La classifica del mese – Marzo ’14

marzo

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La piccola mercante di sogni – Maxence Fermine

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Conoscete Maxence Fermine? In caso di risposta negativa vi consiglio assolutamente di leggere qualcosa di questo scrittore francese perché non ve ne pentirete. Io l’ho conosciuto con la sua Trilogia dei colori che contiene i suoi primi tre libri: Neve, Il violino nero e L’apicoltore. Si tratta di libri piuttosto corti, circa un centinaio di pagine, ma che racchiudono storie di una delicatezza e magia poetica inenarrabile. Il mio preferito in assoluto è Neve, dolce, candido e malinconico e semplicemente perfetto.

Da poco è invece uscito La piccola mercante di sogni che nasce essenzialmente come un racconto per bambini ed in effetti mentre lo leggevo mi sarebbe piaciuto avere un bambino da addormentare a cui leggerlo. La storia parte da un bambino parigino che deve fare i conti con genitori sempre assenti e una incredibile voglia di vivere sempre tra le nuvole. In seguito ad un incidente stradale verrà catapultato nel Mondo delle Ombre, un universo parallelo in bianco e nero pieno zeppo di personaggi fantastici: dagli alberi che parlano ai gatti che amano i dolci dagli spettri alla candida mercante di sogni che cerca di colorare un po’ il mondo vendendo sogni.

Anche qui si tratta di una lettura velocissima ma molto carina nonostante si tratti pur sempre di una fiaba dal lieto fine assicurato. Lo consiglio a chi di voi ha dei figli per rendergli le notti più fantastiche e colorate.


Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ Monochrome – Yann Tiersen

Se ogni sera voi dite alle stelle che le amate, e passate tutta la notte a guardarle, loro diventano per forza più luminose. Perché hanno bisogno d’amore. E ve lo restituiscono in misura talmente elevata da farvi sentire davvero felici.

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Marina Bellezza – Silvia Avallone

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Fa sempre piacere vedere delle giovani autrici emergenti riuscire a sfondare e vedersi pubblicato il loro primo romanzo da grandi case editrici o addirittura veder poi la trasposizione cinematografica. Io in particolare associo Silvia Avallone, che è una di queste, a Valentina D’Urbano di cui parlavo qualche giorno fa qui. E se spesso la scrittura di queste autrici alle prime armi può risultare ancora acerba e lo stile piuttosto impersonale, abbiamo l’indubbio vantaggio di goderci appieno la trama, spesso originale, giovanile e intrigante.

Non si tratta però del caso del secondo romanzo della Avallone, Marina Bellezza, che delude proprio sul piano della trama e perciò resta ben poco da salvare. Se la D’Urbano è riuscita a dissociarsi del tutto dal primo romanzo e crearne uno così diverso e particolare, la Avallone fa lo stesso tentativo ma peggiorando la situazione che trovavamo in Acciaio.

Questi i fattori che in Marina Bellezza proprio non mi sono andati giù:

  • questi romanzi sono belli perché leggeri e veloci da leggere, qui si ritrova pesantezza, pochi avvenimenti da narrare e più di 500 pagine da sopportare;
  • parlare del nulla in tante pagine non è facile e infatti ci ritroviamo scene ripetitive e seghe mentali inenarrabili dei personaggi;
  • loro, i personaggi, sono scialbi e poco strutturati, in particolare la protagonista, prototipo della moderna velina oca ma giustificata da problemi familiari alle spalle, viene così in odio al lettore da recargli quasi fastidio la lettura;
  • la banalità di certe situazioni come l’innamoramento dell’amica della ex ignorando il fatto che lo sia, il mondo della televisione brutto e cattivo, la madre alcolizzata e il padre che non c’è mai, la protagonista fighissima/bravissima/incredibilissima/…issima bionda alta e bella che ottiene il successo.

Poi qualche cosa di positivo nel mezzo c’è, per esempio il coraggio di ammettere che le cose stanno andando male in Italia, che le fabbriche chiudono e i capannoni restano vuoti al contrario di tanti autori che descrivono personaggi con stipendi a quattro zeri, ville sensazionali e splendide auto (alla facciazza nostra!) -> vedi Le affinità alchemiche di Gaia Coltorti. L’autrice auspica ad un ritorno alla campagna, al lavoro manuale e nei campi, tutto molto nobile e vero ma alla lunga un pochino banale.

Direi comunque che abbastanza esaltata da Acciaio, credevo in qualcosa di meglio, soprattutto visto che è ambientato a pochi km da casa mia! 😉


Voto: ★★✰ ✰ ✰  e mezza!

♫♪ Someone else’s bed – Hole

Lui avrebbe saputo, sempre, dov’è il cielo, e dov’è la terra, e come riesce ad assottigliarsi a certe ore dell’alba, sulla piana dei narcisi del Monte Cucco, la linea di confine tra i due mondi. Alla fine della Storia c’è un salto nel buio. E bisogna saltare.

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Su aNobii e altri social networks di lettura

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Stiamo assistendo ad un vero proliferare di social networks (lo sapevate che ci sono anche quelli per cani e gatti?) e io tendenzialmente non me ne perdo neanche uno. Da Flickr a Pinterest, da Facebook a Twitter, sono una vera infognata. Per restare in tema libri, anni fa una mia compagna universitaria mi fece conoscere un social network dedicato ai lettori: aNobii. Voi ce l’avete? Se sì, potete trovarmi qui. Col passare del tempo abbiamo assistito ad un vero e proprio decadimento di aNobii, se tutti gli altri social networks progredivano, cambiavano grafica e crescevano, aNobii restava indietro iniziando a presentare problemi sempre più grossi. Nel 2011, mentre tutti si aspettavano un cambiamento in positivo, viene annunciata l’unione con un’azienda inglese di vendita di libri dando vita alla tristemente famosa versione beta in cui lo scopo manco a dirlo è quello di vendere. Disperazione. Sul web proliferavano talmente tante polemiche da parte della comunità anobiiana italiana – manco a dirlo una delle più numerose – che si decise di mantenere la vecchia versione del sito per noi nostalgici (gesto encomiabile visti i costi sicuramente alti di mantenimento) liberandola da bug e rallentamenti.

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In tutto questo caos decisi di volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti e cercare degni sostituti al caro vecchio aNobii, senza però abbandonarlo. L’alternativa più ovvia è stata quella di Goodreads la community internazionale dei libri per eccellenza; se volete mi trovate qui. Il passaggio è piuttosto facile visto che si può importare la libreria di aNobii (senza però le recensioni) ma non mancano anche qui i difetti: in primis una grafica abbastanza deprimente e la mancanza di una traduzione italiana del sito. Segnalo però l’app (anche per noi poveracci con Android) abbastanza comoda e sicuramente più funzionale rispetto a quella orribile e inservibile di aNobii.

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Poi ho scoperto un’alternativa made in Italy (della Digitpub per la precisione): Zazie (mi trovate qui ma sappiate che non lo uso da parecchio). Dei tre è sicuramente il migliore per grafica, colorata e moderna, e per originalità: ad ogni libro infatti si possono assegnare mood (stati d’animo come “per riflettere” o “da rileggere”) e i comedovequando (per esempio “da leggere in autunno” “da leggere in treno”) e i lettori più assidui conquistano badge (sorta di achievements quando raggiungi le 100 recensioni o anche per aver letto dei romanzi in particolare, io per esempio ho conquistato il badge Stregatto leggendo Alice nel paese delle meraviglie). Anche in questo caso si può importare la libreria questa volta compresa di recensioni. Non mancano i fattori negativi: niente gruppi e soprattutto manca la possibilità di inserire citazioni per i singoli libri.

Qualche giorno fa è stata data la notizia dell’acquisizione di aNobii da parte di Mondadori che ci tiene a precisare che la vera anima del sito non verrà intaccata da scopi puramente commerciali. Perché allora non modernizzarlo anche qui con badge e mood mantenendo però gruppi di lettura e struttura base di aNobii? Io me lo immagino così: colorato, social e intuitivo. Non mi resta che aspettare e vedere, non sto nella pelle!

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Acquanera – Valentina D’Urbano

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Il mio primo approccio con Valentina D’Urbano è stato con il suo primo romanzo Il rumore dei tuoi passi che dal titolo può sembrare una sorta di romanzetto rosa di poco conto e invece mi ha piacevolmente stupita trasformandosi in una splendida e tristissima storia mischiata con problemi di droga. Da poco è uscito il suo secondo romanzo e mi sono apprestata a leggerlo influenzata dal precedente e pensando di andare incontro a una trama molto simile. Questa giovane autrice è invece riuscita a creare una storia molto intensa completamente differente.

La cosa che più ho apprezzato di questo romanzo sono le protagoniste: tre donne di tre generazioni diverse arroccate in riva al lago a combattere contro i pregiudizi della gente con un pizzico di soprannaturale che non stona e impreziosisce il tutto. Elsa, Onda e Fortuna sono tre donne completamente diverse tra loro se non per un destino avverso che le ha influenzate a proseguire un cammino tutto in salita nella vita.

La trama è ben srotolata attraverso le pagine fatta sì da salti temporali ma molto regolari e non troppo enfatizzati, la voce narrante di Fortuna ci accompagna in una storia a tratti straziante con personaggi diversi e nuovi, ben studiati e realistici. La scrittura è semplice e regolare, va dritta al punto senza giri di parole e creando grande attesa nel lettore.

L’unica pecca credo sia stato il finale, a parer mio un po’ affrettato, che mi sarebbe piaciuto fosse stato sviluppato di più e senza voler creare effetti “scenici” stupefacenti. Resta comunque un ottimo romanzo che consiglio a chi ha vissuto o vive in un piccolo paese schiavo di pregiudizi e dicerie.

Voto: ★★★★✰

♫♪ Mary, Mary so contrary – Can

Sei coraggiosa perché mi vuoi bene, e a me non vuole bene quasi nessuno. È facile amare quelli che sono amati da tutti. Essere amato ti rende bello. Ma per amare qualcosa che nessuno vuole, serve coraggio.

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Il signore delle mosche – William Golding

Signore delle mosche

La primavera è ufficialmente nell’aria, portatrice di giornate soleggiate e splendide allergie da polline con conseguenti occhi rossi da tossica e naso colante in stile fontana di Trevi. A parte certi dettagli fisiologici, con queste giornate anche una pigrona e sociopatica come me ha voglia di uscire un po’ e cercare di perdere quel colorito cadavere che mi caratterizza per gran parte dell’anno. Sto quindi trascurando il povero L_m (= Legger_mente) e mi sto dando al fai da te (o almeno ci provo!). Carteggiare mobili e riverniciarli è la mia attuale occupazione ma in tutto questo ho cercato di inserire anche questo mese un classico alle mie letture serali (finchè gli occhi reggono!).

Questo mese ricordo un classico del 1954 opera prima del Premio Nobel per la letteratura William Golding. Ne avevo sentito spesso parlare citato dalla mia professoressa di inglese del Liceo. In breve tratta di un gruppo di ragazzi scampati ad un incidente aereo e catapultati in un’isola deserta. Un po’ un classico se vogliamo, abituati come siamo a serie tv e film del genere.

Credo che ci siano due modi di interpretare questo libro: un modo semplicistico e leggero che ci fa proseguire velocemente con la trama o un’analisi sociopolitica che potrebbe farci andare avanti per mesi. Io ho optato per una via di mezzo tra le due innanzitutto godendomi le splendide descrizioni di Golding che ci fanno apparire l’isola davanti ai nostri occhi nitida e chiara – giuro di averla immaginato solo un pochino come quella di Lost! Vi inserisco uno degli innumerevoli passaggi che ci fanno capire perché quest’uomo ha vinto il Nobel.

L’inclinazione dei raggi del sole, strisce lucenti color miele, diminuiva: i raggi scivolarono via dai cespugli, passarono sopra le verdi gemme simili a candele, salirono verso il tetto, e l’oscurità si addensò sotto gli alberi. Col mancar della luce si smorzavano i colori vivaci, si raffreddava il calore e la vitalità della natura. Le gemme simili a candele si muovevano: i verdi sepali si aprirono un poco e le punte bianche dei fiori s’alzarono delicatamente incontro all’aria aperta.

Se vogliamo invece basarci su un’idea politica è chiaro che a fronteggiarsi sono la Democrazia e il Totalitarismo impersonificati da Ralph la prima, con le sue adunate e l’attaccamento all’idea di società, e da Jack la seconda con un conseguente ritorno a barbarie e primitività.

Avete quindi due chiavi di lettura per dedicarvi ad un classico del genere dell’avventura/romanzo di formazione da cui sono anche state tratte due trasposizioni cinematografiche.

Voto: ★★★✰ e mezza!

♫♪ Lord of the flies – Iron Maiden

La prima cosa a cui si abituarono fu il ritmo del lento passaggio dall’alba al rapido crepuscolo. Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l’aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza.

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