuti in una cittadina della campagna, si ritrovano di nuovo insieme per il matrimonio di uno di loro tra segreti repressi e nostalgiche riflessioni sul passato. Ma qualcosa ha fatto scattare l’emozione dentro di me, tanto che non riuscivo ad andare avanti con la lettura per la paura che finisse troppo presto.

Il romanzo mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, ma ho amato ogni singolo personaggio anche il più secondario. [***SPOILER*** Tratteggiati benissimo i genitori anziani del ragazzo morto in Afghanistan quando invitano a pranzo Kip, da lacrime agli occhi. ***FINE SPOILER***].

Ogni capitolo è narrato dal punto di vista di un personaggio. Tutti diversi tra loro: Lee la rockstar che ha conquistato la fama ma con un amore insoluto che ancora brucia alle spalle, Henry il contadino legato alla terra e a sua moglie Beth, Kip il primo ad aver successo nella metropoli che decide di rischiare tutto e tornare indietro, Ronny la star dei rodeo con un debole per l’alcol; come sono diversi i loro matrimoni e le loro scelte di vite.

Questo romanzo è come un tramonto, ogni personaggio una sfumatura di colore dal giallo al viola più scuro stagliato sul cielo stellato della vita. Niente di più bello da leggere per me.


Voto: ★★★★★

♫♪ Bruce Springsteen – The River

Qui riesco a sentire le cose, il mondo pulsa in maniera diversa, il silenzio vibra come una corda pizzicata milioni di anni fa; c’è musica tra i pioppi tremuli e gli abeti e le querce e persino tra i campi di mais essicato. Come fai a spiegarlo a qualcuno? Come fai a spiegarlo a qualcuno che ami? Cosa succede, se poi non capisce?

I tessitori di sogni – Patti Smith

postmercoledi

Piove. E se hai un’ora di tempo puoi metterti sotto al piumone e leggere qualcosa che ti lascerà una bellissima sensazione di appagamento. È un libriccino piccolo ma denso e impregnato di vita scritto da una delle donne che stimo di più al mondo: Patti Smith. Chi di noi non sogna di avere anche solo un decimo delle sue capacità artistiche, del suo stile e della forza di questa donna?

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 Il libro si chiama I tessitori di sogni, un titolo già bellissimo di per sè; io lo vedo come un piccolo diario, un quadernetto a quadretti di quelli in cui scrivi quello che ti passa per la testa appiccicandoci con la colla alcune istantanee. Nella realtà non si tratta di questo ma mi piace pensare che Patti abbia voluto darci un po’ di lei, un po’ dei suoi ricordi, delle sue felicità ma anche dei suoi dolori come si fa quando si scrivono le proprie memorie. Qui si raccontano attimi di vita, lacrime prosciugatesi anni addietro ma ancora lì pronte a tornare. Sensazioni particolari che pensi di aver provato solo tu nella vita e che non riusciresti a spiegare a nessuno. Beh Patti ci riesce eccome. E, a parer mio, è sempre la migliore.

Non saprei descrivervi in altro modo queste splendide 100 pagine: poesia, letteratura alla stato puro, musica e fotografia sono un armonico tutt’uno. Da tenere sempre a portata di mano sul proprio comodino!


★★★★★

♫♪ Dream of Life – Patti Smith

Con le braccia tese
con gli occhi strizzati
un vivo disgusto
sparge tutt’attorno
cuori in subbuglio
germogli di malinconia
che si rivoltano
dalle viscere

Quanto è vasto il mondo. Quanto è alto. E i modi della mente: attaccata, fugge e si disperde come semi e lanugine. Perché così è il dente di leone. Si spoglia ed esplode in desideri.

Un desiderio di una certa cosa
o solo il desiderio di sapere.

Just Kids – Patti Smith

Eccomi qui, reduce da intere giornate di emicrania che hanno notevolmente rallentato i miei ritmi di lettura, ad inaugurare una nuova categoria a me particolarmente cara: Musical_mente. Come già sapete ho una grande passione per la musica che spesso mi porta a leggere biografie, autobiografie, traduzione di testi e commenti alle canzoni di band e cantanti famosi. Non nascondo di privilegiare il genere rock in tutte le sue sfumature, ma ammetto di aver letto anche di Maria Callas e Edith Piaf.

Oggi mi dedico ad un pilastro del rock femminile: Patti Smith. Con le lacrime agli occhi ho appena concluso il suo Just Kids, un’autobiografia incentrata essenzialmente sul rapporto con Robert Mapplethorpe, artista con cui convisse negli anni della giovinezza.

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È un’autobiografia perfetta in quanto non sfocia mai nel compiacersi o autoesaltarsi, anzi! Patti sembra narrare quello che sta vedendo attraverso un ritorno mentale al passato come se lo stesse raccontando ai suoi figli e, con un’umiltà ammirevole,  senza dare troppo spazio alla sua carriera incredibile. Questa, viene quasi lasciata da parte, appena accennata giusto il necessario per poter far comprendere quel certo periodo della sua vita. Il maggior numero di pagine si concentra sugli anni di convivenza con Robert (1967 – 1972) con cui inizialmente ci fu un rapporto intimo come amanti, in seguito di grandissima amicizia e profondo affetto. Entrambi spiantati e senza soldi, quando si conoscono sono anni difficili in cui si patisce la fame, si cerca perennemente un lavoro saltuario e si vive dove capita. Nonostante questo, vivono felici, senza complicazioni, uniti dalla grande passione per l’arte: Patti determinata a diventare poetessa, Robert a diventare un garnde artista ed entrare nella factory di Warhol. [In un modo o nell’altro ce la faranno entrambi, spinti dalla forte determinazione, a diventare una la poetessa del rock, l’altro un artista tra i più discussi e provocatori.]

Sono anni di grande fermento musicale e artistico, anni in cui facendo un salto al Chelsea Hotel si incontravano persone del calibro di Bob Dylan, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Allen Ginsberg, Salvador Dalì, William Burroughs, Gregory Corso che insieme a Andy Warhol, Jim Morrison e tanti altri fanno da sfondo alle vite di Patti e Robert. I due non possono essere più diversi: Patti è una ragazza a cui droghe e party interessano poco, timida, a tratti malinconica, Robert è estroverso, fa uso di alcol e droghe e si scoprirà omosessuale (anche se aveva già avuto precedenti rapporti con uomini) innamorandosi di Sam Wagstaff, suo mecenate. Eppure i due sono intrecciati l’uno nella vita dell’altra, in un rapporto affettivo che supera ogni barriera. Proprio il loro legame produrrà splendidi prodotti artistici come le tante fotografie di Robert che ritraggono Patti e le poesie e canzoni di Patti che si riferiscono a Robert.

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Con una scrittura lieve ma avvincente, ricca di aneddoti interessanti e riferimenti al mondo dell’epoca, Patti Smith riesce a catturare l’attenzione del lettore che, spinto dalla sua umiltà e dal grande amore che traspare tra le righe, cerca di immaginarsi un finale diverso da quello che tutti sanno. Una storia d’amore ma soprattutto di vita vissuta al massimo che insegna tanto e lascia splendide immagini nella mente, come il saper apprezzare il poco che si ha, l’amare senza pregiudizi e dedicarsi a ciò che piace con tutti se stessi.

Voto: ★★★★★
♫♪ Memorial song – Patti Smith

Certi giorni, grigi giorni di pioggia, le strade di Brooklyn meritano una fotografia, ogni finestra è l’obiettivo di una Leica, la veduta immobile e granulosa. Radunavamo le nostre matite colorate e disegnavamo come ossessi, figli ferali della notte finché, esausti, non ci lasciavamo crollare a letto. Giacevamo l’uno nelle braccia dell’altra, ancora impacciati ma felici, a scambiarci baci mozzafiato durante il sonno.

«Nessuno vede come noi, Patti» mi ripeté. Quando mi diceva quel genere di cose, nel magico spazio di un istante era come se fossimo le uniche due persone al mondo.