Artorius – Pierluigi Curcio

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La leggenda di Re Artù è uno dei temi più trattati nell’ambito letterario e cinematografico, io personalmente non mi annoio mai di fronte a queste splendide storie di cavalieri, religioni pagane e amori impossibili e così ho letto con piacere la versione decisamente non convenzionale di Pierluigi Curcio: Artorius. Come già dice il titolo questa versione della saga di Artù è decisamente legata alla storia romana, non aspettatevi quindi la solita trama letta e riletta.

Siamo nel II secolo d.C. vicino a Napoli quando viene alla luce il protagonista di questo romanzo, Lucio Artorio Casto. Secondogenito e causa della morte della madre, Artorius sarà destinato ad arruolarsi nelle legioni di Roma e a combattere per la sua Patria nei più accesi focolai dell’Impero: dalla Siria alla Pannonia per giungere alla Britannia dove il sogno di riunificare quei popoli così bellicosi lo porterà a sconvolgere la propria vita. Ovviamente ci sarà Merlino, ci sarà Uther Pendragon e la sua unica figlia, primo vero amore di Artorius. Ma molto cambia rispetto alla leggenda “originale” facendo compiere al lettore uno splendido viaggio alla scoperta delle tradizioni romane, ripassando un po’ di storia ma soprattutto appassionandosi a questi personaggi unici, studiati nei minimi dettagli e collocati in un contesto storico riprodotto al meglio. Artorius è un romanzo storico di grande livello che ha però la capacità di adattarsi anche a un pubblico neofita del genere grazie alle numerose note e illustrazioni. Intrighi, inganni e tradimenti ci faranno conoscere un Artù diverso da ogni precedente, enigmatico e appassionante in un crescendo di avvenimenti che culminano nell’intensissimo finale.

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E se un solo romanzo non vi basta, sappiate che Pierluigi Curcio ha scritto anche due seguiti che possono comunque essere letti indipendentemente dal precedente: Vendetta e La stirpe dei re entrambi romanzi crudi e reali, dove la morte e la sofferenza la fanno da padrona lasciando però aperto uno spiraglio per risollevarsi.

Potete acquistare qui i tre romanzi.


Voto: ★★★★✰

♫♪  The Moon and the Nightspirit – Holdrejtek

La verità gli si presentò davanti crudele e lucida. Non si odia chi non si ama.

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Giornata della Memoria: la “Dora Bruder” di Patrick Modiano

27 gennaio, Giornata della Memoria, oggi non voglio soffermarmi su commemorazioni o analisi storiche, credo che lo si faccia già abbastanza in ogni angolo del web per cui vi consiglio solamente una lettura in tema. L’autore è il premio Nobel per la Letteratura del 2014: Patrick Modiano; il libro si intitola Dora Bruder. Ora, voi vi chiederete, “chi è Dora Bruder?” ed è quello che si è chiesto anche Modiano nelle pagine di questo suo piccolo libro.

LIBRO DEL GIORNO

Nel 1988 l’autore viene a conoscenza di questa ragazza leggendo banalmente un annuncio su un vecchio quotidiano datato 31 dicembre 1941:

PARIGI Cercasi ragazza, Dora Bruder, 15 anni, m. 1,55, viso ovale, occhi grigio-marrone, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu, scarpe sportive marrone. Rivolgersi ai sigg.ri Bruder, 41 boulevard Ornano, Parigi.

È questa la scintilla che fa scoppiare in Modiano la voglia di ricostruire la storia di questa ragazza, cercare di seguirla per le strade di Parigi, di capire a cosa stava pensando in quel preciso momento della sua vita. Modiano compie quindi una vera e propria indagine sulla vita di questa ragazza: scopre così che proviene da una famiglia ebrea clandestina e va a ricercare i luoghi in cui la ragazza è vissuta o in cui è passata arrivando addirittura a riuscire a dare un volto alla ragazza con il ritrovamento di alcune foto in bianco e nero. Ovviamente il tempo scorre e come un torrente montano leviga tutto ciò che incontra disperdendo dietro di sè tanti tasselli del passato. Si scoprirà che tutta la famiglia Bruder è stata deportata in un crescendo di informazioni e passione nella ricerca.

Modiano riesce a farci capire quanto sia importante la storia, la ricerca e la memoria, ma anche come sia imprescindibile non arrendersi mai anche se stiamo compiendo qualcosa che sfiora l’impossibile. L’autore sarà così ossessionato dalla vicenda che baserà uno dei suoi romanzi proprio sulla figura di questa quindicenne vittima di quella follia nazista che, per fortuna, ogni anno impariamo a non dimenticare.

Storia delle terre e dei luoghi leggendari – Umberto Eco

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Alzi la mano chi non si è mai interessato a miti leggendari come Atlantide o la ricerca del Sacro Graal. Secondo me tutti lo abbiamo fatto. Peccato che la nostra sia un’era in cui è estremamente facile abbindolare le gente con teorie che non stanno in piedi soltanto per fare audience; mi riferisco a programmi come Voyager e Mistero, tanto in voga negli ultimi anni ma fonte di una disinformazione a livelli plateali. Ho sempre pensato che, visto che l’argomento del paranormale attira tutti noi come api al miele, se ne parlasse una persona autorevole, o che almeno sappia di cosa sta parlando, sarebbe stata una conquista. E chi meglio del grande Umberto Eco? Un uomo che ha fatto della cultura lo scopo della sua vita e che qui decide di indagare scientificamente e logicamente sui alcuni temi caldi di cui si parla ancora al giorno d’oggi.

Il modo in cui lo ha fatto è poi uno spettacolo per la mente e per gli occhi. Dategli un’occhiata la prima volta che andate in libreria: innanzitutto vi colpirà per il peso, dovuto all’uso di una splendida carta patinata, subito dopo per le splendide immagini e quando lo avrete comprato e iniziato a leggere non vi staccherete più.

Eco lo ha suddiviso in tanti capitoli quanti sono i luoghi leggendari di cui vuole parlare: dai luoghi della Bibbia alla corte di re Artù, da misteriosi mondi sotterranei a Utopia, dai luoghi dell’Odissea all’Eldorado, dal paradiso terrestre alle teorie naziste e così via. Ogni capitolo inizia con una sorta di analisi formulata in modo semplice e scorrevole che si basa su ogni tipo di fonte utilizzata dall’autore: da autori classici a studiosi moderni. A fine capitolo un’antologia dei testi citati ci offre la possibilità di entrare davvero nel mondo delle fonti utilizzate da Eco attraverso poemi epici, diari, scritti personali, pubblicazioni e articoli.

La vera meraviglia però sono le immagini che ci accompagnano in questo viaggio: splendidi affreschi, pagine di volumi antichi, statue ormai dimenticate ma anche locandine di film e fotografie moderne. Una gioia per gli occhi. Per questo vi consiglio di procurarvi la versione cartacea che rende sicuramente mille volte di più rispetto all’e-book (se vi spaventa il prezzo cercatela in biblioteca!).

Non vorrei anticiparvi la chicca finale di questo splendido volume ma è così esaltante che non posso non accennarvi qualcosa: l’ultimo capitolo è dedicato ai luoghi dei nostri romanzi preferiti che, forse, nella nostra testa sono anche più reali di tanti altri luoghi leggendari.


Voto: ★★★★✰

♫♪ …And the Great Cold Death of the Earth – Agalloch

E spesso l’oggetto di un desiderio, quando il desiderio si fa speranza, diviene più reale della realtà stessa.

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Guerra e pace – Lev Tolstoj

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Ce l’ho fatta! Dopo un mese di lettura finalmente sono riuscita a vedere la luce in fondo al tunnel e a finire Guerra e Pace; quasi duemila pagine si sono susseguite sotto ai miei occhi rischiando di peggiorare notevolmente la mia miopia e facendomi praticamente dire addio alla mia già scarsa vita sociale [“Scusa stasera non esco devo sapere se Andrej e Natasha si sposano”]. E dopo tutto questo – ancora mi sembra impossibile averlo finito – come faccio a parlarvi di un tal romanzo? Parto innanzitutto dicendo che si tratta di un vero e proprio romanzo storico che, al contrario di Anna Karenina, dedica moltissime pagine a avvenimenti storici realmente accaduti. Siamo agli albori dell’Ottocento e tutto si apre in un contesto aristocratico. L’alta società russa si ritrova negli splendidi salotti di Mosca e San Pietroburgo discutendo sui due uomini che potrebbero cambiare le sorti dei rispettivi Paesi: Napoleone Bonaparte e Alessandro I. Come incipit può risultare caotico a causa del gran numero di personaggi, dei nomi russi (che spesso si ripetono) e dell’intreccio già fitto. Non vorrei spaventarvi ma solo dopo tutto il primo libro sono finalmente riuscita a “muovermi” con dimestichezza tra i personaggi. Consiglio un piccolo schemino da tenere sul comodino almeno per le prime centinaia di pagine, un po’ come il mio qui sotto che potete ingrandire e salvare:

Schemino

Anna Pavlona? Dimenticatevela pure!

Il romanzo consta di quattro libri e due epiloghi che si alternano un po’ tra le guerre e la pace di due grandi nazioni: Russia e Francia. Abbiamo capitoli più tranquilli sulla vita che scorre tra le famiglie protagoniste e altri più intensi che ci raccontano con dovizia di particolari gli scontri e le battaglie che si sono verificate. Qui vita e morte si alternano in un crescendo impressionante partendo dai primi scontri che appaiono quasi come partite a scacchi fino ai massacri corpo a corpo. Ho apprezzato soprattutto queste parti del romanzo: Tolstoj riesce a dare il massimo nelle scene di battaglia e ci tratteggia gli avvenimenti alla stregua di un quadro del periodo. Tra le scene più memorabili cito la battaglia di Borodino, in cui tutta l’asprezza della guerra esce fuori con violenza attraverso gli occhi innocenti e stupiti di Pierre Bezuchov, e l’immagine di Mosca in fumo in seguito all’invasione francese.

Una rappresentazione della battaglia di Borodino

Una rappresentazione della battaglia di Borodino

Tra gli innumerevoli personaggi immagino che tutti coloro che hanno letto questo romanzo si siano per un attimo innamorati del Principe Andrej, un concentrato di nobili sentimenti e figosità acuta (scusate il neologismo…). Ma credo non ci sia personaggio più complesso e reale del già citato Pierre, che alcuni definiscono alter-ego dello stesso Tolstoj. Egli evolve nel romanzo attraverso tantissime fasi di vita dalla dissolutezza alla rigorisità della Massoneria, fino a trovare il giusto compromesso tra le due. È lui che, nonostante abbia poco a che fare con la guerra, la comprende davvero fino in fondo, dapprima assistendo alla spietatezza seduto “comodamente” su di un cavallo, in seguito vivendola sulla pelle in una Mosca in preda ai saccheggi e come prigioniero nella ritirata francese. È lui il vero emblema della guerra e della pace: due forze contrastanti che, ci ricorda zio Tolstoj, sono sempre dentro noi.

Passando ai personaggi femminili mi spiace constatare che, come al solito, il buon vecchio Lev riesce nel suo intento maschilista (comprensibile per l’epoca per carità) di rendere ogni donna inequivocabilmente stupida. Mi riferisco in particolare a Natasha: un vero ritratto di amenità e civetteria; ma nemmeno la principessa Mar’ja, su cui avevo riposto le mie iniziali speranze, sarà di meno diventando una bieca ombra dell’uomo che ama.

Tolstoj, con un’accuratezza da vero storico, riesce nell’impresa di descrivere un’epoca, di far immedesimare il lettore nelle battaglie, nel comprendere gli errori di Napoleone, nel constatare quanto fosse progredita la cultura russa del periodo e allo stesso tempo di come fosse insicura a spiccare appoggiandosi così a quella francese. Un romanzo capolavoro che non stupisce sia ancora tra i classici più letti e più citati di sempre.

Fattore positivo: le descrizioni delle battaglie e dei personaggi storici (Napoleone in primis).

Fattore negativo: i personaggi femminili così deboli e le lunghe parti in francese che, per chi come me lo mastica poco, rallentano moltissimo la lettura.

Voto: ★★★★✰ e mezza!

♫♪ The deserters – Rachel Zeffira

Pierre aveva ragione dicendomi che per essere felici bisogna credere anzitutto nella possibilità di esserlo: io adesso ci credo. Lasciamo che i morti seppelliscano i morti, ma fin quando si è vivi, bisogna vivere ed essere felici.

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“I pilastri della Terra” e “Mondo senza fine” di Ken Follett

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Oggi voglio dedicare un po’ di spazio ad un altro grande scrittore dei nostri tempi: Ken Follett. Di lui si può parlare positivamente o negativamente ma ciò non toglie un’incontestabile verità e cioè che il mitico Ken è uno dei maghi del romanzo storico moderno. Nella sua infinita produzione letteraria spazia dal ‘900, e in particolare si focalizza sulle due guerre mondiali (anche se ha dato spazio anche a Iran e Afghanistan), fino ad arrivare all’Inghilterra medioevale e vittoriana. Dal thriller più puro e ricco di colpi di scena passa al romanzo storico classico improntato su un gran numero di personaggi e un intreccio complesso.

Mi riferisco soprattutto a un suo ciclo formato da due romanzi: I pilastri della Terra e Mondo senza fine. Entrambi letti parecchi anni fa, mi sono tornati alla memoria grazie alle trasposizioni cinematografiche delle miniserie omonime prodotte da Ridley Scott (Mondo senza fine lo sta trasmettendo in chiaro anche La7 ogni domenica sera).

Caratteristica di questi romanzi è la capacità di Follett di creare una trama intricata, aggiungere sempre personaggi nuovi e mettere sempre carne al fuoco. I personaggi sono tratteggiati semplicemente e ci rimango ben impressi nella testa, la vicenda si arricchisce sempre di particolari e colpi di scena continui (a volte pure troppi!) e la splendida commistione tra finzione e realtà ci permette un bel ripassino di Storia senza annoiarci minimamente, anzi, senza quasi accorgercene. Si tratta quindi di letture leggere, non spaventatevi per la mole di pagine perché scorrono veloci come pattinatori sul ghiaccio (visto che siamo in clima Olimpiadi invernali!) e godetevi la trama sempre appassionante.

Ah, inutile dire che il primo romanzo è notevolmente superiore al seguito che a parer mio è molto meno avvincente.

Fattore positivo: inserimento costante di personaggi femminili forti.

Fattore negativo: happy ending praticamente costante.

Voto: ★★★★✰   (facendo una media tra i due)

♫♪ The secret path – The moon and the nightspirit

I bambini vennero presto per assistere all’impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro. Uno strato di neve fresca copriva il paese come una nuova mano di colore e le loro ombre furono le prime a intaccarne la superficie immacolata. Passarono tra le casupole di legno camminando sul fango ghiacciato delle viuzze e raggiunsero la piazza del mercato dove attendeva la forca. I bambini disprezzavano tutto ciò che gli adulti tenevano in considerazione.

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La Lista di Schindler di Thomas Keneally vs Schindler’s List di Steven Spielberg

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Molti di noi hanno visto Schindler’s list, pochi di noi lo hanno letto. E se il film è una sorta di romanzo drammatico riportato in scena da un’ottima regia e un cast azzeccato, il libro è invece una narrazione nuda e cruda degli avvenimenti, senza fronzoli, fredda e impersonale. Tra le pagine del romanzo lo scrittore si nasconde abilmente ricreando una perfetta narrazione dai tratti giornalistici, fatta di periodi piuttosto brevi e poca immedesimazione. Solo a tratti e in poche pagine fuoriesce la parte un po’ più sentimentale del resoconto storico, così come il film si attiene comunque alla veridicità dei fatti narrati regalandoci un rimando storico al periodo piuttosto preciso.

Certo, leggere certe cose è ancora più reale che vederle trasposte in un film hollywoodiano che ha pur sempre il rischio di farle sembrare così crude solo per far commuovere lo spettatore. E invece è successo tutto realmente, le testimonianze si trovano a bizzeffe e nel romanzo non ci vengono risparmiati particolari molto più crudi del film, come ad esempio il metodo che certe SS utilizzavano per sterminare i pazienti ebrei malati terminali o comunque con gravi patologie: iniettare loro la benzina direttamente in vena causandogli una morte dolorosissima e lunga circa 15 minuti fino all’asfissia.

Una scena dek film col bravissimo Liam Neeson che interpreta Schindler

Una scena del film col bravissimo Liam Neeson che interpreta Schindler

Nel film manca poi la parte del dopoguerra, dai rischi di rappresaglie e di esecuzioni sommarie senza fondamento o giustizia, al rischio opposto di essere ancora trattato malamente per aver aiutato gli ebrei, per finire la propria esistenza nell’alcolismo e nei fallimenti di una vita: Oskar Schindler non ha avuto vita facile, e nel libro tutto ciò viene fuori in mezzo ai suoi pregi e ai suoi difetti, un personaggio così particolare ma anche così umano.

Concludendo, se il film fa commuovere, il romanzo fa indignare in tutta la sua verità.

[Postilla: la scena della bambina col cappotto rosso è presente anche nel romanzo!]

Voto ad entrambi: ★★★★✰

♫♪ Theme for Schindler’s List – John Williams

[…] erano tutti sottoposti allo stesso umiliante esercizio: correre per sopravvivere. La giovane signora Kinstlinger, la velocista che aveva rappresentato la Polonia alle Olimpiadi di Berlino, in quel momento si rendeva conto che quello non era stato niente altro che un gioco. Era questa la vera competizione. Con lo stomaco in subbuglio e il fiato corto, frastornati da quella musica menzognera, si correva per un premio chiamato vita.

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I Borgia – Alexandre Dumas

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Se vi aspettate una versione romanzata delle vicende dei Borgia in stile serie televisiva questo romanzo non fa per voi. Si tratta infatti più di un resoconto storico che di un romanzo e credo sia per questo che il giudizio medio dei lettori tende a essere (ingiustamente) piuttosto basso. Se invece volete fare un bel ripasso di storia moderna non c’è niente di meglio che dedicarsi a questa lettura.

Il 1492 fu un anno importante per la storia – e non mi riferisco alla scoperta dell’America, peraltro neanche accennata nel romanzo – muoiono infatti due personaggi importanti per le vicende politiche del periodo: Papa Innocenzo VIII e Lorenzo il Magnifico. [Il mondo era giunto a uno di quei momenti epocali in cui tutto si trasforma, tra un periodo che finisce e un’era che comincia]. È proprio questo il momento che ci viene descritto nelle prime pagine di Dumas. Da qui la strada intrapresa da Rodrigo Borgia pare essere tutta in discesa: dal pontificato (214esimo papa col nome di Alessandro VI) alla conquista della Romagna intera grazie al figlio Cesare passando per intrighi, complotti, matrimoni combinati, incesti, lussuria, complotti, lotte tra casate, omicidi e chi più ne ha più ne metta. Se vi sconvolgete tanto è perché non conoscete bene la storia di quel periodo: del tutto normale era per un ecclesiastico avere figli e per un nobile organizzare orge, feste e spettacoli in stile romano.

Offrendoci un quadro molto preciso degli eventi – e dando molto spazio anche agli altri sovrani delle maggiori potenze europee – Dumas ci descrive, con un linguaggio semplice ma accurato, il periodo in cui la Chiesa toccò davvero il fondo, fautrice di azioni totalmente immorali e dispregevoli che facilitarono l’accensione dei focolai protestanti dapprima con Savonarola e in seguito con Martin Lutero. Dal successo su ogni fronte alla morte dovuta probabilmente ad una erronea somministrazione del veleno (destinato in realtà ad un cardinale suo commensale), le vicende proseguono incentrandosi sulla figura del pontefice ma anche, e soprattutto, su quella del figlio tanto amato: Cesare Borgia detto Valentino. Una figura del tutto priva di valori che ispirò Machiavelli nella stesura del suo Principe.

Un’ottima lettura per gli appassionati di storia o per chi vuole semplicemente saperne qualcosa di più su una delle famiglie più spietate della storia. Tante volte la storia moderna viene sottovalutata, io ne ho un ricordo bello essendo stato il mio primo esame universitario e il mio primo 30 e lode (a cui ne sono seguiti pochi altri!), perché quindi non dedicarsi a una lettura che ci rinfreschi la memoria?

Voto: ★★★★✰

♫♪ Praise the Lord and pass the ammunition – Serj Tankian

«Che Dio li danni tutti! Per quanto abbia tenuto gli occhi ben aperti, non ho potuto scoprire in loro nessuna santità, nessuna devozione, nessuna opera buona. Ho scoperto invece lussuria, avarizia, gola, frode, invidia, orgoglio, e peggio ancora, se è possibile. Mi è sembrato che tutta quella macchina funzioni più per opera del diavolo che per opera divina.»

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