Belli e dannati – Francis Scott Fitzgerald

978-88-541-2099-0

 

A quasi un anno dal primo libro che lessi di Francis Scott Fitzgerald – Il grande Gatsby che ho amato alla follia – ecco che replico con un altro tra i più famosi dei suoi romanzi. Fitzgerald non delude mai. Questo è innegabile. Le parole scorrono lente, da assaporare fino in fondo a creare un mondo che si dipana davanti ai nostri occhi puro e semplice per quello che è. L’introspezione psicologica dei personaggi è semplicemente impressionante: alcuni tratti dei primi Gloria e Anthony sono talmente reali che mi rispecchio totalmente in certi battibecchi col mio fidanzato!

Mi soffermo un attimo sui due grandissimi protagonisti: essi escono fuori a poco a poco, troverete infatti un po’ di difficoltà all’inizio in un labirinto di personaggi, dialoghi che sfiorano la filosofia e ovviamente una protagonista femminile odiosa (non manca mai). Gloria è l’essenza di un’epoca luccicante e sfarzosa dove l’apparenza è tutto e i valori nulla. Anthony perso completamente nella bellezza di lei, è invece un giovane con tanti buoni propositi ma carente di voglia di realizzarli. La pigrizia è la sua vera caratteristica visto che non riuscirà a fare nulla di buono andando invece a rovinare il rapporto con Gloria, a rompere col nonno da cui dovrebbe avere la cospicua eredità, a naufragare nel sogno di una brillante carriera militare (Non faccio niente, perché non c’è niente che valga la pena di essere fatto).

Tutto è ambientato in una magica quanto crudele New York tra lussi senza limiti, champagne, tramezzini e musica jazz che accompagna incredibili bevute in compagnia. Festa è ancora una volta la parola chiave di questo romanzo: ogni singolo centesimo viene speso in piaceri che una volta passati lasciano un vuoto incolmabile nei due personaggi. La dipendenza dall’alcol è lo spettro inquietante che emerge con chiarezza in Anthony, ormai in pieno declino (C’era una certa benignità nell’ubriachezza: c’era quell’indescrivibile splendore che essa recava, simile ai ricordi di serate effimere e svanite).

Il finale è davvero la sorpresa di questo romanzo: ormai sicura che terminasse nell’inesorabile declino economico, sentimentale e spirituale dei personaggi, qualcosa cambia il loro destino anche se forse, ormai è già tutto perduto.

Splendida la malinconia persistente di Fitzgerald. Ovviamente consigliato!

Voto: ★★★★✰ e mezza!

♫♪ In the mood – Glenn Miller

Vi erano silenzi tremanti come mormorii. Vi erano pause che parevano sul punto di esplodere e venivano riassettate nell’oblio soltanto dalla stretta delle braccia di lui e dalla sensazione che ella vi si rifugiava come una piuma spumosa, sorpresa, uscita dal buio.

classictime

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