Fai da te per incapaci: restaurare un mobile

Primavera, voglia di novità e cambiamenti, e visto che i capelli li ho già tagliati corti (potrei osare anche di più ma per ora rinuncio!) ho deciso di ammodernare un po’ la mia camera. Purtroppo non è periodo per acquistare mobili nuovi, io per esempio ho una camera di ampia metratura mansardata perciò avrei dovuto trovare mobili di dimensioni particolari ma comunque abbastanza grandi. Al di sotto dei 1000€ difficilmente me la sarei cavata. Perciò mi sono detta “Perchè non rimodernare quelli che ho già?”.

Innanzitutto ho ricollocato i mobili in modo più funzionale e già questo è bastato per dare un po’ d’aria ai miei polmoni annoiati. Tutte le cianfrusaglie che c’erano in giro a prendere polvere le ho rinchiuse in scatole, cassetti e – se non proprio necessarie – eliminate. Su mensole e scrivanie ho ridotto all’essenziale i soprammobili creando più spazio e facilitando le pulizie future. Per fare ciò ormai scatole e scatoline le troviamo ovunque e ad ogni fascia di prezzo, se proprio non volete spendere basta recuperare qualche scatola di latta o cartone e dargli nuova vita con smalti ad acqua colorati o carta adesiva.

Il mio cruccio più grande era un antico mobile con ante e cassetti con un noioso motivo sui colori pastello e angioletti svolazzanti. Ho optato per restaurarlo e ridipingerlo. Non sono un’esperta in faidate e voglio condivere con voi la mia esperienza per farvi vedere che con poco si ottengono comunque risultati dignitosi. Ovviamente senza i consigli dei miei genitori non sarei andata lontano!

I FASE: Il restauro

Il legno, si sa, col tempo si deteriora ed è facile scalfirlo nel corso della nostra vita di spostamenti, traslochi e magazzini temporanei che prendono acqua (sì, anche questo è successo!) sopratutto se si sono fatti un viaggio dal Veneto al Piemonte! Per fortuna hanno inventato lo stucco per legno, lo si trova in qualsiasi faidate/brico/self in diverse colorazioni dal legno più chiaro a quello più scuro; prezzo intorno ai 5€. Ha una consistenza un po’ granulosa e per prima cosa occorre mescolarlo accuratamente. Con una spatola si può poi applicare sui tagli e buchi presenti nel legno, senza preoccuparsi troppo di estenderlo in altre zone ma cercando di tenderlo il più possibile onde evitare “montagnole”.

II FASE: La carteggiatura

Prima di darci dentro coi pennelli occorre fare il lavoro più odioso: carteggiare. Se, come me, non potete portare il vostro mobile all’esterno, assicuratevi di coprire altri mobili presenti nella stanze e il pavimento prima di iniziare questa fase, carteggiando infatti si libera nell’aria una gran quantità di polvere sottilissima e leggera, meglio quindi coprirsi con mascherina e occhiali protettivi. Qui l’unico ingrediente che vi serve è l’olio di gomito e la forza di volontà (insistete particolarmente dove avete stuccato). Una volta che la superficie del mobile risulta perfettamente liscia potete pulirlo bene dai residui e passare alla fase successiva.

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III FASE: La verniciatura

Siete di fronte a due opzioni: 1) se il legno è in buone condizioni e volete mantenere il suo colore naturale vi consiglio semplicemente di dare una o due mani con un buon impregnante cerato, trasparente o più scuro se volete cambiare leggermente la tonalità del legno; 2) se il legno è rovinato o volete semplicemente dare un tocco di colore alla stanza date spazio alla fantasia, troverete facilmente smalti di ogni tipologia cromatica. In ogni caso vi consiglio di utilizzare prodotti a base d’acqua che eviteranno odori forti per tutta la casa e potenzialmente tossici per i vostri polmoni; inoltre il pennello sarà più facile da pulire e eviterete l’uso dell’acquaragia. Consiglio: l’impregnante va steso moltissimo e sempre nello stesso senso (di solito quello della venatura del legno), la vernice invece va data in tutte le direzioni e mano a mano che andate avanti in modo sempre più leggero per evitare di lasciare il segno delle pennellate. Date tante mani quante vi sembrano necessarie affinché il colore resti vivido e copra del tutto la base.

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IV FASE: La tappezzeria

Questa è in realtà una fase facoltativa. Ho deciso di collocare il mio mobile (lungo 2 metri e alto 1) al centro della stanza così da dividerla, in modo comunque non invasivo, in due ambienti: da una parte lo spazio adibito al dormire e dall’altra lo studio con scrivania e computer. Purtroppo il retro era in pessime condizioni, nè stucco nè carteggio lo avrebbero salvato. In questi casi, per non lasciare a vista il degrado del vostro mobile, potete ricorrere alla tappezzeria. Innanzitutto scegliete una stoffa che non stoni col resto dell’arredamento e di fattura piuttosto robusta; fatevela tagliare un po’ abbondante dalla sarta in modo da poter fare un orlo di qualche centimetro col ferro da stiro (per questo passaggio vi servirà inevitabilmente vostra madre). Una volta fatto ciò (occhio a prendere bene le misure, spesso i mobili antichi non hanno forme precise) munitevi di un fidanzato che se la cava col martello, un martello di piccole dimensioni e dei chiodini. Partendo da un angolo iniziate a fissare la stoffa coi chiodi tenendo la stoffa ben tesa, per farlo bene occorre essere in due. Ultimata l’operazione potete fissare con della colla vinilica una fettuccia in modo da coprire i chiodi e rifinire il tutto.

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V FASE: Decorazione

Se il mobile che state restaurando è un tavolino o, come il mio, essendo basso potete utilizzare la parte superiore per appoggiare soprammobili e oggetti, avete diverse opzioni per sistemare un piano rovinato o che vi ha stufato. Io, nonostante il legno fosse grezzo e abbastanza rovinato ho optato temporaneamente per una semplice tovaglietta che lo copra nella sua lunghezza, in seguito, come mi ha suggerito mia cugina Silvia, potrei utilizzare la tecnica del decoupage. Lei per esempio ha rivestito un tavolino con le pagine di un vecchio libro dando un effetto vintage molto particolare. Se non vi convincono resta l’opzione di rivestire la superficie con del vetro o un pannello di legno ma qui il prezzo sale…

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Il risultato finale è per me più che soddisfacente, sia a livello estetico sia in termini economici: ho speso circa 50€ tra vernici, impregnante, pennelli, stucco e altro materiale di supporto a fronte di un mobile che, con quelle dimensioni, mi sarebbe costato circa 400€.

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