Le migliori letture del 2015

letture2015

Un altro anno è passato e, come consuetudine ormai, è giunto il momento di stilare la classifica delle migliori (e peggiori) letture dell’anno. Sono molto contenta che quest’anno gli elementi italiani della mia top siano così numerosi: ben 5 su 10! Credo che ciò implichi una mia maggiore apertura al mercato italiano, ma anche una valorizzazione migliore da parte di case editrici dai sani principi.

Quest’anno molte delle mie letture si sono orientate su generi un pochino diversi come saggi e biografie, per questo ho stilato una classifica “alternativa” con le cinque migliori letture non convenzionali.

Ahimè, le letture brutte non mancano mai, vi segnalo 5 flop per farvi risparmiare tempo e soldi.

E visto che oltre alle mie top list voglio consigliarvi ancora tanti libri la classifica si chiude con i + e i – dell’anno (dal libro più lungo a quello più spaventoso passando per il più bel classico e il libro più divertente), scelti ovviamente tra le mie migliori letture.

Se invece siete così curiosi da voler sbirciare TUTTE le mie letture dell’anno date uno sguardo ai miei profili aNobii e Goodreads!

Vi auguro un 2016 col naso incollato alle pagine di tantissimi bei libri!

Top Ten

Shotgun Lovesongs, Nickolas Butler

Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra, Claudia Durastanti

La regina delle nevi, Michael Cunningham

La città dei ladri, David Benioff

La ferocia, Nicola Lagioia

Atti osceni in luogo privato, Marco Missiroli

L’invenzione della madre, Marco Peano

Non è un paese per vecchi, Cormac McCarthy

È finito il nostro carnevale, Fabio Stassi

Tutta la luce che non vediamo, Anthony Doerr

Classifica alternativa

Quando siete felici, fateci caso, Kurt Vonnegut

Rasta Marley. Le radici del Reggae, Lorenzo Mazzoni

Un mondo del tutto differente, Emiliano Colasanti

L’intestino felice, Giulia Enders

La scienza sotto l’ombrellone, Andrea Gentile

Flop

Numero Zero, Umberto Eco

La schiava dei Tudor, Isabella Izzo

La sposa giovane, Alessandro Baricco

Io, Partenope, Sebastiano Vassalli

Il capitale umano, Stephen Amidon

Il miglior classico: La Signora Dalloway, Virginia Woolf

La miglior biografia: Paura, Dario Argento

Il miglior pulp: L’uomo di Schrödinger, Giovanni Marchese

Il più divertente: Chi manda le onde, Fabio Genovesi

La migliore raccolta di racconti: L’età della febbre

Il più avventuroso: Wild, Cheryl Strayed

Il più difficile: Mattatoio n.5, Kurt Vonnegut

Il più spaventoso: Ring, Koji Suzuki

Il più lungo: Dio di illusioni, Donna Tartt

Il più corto: La settimana bianca, Emmanuel Carrère

Il più strano: La fortezza, Jennifer Egan

Cromolibreria: il verde.

verde

Anche il verde è uno di quei colori che non ricorre spesso nelle librerie, eppure a così poche ore dall’anno nuovo a me infonde speranza e tranquillità per un anno che peggio del 2015 non potrà proprio essere (forse). Parto dai romanzi italiani La luna e i falò di Pavese e La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano; Arcobaleno della Yoshimoto è un piacevole intermezzo; Il velo dipinto di Maugham è una lettura piacevole che secondo viene superata però dallo splendido film; infine poteva mancare Lo straniero di Camus?

Cromolibreria: il rosso.

rosso

Visto che tra due giorni è Natale non potevo non festeggiare con la libreria tinta di rosso, anche se, devo ammettere che c’è davvero poca atmosfera natalizia tra questi titoli. Sono infatti due i thriller presenti (ma si sa, molti omicidi vengono commessi proprio durante le Festa!): Io uccido di Faletti e il meno conosciuto Il santuario delle ragazze morte una piacevole sorpresa anche per me che non vado matta per il genere; Sulla strada di Kerouac non poteva per ovvie ragioni mancare come neanche Diari della Plath (non leggetelo però a Natale se non volete rovinare il vostro buonumore festivo); infine Jack Frusciante è uscito dal gruppo che mi ricorda con prepotenza la mia adolescenza passata.

Cromolibreria: il nero.

nero

Oggi look total black per la mia libreria: anche questa volta è presente un classico Papà Goriot di Balzac, uno dei romanzi che hanno condizionato le mie letture imposte al liceo in modo decisamente piacevole; I pilastri della terra di Ken Follett, lo trovate ormai ovunque ma resta sempre una bella lettura e se siete pigri date un’occhiata alla bellissima miniserie che ne è stata tratta; Lo scudo di Talos è anch’esso riemerso dal liceo e ne conservo un bel ricordo; Le notti di Salem di King, uno dei romanzi di cui ho odiato maggiormente il finale “aperto” (memorabile la scena in cui, chiuso il libro, mi buttai sul letto urlante davanti allo sconcerto dei familiari); concludo con la biografia del grande Slash (non so se amo più lui o le biografie in generale!).