Il bacio del pane – Carmine Abate

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Se ero rimasta entusiasta da La collina del vento vincitore del premio Campiello 2012, questo Il bacio del pane uscito qualche mese dopo mi ha davvero delusa. È palese che visto il successo del precedente, l’editore abbia spinto Abate a scrivere in fretta e furia qualcosa di analogo in modo da incrementare le vendite. Il risultato è una storiella banale partita da qualche buono spunto che si perde in un’inutilità di dettagli sfociando in un finale tremendo.

Viene raccontata l’estate di alcuni ragazzi a Spillace, paese della Calabria. Se inizialmente la trama sembrava intrigante, nel giro di poco la monotonia di questo romanzo esce subito fuori e fa durare queste neanche 200 pagine praticamente infinite. Come ambientazione niente da dire, boschetti, ruderi e cascate fanno immaginare scenari paradisiaci; certo però che se anche ci evitava di raccontare ogni volta di come fa il pane la madre del protagonista…

In definitiva, ritroviamo molti degli elementi del precedente romanzo, ma appena accennati e a parer mio non sviluppati sufficientemente da creare una trama lineare e piacevole da leggere.

Letto giusto giusto per inaugurare una nuova categoria: “Forse era meglio non leggerlo” sconsigli di lettura per evitarvi brutte sorprese.

Voto: ★★✰✰✰

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