Il signore delle mosche – William Golding

Signore delle mosche

La primavera è ufficialmente nell’aria, portatrice di giornate soleggiate e splendide allergie da polline con conseguenti occhi rossi da tossica e naso colante in stile fontana di Trevi. A parte certi dettagli fisiologici, con queste giornate anche una pigrona e sociopatica come me ha voglia di uscire un po’ e cercare di perdere quel colorito cadavere che mi caratterizza per gran parte dell’anno. Sto quindi trascurando il povero L_m (= Legger_mente) e mi sto dando al fai da te (o almeno ci provo!). Carteggiare mobili e riverniciarli è la mia attuale occupazione ma in tutto questo ho cercato di inserire anche questo mese un classico alle mie letture serali (finchè gli occhi reggono!).

Questo mese ricordo un classico del 1954 opera prima del Premio Nobel per la letteratura William Golding. Ne avevo sentito spesso parlare citato dalla mia professoressa di inglese del Liceo. In breve tratta di un gruppo di ragazzi scampati ad un incidente aereo e catapultati in un’isola deserta. Un po’ un classico se vogliamo, abituati come siamo a serie tv e film del genere.

Credo che ci siano due modi di interpretare questo libro: un modo semplicistico e leggero che ci fa proseguire velocemente con la trama o un’analisi sociopolitica che potrebbe farci andare avanti per mesi. Io ho optato per una via di mezzo tra le due innanzitutto godendomi le splendide descrizioni di Golding che ci fanno apparire l’isola davanti ai nostri occhi nitida e chiara – giuro di averla immaginato solo un pochino come quella di Lost! Vi inserisco uno degli innumerevoli passaggi che ci fanno capire perché quest’uomo ha vinto il Nobel.

L’inclinazione dei raggi del sole, strisce lucenti color miele, diminuiva: i raggi scivolarono via dai cespugli, passarono sopra le verdi gemme simili a candele, salirono verso il tetto, e l’oscurità si addensò sotto gli alberi. Col mancar della luce si smorzavano i colori vivaci, si raffreddava il calore e la vitalità della natura. Le gemme simili a candele si muovevano: i verdi sepali si aprirono un poco e le punte bianche dei fiori s’alzarono delicatamente incontro all’aria aperta.

Se vogliamo invece basarci su un’idea politica è chiaro che a fronteggiarsi sono la Democrazia e il Totalitarismo impersonificati da Ralph la prima, con le sue adunate e l’attaccamento all’idea di società, e da Jack la seconda con un conseguente ritorno a barbarie e primitività.

Avete quindi due chiavi di lettura per dedicarvi ad un classico del genere dell’avventura/romanzo di formazione da cui sono anche state tratte due trasposizioni cinematografiche.

Voto: ★★★✰ e mezza!

♫♪ Lord of the flies – Iron Maiden

La prima cosa a cui si abituarono fu il ritmo del lento passaggio dall’alba al rapido crepuscolo. Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l’aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza.

classictime

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3 pensieri su “Il signore delle mosche – William Golding

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