Un anno di libri #2013

capodanno2013

Un altro anno bello intenso di letture è passato e mi sembra giuto tirare un po’ le somme creando due top ten sulle migliori letture del 2013 (una apposita solo per i classici). Sono tutti ottimi spunti di lettura, di molti ne ho parlato qui sul blog per cui non vi resta che sceglierne qualcuno e darvi alla lettura!

Buon anno nuovo all’insegna del nostro passatempo preferito!

Le letture migliori del 2013

  1. The Help – Kathryn Stockett
  2. Nessuno sa di noi – Simona Sparaco
  3. Just Kids – Patti Smith
  4. Trilogia della città di K. – Agota Kristof
  5. Cecità – José Saramago
  6. La ragazza dai capelli strani – David Foster Wallace
  7. Stoner – John Williams
  8. Sofia si veste sempre di nero – Paolo Cognetti
  9. Le streghe di Salem – Rob Zombie
  10. Le ceneri di Angela – Frank McCourt

I migliori classici

  1. Il grande Gatsby – Francis Scott Fitzgerald
  2. E Johnny prese il fucile – Dalton Trumbo
  3. Uomini e topi – John Steinbeck
  4. Gita al Faro – Virginia Woolf
  5. Il buio oltre la siepe – Harper Lee
  6. 1984 – George Orwell
  7. Thérèse Raquin – Émile Zola
  8. Lettere a Milena – Franz Kafka
  9. La campana di vetro – Sylvia Plath
  10. I falò dell’Autunno – Irène Némirovsky

Splendore – Margaret Mazzantini

www.inmondadori.it

Ho letto praticamente tutta la produzione letteraria della Mazzantini e tranne qualche raro caso, mi sono piaciuti molto i suoi libri. Si era sempre trattato di letture intense a livello di trama, quasi sempre molto drammatica con risvolti tragici, ma leggere a livello di stile, frasi brevi, scrittura pulita e senza fronzoli. Con quest’ultimo romanzo credo che la Mazzantini abbia voluto “alzare il tiro” e affiancare alla narrazione di fatti tanto drammatici uno stile denso di metafore, paragoni, frasi complesse e spesso volutamente ritorte. La decisione poi di non suddividere il libro in capitoli o in parti rende ancora più difficoltosa la lettura.

In ogni caso la trama piuttosto originale che introduce il tema dell’omosessualità in modo forte e chiaro denunciando l’atteggiamento omofobo di noi italiani – paragonati alla mentalità apertissima degli inglesi – mi è piaciuta e non voglio polemizzare sul risvolto “commerciale” che può avere in questo momento. Un secondo punto a suo favore sta nell’aver evitato salti temporali troppo incisivi e aver semplicemente raccontato la storia di Guido, dall’infanzia alla vecchiaia. L’utilizzo della prima persona come narratore fa sembrare il romanzo quasi un diario, un ripercorrere il passato attraverso i ricordi e le persone incontrate durante la propria vita.

La curiosità invoglia il lettore a proseguire attraverso queste riflessioni sulla vita e sulla morte costanti ma un po’ pesanti a tratti, inevitabile il paragone tra due città così diverse come lo sono Londra e Roma, che vanno a rispecchiare rispettivamente Guido e Costantino. Due caratteri opposti, due vite indissolubilmente legate a doppio filo. Interessante il finale che ci lascia l’amaro in bocca ma sempre volto alla speranza.

Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ The man who sold the world – Nirvana

I giorni mi passavano accanto e io ero come una statua greca, un giovane Apollo che s’innalzava sopra le sofferenze dei mortali, abbracciavo la fredda materia che sigillava la mia ipotesi di vita.

sulcomodino

Storia di Irene – Erri De Luca

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Cortissimo, come quasi tutti i suoi libri, e anche in questo caso denso di poesia e “alta” letteratura. Molto piacevole il primo racconto che dà il titolo al libro, ho trovato invece del tutto fuoriluogo gli altri due più brevi incentrati sulla guerra (mi è parsa quasi un’aggiunta per arrivare alla soglia delle 100 pagine).

Il mare possente e vivo traspare dalle pagine, leggendo sembra quasi di sentire il rumore delle onde e l’odore di salsedine entrarci nelle narici. E la storia di Irene è incredibile e spumosa quanto una di quelle onde che all’improvviso spezzano il mare calmo, assurda, ma non così impossibile.

Per una lettura breve a chi ha nostalgia di località marine splendide come quelle della Grecia.

Voto: ★★★✰✰

♫♪ Sweet caress – Izzy Stradlin

Si solleva dalla sabbia, si siede sui talloni. I suoi occhi tondi mi guardano in faccia, mi danno la vertigine di essere invisibile. Un’onda né d’aria né d’acqua, un’onda di quelle che usa la radio, mi arriva da lei.

1libro+storie

Invisibile – Paul Auster

Voglio scusarmi per l’assenza di questi giorni ma purtroppo è stata una settimana decisamente impegnativa a livello lavorativo e oltretutto, per non farmi mancare nulla, mi sono anche presa l’influenza (come al solito!). Oggi posso dirmi ufficialmente in vacanza e spero vivamente di potermi dedicare alla lettura come dovrei. Ricollego sempre l’idea del Natale con tantissime ore dedicate a libri bellissimi e avvincenti che di solito non avevo tempo di leggere durante l’anno. Stranamente anche durante il liceo apprezzavo quasi sempre le letture consigliate dagli insegnanti tanto che alcuni di quelle sono diventate tra le mie preferite. L’anno scorso mi sono poi dedicata ad un grande romanzo russo, Anna Karenina, che mi ha appassionata e presa particolarmente. Spero di riuscire a replicare quest’anno con l’immenso Guerra e pace!

cover

In questi giorni invece mi sono arenata su un romanzo che mi aveva attratta per la copertina e che si è rivelata una lettura pesante che non mi ha appassionata per nulla. Parlo di Invisibile di Paul Auster. La trama è molto semplice: Adam scrive della sua vita, in particolare degli anni dell’adolescenza in cui un incontro con una coppia un po’ particolare e alcuni mesi di convivenza con l’amata sorella finiranno per cambiargli l’esistenza. Ambientato in parte a New York e in parte a Parigi, si mostra come un esperimento di scrittura creativa: è suddiviso in cinque capitoli narrati in prima, seconda e terza persona (una maniera originale ma che non mi ha convinta del tutto). Nonostante lo stile mi abbia convinta e l’inizio mi avesse stimolato particolarmente, la lettura si è rivelata lenta e non convincente. Non me la sento di definirlo del tutto un flop visto che la scrittura è curata e i dialoghi azzeccati, ma non riesco nemmeno a consigliarvelo.

Ho letto splendide recensioni eppure io devo ammettere che il personaggio principale, Adam, non mi è entrato dentro e tutta la trama mi ha lasciata perplessa. Un amore incestuoso, la New York durante la guerra del Vietnam, un bellissimo ragazzo che vuole diventare poeta, un finale malinconico: erano tutti ingredienti che mi facevano sperare in qualcosa di splendido. Peccato! Unica nota positiva il dubbio insinuato nel lettore: i fatti narrati sono i fatti reali? Ma soprattutto: è così importante che lo siano?

Voto: ★★✰✰✰ e mezza!

♫♪ For real – Okkervil River

[…] ho sempre convissuto con questa idea, e dopo averla accarezzata nella mente così a lungo mi sembrava reale, come se non dovessi far altro che dire una parola e sarebbe successo. Probabilmente sono stato troppo tempo da solo, in questi ultimi sei anni. A volte confondo i miei pensieri sul mondo con il mondo stesso.

sulcomodino

Nel mare ci sono i coccodrilli – Fabio Geda

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In questo piccolo libro troverete la storia di un ragazzino come tanti, una vita vissuta tra tragedie, guerre e abbandoni attraverso sei Paesi. Troverete la forza di lottare per una vita migliore, di rischiare la morte pur di Vivere. Leggendolo vi capiterà spesso di pensare “ma come è possibile?” perché i fatti narrati appartengono ad una realtà totalmente estranea alle nostre comode vite. È proprio in momenti come questi di Feste, in cui si sta più vicini alla propria famiglia, che un pensiero va rivolto a chi se la passa peggio di noi. Ve lo consiglio quindi per questo Natale, una piccola e breve storia a lieto fine che stupirà per la generosità di certe persone e per la crudeltà di altre, in ogni caso una storia che va letta e che sa insegnare molto. Non aggiungo altro perché il libro parlerà per sè se deciderete di dedicargli un po’ del vostro tempo.

Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ Clandestine SongKYLE

Ci parlavamo per la prima volta dopo otto anni, otto, e quel sale e quei sospiri erano tutto quello che un figlio e una madre possono dirsi, dopo tanto tempo. Siamo rimasti così, in silenzio, fino a quando la comunicazione si è interrotta. In quel momento ho saputo che era ancora viva e forse, lì, mi sono reso conto per la prima volta che lo ero anch’io. Non so bene come. Ma lo ero anch’io.

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Belli e dannati – Francis Scott Fitzgerald

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A quasi un anno dal primo libro che lessi di Francis Scott Fitzgerald – Il grande Gatsby che ho amato alla follia – ecco che replico con un altro tra i più famosi dei suoi romanzi. Fitzgerald non delude mai. Questo è innegabile. Le parole scorrono lente, da assaporare fino in fondo a creare un mondo che si dipana davanti ai nostri occhi puro e semplice per quello che è. L’introspezione psicologica dei personaggi è semplicemente impressionante: alcuni tratti dei primi Gloria e Anthony sono talmente reali che mi rispecchio totalmente in certi battibecchi col mio fidanzato!

Mi soffermo un attimo sui due grandissimi protagonisti: essi escono fuori a poco a poco, troverete infatti un po’ di difficoltà all’inizio in un labirinto di personaggi, dialoghi che sfiorano la filosofia e ovviamente una protagonista femminile odiosa (non manca mai). Gloria è l’essenza di un’epoca luccicante e sfarzosa dove l’apparenza è tutto e i valori nulla. Anthony perso completamente nella bellezza di lei, è invece un giovane con tanti buoni propositi ma carente di voglia di realizzarli. La pigrizia è la sua vera caratteristica visto che non riuscirà a fare nulla di buono andando invece a rovinare il rapporto con Gloria, a rompere col nonno da cui dovrebbe avere la cospicua eredità, a naufragare nel sogno di una brillante carriera militare (Non faccio niente, perché non c’è niente che valga la pena di essere fatto).

Tutto è ambientato in una magica quanto crudele New York tra lussi senza limiti, champagne, tramezzini e musica jazz che accompagna incredibili bevute in compagnia. Festa è ancora una volta la parola chiave di questo romanzo: ogni singolo centesimo viene speso in piaceri che una volta passati lasciano un vuoto incolmabile nei due personaggi. La dipendenza dall’alcol è lo spettro inquietante che emerge con chiarezza in Anthony, ormai in pieno declino (C’era una certa benignità nell’ubriachezza: c’era quell’indescrivibile splendore che essa recava, simile ai ricordi di serate effimere e svanite).

Il finale è davvero la sorpresa di questo romanzo: ormai sicura che terminasse nell’inesorabile declino economico, sentimentale e spirituale dei personaggi, qualcosa cambia il loro destino anche se forse, ormai è già tutto perduto.

Splendida la malinconia persistente di Fitzgerald. Ovviamente consigliato!

Voto: ★★★★✰ e mezza!

♫♪ In the mood – Glenn Miller

Vi erano silenzi tremanti come mormorii. Vi erano pause che parevano sul punto di esplodere e venivano riassettate nell’oblio soltanto dalla stretta delle braccia di lui e dalla sensazione che ella vi si rifugiava come una piuma spumosa, sorpresa, uscita dal buio.

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