Le rubriche di Legger_mente

Visto che in questo mese ho creato un po’ di categorie nuove per i miei post, ho deciso di fare un piccolo riepilogo per darvi chiarezza. Da oggi in avanti all’inizio di ogni chiacchierata (non me la sento di chiamarla recensione, su!) “incollerò” l’etichetta della rubrica di appartenenza. Spero vi piaccia l’idea! In caso contrario, lo farò lo stesso! Muahahaha!

sulcomodino

Sul comodino. Eccoci con la prima categoria nata insieme al blog! Essenzialmente qui dentro raccoglierò tutti quei post che starebbero stretti negli altri spazi. È un’alternativa più carina al bruttissimo Uncategorized di WordPress.

classictime

Classic time. Fin dalla nascita di Legger_mente mi sono riproposta di leggere almeno un classico al mese; sono dell’idea che dai testi che sono entrati nella storia della letteratura si possa imparare molto e ogni tanto rispolverarne qualcuno non può che far bene.

librileggeri

Libri leggeri. Visto il nome del mio blog non potevo non creare questa rubrica! Se ho dato spazio ai classici, ciò non vuol dire che disdegni libri che ogni tanto riescono a farci resettare il cervello per un po’ senza doverci concentrare troppo nella lettura.

wonderwomen

Wonder women. Una rubrica a me particolarmente cara, dedicata a quei personaggi (ma anche alle autrici) femminili forti, pronte a tutto, che rendono orgogliose tutte le rappresentanti del nostro sesso (tutt’altro che debole, tsè!).

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Legger_mente nella storia. Essendo appassionata alla materia, un salto nel passato ogni tanto me lo concedo attraverso i romanzi storici. Per unire l’utile al dilettevole!

1libro+storie

1 libro, + storie. Vi annoiate facilmente? La rubrica adatta a voi è questa, dedicata alle raccolte di racconti. Utilissime per comprendere a fondo lo stile dell’autore e per cambiare protagonisti più spesso.

brughiere

Brughiere. Qualche citazione che mi ha colpita tratta dalle letture fatte nel corso degli anni; per invogliarvi a leggere qualche romanzo in particolare (o volendo per riempirci un taccuino)!

musicalmente

Musical_mente. Che sia punk o musica lirica, qui trovate autobiografie, biografie, testi commentati e informazioni relativi a cantanti, musicisti, band che hanno lasciato un segno nell’universo musicale.

horrornights

Horror nights. Fantasmi, mostri, serial killer, zombies, vampiri e lupi mannari: tutte le vostre paure sotto forma di un innocuo volume cartaceo! Annesso ad ognuno anche una scala del livello di paura provato durante la lettura.

ciaksilegge

Ciak…si legge!. Quanti film sono stati tratti da storie attinte dai libri? Una gran parte. Possono piacere o meno – a volte magari sono pure migliori del libro – in ogni caso un bel confronto ci può sempre stare.

flop

Flop. Purtroppo esistono anche loro: libri che forse avremmo potuto evitare di leggere. Ma siccome si può imparare dai propri sbagli e aiutare gli altri a non commetterli, meglio dedicare una categoria anche a loro!

break

Break. Siccome non parlo solamente di libri, tutti i post extra su film, fumetti, arte e chi più ne ha più ne metta li inserirò qui.

Il mio nome è Nessuno – Valerio Massimo Manfredi

Sono da sempre attratta dalla Storia, fin da bambina amavo ripercorrere gli avvenimenti del passato, ma avevo anche una grande passione per la mitologia. Dopo una catastrofica esperienza nel biennio liceale (causa professoressa odiosa riuscii a conquistarmi un bel 4 di storia!), la mia passione mi ha fatto intraprendere un percorso di studi universitario in cui la storia è molto presente (circa sei esami di sola storia). In tutti questi anni è quindi nata in me la passione per i romanzi storici che riescono ad unire il puro piacere della lettura di un romanzo con l’apprendimento di nozioni di storia e degli avvenimenti che hanno segnato i secoli passati. Valerio Massimo Manfredi è uno dei principali scrittori di romanzi storici italiani (con un nome del genere non poteva essere altrimenti!), la sua preparazione è impressionante e devo ammettere che oltre ad aver amato certi suoi libri come Lo scudo di Talos, l’ho apprezzato anche nella conduzione del programma Impero. Proprio con lui decido quindi di inaugurare una nuova rubrica del mio blog dedicata ai romanzi storici: Legger_mente nella Storia.

manfredi www.inmondadori.it

Il mio nome è Nessuno è un progetto letterario costituito da due volumi che ripercorre le gesta dell’eroe Ulisse (o meglio Odysseo). Nel primo volume sono narrate le vicende dalla nascita (comprese le geste del padre Laerte) fino alla fine della lunghissima guerra di Troia, nel secondo la partenza da Troia, le mille peripezie attraverso i mari e infine il ritorno a casa nell’amata Itaca. Bisogna ammettere che l’impresa in cui si è cimentato Manfredi non è da tutti, riuscire a reinventare un classico letto da tutti noi, analizzato dagli esperti e reso già celebre da trasposizioni cinematografiche può essere davvero complesso. Manfredi però non delude e riesce a regalarci un altro capolavoro tratto dalla storia.

Partiamo dalla figura di Odysseo, destinato fin da giovane a diventare un eroe, qui ci viene mostrato dal lato più umano, ci narra in prima persona le sue fatiche, le sue pene, la sua nostalgia, le sue imprese, la sua astuzia, ma anche i suoi errori, i suoi rimorsi, il suo dolore. Odysseo sbaglia, c0ndanna tutti i suoi uomini a morire in guerra, nelle fauci di mostri o negli abissi di Poseidone e questi sono errori che mai riuscirà e perdonarsi. La collera che lo pervade lo rende ai nostri occhi estremamente crudele nel ritornare ad Itaca, non misericordioso, non portato al perdono. Nello stesso tempo permane l’amore verso Penelope a cui penserà ogni volta che guarda la Luna specchiarsi sul mare. Odiato da Poseidone, amato da Athena, il suo futuro è costellato da gioie e dolori fino ad avventurarsi in un ultimo viaggio verso l’ignoto più estremo.

Odysseo è affiancato da centinaia di personaggi più o meno secondari che, con ammirabile maestria, Manfredi ci presenta con pochi tratti essenziali, facendonci innamorare di alcuni e odiarne altri. Dagli dei che abitano il Monte Olimpo, ai mostri feroci del mare e della terra, da popoli cannibali alle anime sperdute nell’Ade, dalle maghe a docili ragazzine innamorate, da uomini crudeli a quelli misericordiosi, un universo di personaggi si apre davanti a noi invogliandoci a procedere per conoscerne sempre di più.

Allegorie e metafore ci accompagnano in tutto il nostro viaggio aiutati da una scrittura estremamente scorrevole che ci induce a proseguire pur sapendo già la storia e l’epilogo incerto dell’opera. Niente a che vedere con le noiose lezioni del liceo, queste pagine riescono a far tornare la passione per la mitologia greca e per la storia della civiltà di quei secoli. Manfredi riesce nel suo intento di trasmetterci il suo amore per la cultura classica nel migliore dei modi. Consigliatissimo!

Voto: ★★★★✰
♫♪  Ulysses – Franz Ferdinand

Credetti di veder brillare lacrime nei suoi occhi e liquide perle scendere lungo le guance perfette. So che non è possibile perché gli dei non piangono. Ma lei volle che io lo credessi e nulla è impossibile per gli immortali.

Just Kids – Patti Smith

Eccomi qui, reduce da intere giornate di emicrania che hanno notevolmente rallentato i miei ritmi di lettura, ad inaugurare una nuova categoria a me particolarmente cara: Musical_mente. Come già sapete ho una grande passione per la musica che spesso mi porta a leggere biografie, autobiografie, traduzione di testi e commenti alle canzoni di band e cantanti famosi. Non nascondo di privilegiare il genere rock in tutte le sue sfumature, ma ammetto di aver letto anche di Maria Callas e Edith Piaf.

Oggi mi dedico ad un pilastro del rock femminile: Patti Smith. Con le lacrime agli occhi ho appena concluso il suo Just Kids, un’autobiografia incentrata essenzialmente sul rapporto con Robert Mapplethorpe, artista con cui convisse negli anni della giovinezza.

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È un’autobiografia perfetta in quanto non sfocia mai nel compiacersi o autoesaltarsi, anzi! Patti sembra narrare quello che sta vedendo attraverso un ritorno mentale al passato come se lo stesse raccontando ai suoi figli e, con un’umiltà ammirevole,  senza dare troppo spazio alla sua carriera incredibile. Questa, viene quasi lasciata da parte, appena accennata giusto il necessario per poter far comprendere quel certo periodo della sua vita. Il maggior numero di pagine si concentra sugli anni di convivenza con Robert (1967 – 1972) con cui inizialmente ci fu un rapporto intimo come amanti, in seguito di grandissima amicizia e profondo affetto. Entrambi spiantati e senza soldi, quando si conoscono sono anni difficili in cui si patisce la fame, si cerca perennemente un lavoro saltuario e si vive dove capita. Nonostante questo, vivono felici, senza complicazioni, uniti dalla grande passione per l’arte: Patti determinata a diventare poetessa, Robert a diventare un garnde artista ed entrare nella factory di Warhol. [In un modo o nell’altro ce la faranno entrambi, spinti dalla forte determinazione, a diventare una la poetessa del rock, l’altro un artista tra i più discussi e provocatori.]

Sono anni di grande fermento musicale e artistico, anni in cui facendo un salto al Chelsea Hotel si incontravano persone del calibro di Bob Dylan, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Allen Ginsberg, Salvador Dalì, William Burroughs, Gregory Corso che insieme a Andy Warhol, Jim Morrison e tanti altri fanno da sfondo alle vite di Patti e Robert. I due non possono essere più diversi: Patti è una ragazza a cui droghe e party interessano poco, timida, a tratti malinconica, Robert è estroverso, fa uso di alcol e droghe e si scoprirà omosessuale (anche se aveva già avuto precedenti rapporti con uomini) innamorandosi di Sam Wagstaff, suo mecenate. Eppure i due sono intrecciati l’uno nella vita dell’altra, in un rapporto affettivo che supera ogni barriera. Proprio il loro legame produrrà splendidi prodotti artistici come le tante fotografie di Robert che ritraggono Patti e le poesie e canzoni di Patti che si riferiscono a Robert.

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Con una scrittura lieve ma avvincente, ricca di aneddoti interessanti e riferimenti al mondo dell’epoca, Patti Smith riesce a catturare l’attenzione del lettore che, spinto dalla sua umiltà e dal grande amore che traspare tra le righe, cerca di immaginarsi un finale diverso da quello che tutti sanno. Una storia d’amore ma soprattutto di vita vissuta al massimo che insegna tanto e lascia splendide immagini nella mente, come il saper apprezzare il poco che si ha, l’amare senza pregiudizi e dedicarsi a ciò che piace con tutti se stessi.

Voto: ★★★★★
♫♪ Memorial song – Patti Smith

Certi giorni, grigi giorni di pioggia, le strade di Brooklyn meritano una fotografia, ogni finestra è l’obiettivo di una Leica, la veduta immobile e granulosa. Radunavamo le nostre matite colorate e disegnavamo come ossessi, figli ferali della notte finché, esausti, non ci lasciavamo crollare a letto. Giacevamo l’uno nelle braccia dell’altra, ancora impacciati ma felici, a scambiarci baci mozzafiato durante il sonno.

«Nessuno vede come noi, Patti» mi ripeté. Quando mi diceva quel genere di cose, nel magico spazio di un istante era come se fossimo le uniche due persone al mondo.

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

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Indubbiamente un classico della letteratura che, cosa gravissima, mi mancava e da tanto tempo mi aspettava sul mio kindle chiedendomi silenziosamente di essere letto. Ringrazio di averlo fatto.

Il romanzo è ambientato in un futuro indefinito, controllato, spietato e cosa davvero sensazionale è un futuro che non ammette libri: lo Stato ha ideato un’apposita squadra di vigili del fuoco che appiccano gli incendi nelle case in cui viene denunciata la presenza di libri. Una dittatura che a prima vista può sembrare talmente assurda da collocare tranquillamente il libro nella sezione fantascientifica (a un passo dal Signore degli Anelli e la Bibbia per intenderci) eppure in una società che vede diminuire drasticamente il numero di lettori ogni anno, in cui la cultura è considerata un peso e una perdita di soldi per lo Stato, in cui siamo controllati in modo tale che volendo Obama potrebbe sapere cosa ho mangiato per cena con un clic, beh questo futuro non mi sembra così improbabile.

Credo che il paragone più logico che si possa fare sia col grande capolavoro di 1984 che quel visionario di Orwell scrisse nel 1948 (Fahrenheit è del 1953). La differenza sostanziale sta nel messaggio finale: se in 1984 il finale è terribile e assolutamente pessimistico, in Fahrenheit 451 si intravede un piccolo spiraglio di luce alla fine del tunnel. Bradbury dà fiducia all’uomo, che sì, ciclicamente si avvicina sempre più all’autodistruzione ma che in qualche modo ogni volta riesce a risollevarsi grazie ad alcuni uomini che ancora hanno valori e ideali pronti a proteggere con la vita. Uomini che, come il protagonista, perdono tutto, si rendono conto che le cose vanno nel verso sbagliato, cercano una via per la ribellione lunga, sfiancante ma comunque possibile. Orwell ci ha fatto innamorare del coraggioso Winston Smith, ma tutti i suoi sacrifici a cosa sono serviti? Il regime è più forte, la ribellione è debole e viene schiacciata.

In entrambi i futuri tratteggiati l’amore non esiste più: Orwell insiste sul lato sessuale (per lo Stato è spreco di energia che va incanalata in altro modo), Bradbury lo lascia intuire costruendo un rapporto coniugale che si spinge addirittura alla delazione.Altro punto in comune tra questi due capolavori è la presenza della bomba atomica, ma non c’è da stupirsi visti gli anni in cui questi romanzi sono stati scritti. Splendida comunque la scena finale in cui gli uomini che costituiscono la memoria letteraria dell’umanità si avviano verso una città devastata dall’ordigno nucleare.

Da ricordare anche la figura della ragazza vicina di casa del protagonista, la vera e propria scintilla che fa sorgere dubbi all’uomo fino a trascinarlo nella convinzione che no, non si vive felici così. No, non era felice. Non era felice. Si ripeté le parole mentalmente. Riconobbe che questa era veramente la situazione. Egli portava la sua felicità come una maschera e quella ragazza se n’era andata per il prato con la maschera e non c’era modo di andare a battere alla sua porta per riaverla.

Un capolavoro, che va letto per prendere coscienza che il futuro non è così lontano e potrebbe non essere roseo come ce lo immaginiamo.

Voto: ★★★★✰ e mezza!

C’era un buffissimo uccello, chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni si costruiva una pira e ci si immolava sopra. Ma ogni volta che vi si bruciava, rinasceva subito poi dalle sue stesse ceneri, per ricominciare. E a quanto sembra, noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte, ma abbiamo una cosa che la Fenice non ebbe mai. Sappiamo la colossale sciocchezza che abbiamo appena fatta, conosciamo bene tutte le innumerevoli assurdità commesse in migliaia di anni e finché sapremo di averle commesse e ci sforzeremo di saperlo, un giorno o l’altro la smetteremo di accendere i nostri fetenti roghi e di saltarci sopra. Ad ogni generazione, raccogliamo un numero sempre maggiore di gente che si ricorda.

Il bacio del pane – Carmine Abate

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Se ero rimasta entusiasta da La collina del vento vincitore del premio Campiello 2012, questo Il bacio del pane uscito qualche mese dopo mi ha davvero delusa. È palese che visto il successo del precedente, l’editore abbia spinto Abate a scrivere in fretta e furia qualcosa di analogo in modo da incrementare le vendite. Il risultato è una storiella banale partita da qualche buono spunto che si perde in un’inutilità di dettagli sfociando in un finale tremendo.

Viene raccontata l’estate di alcuni ragazzi a Spillace, paese della Calabria. Se inizialmente la trama sembrava intrigante, nel giro di poco la monotonia di questo romanzo esce subito fuori e fa durare queste neanche 200 pagine praticamente infinite. Come ambientazione niente da dire, boschetti, ruderi e cascate fanno immaginare scenari paradisiaci; certo però che se anche ci evitava di raccontare ogni volta di come fa il pane la madre del protagonista…

In definitiva, ritroviamo molti degli elementi del precedente romanzo, ma appena accennati e a parer mio non sviluppati sufficientemente da creare una trama lineare e piacevole da leggere.

Letto giusto giusto per inaugurare una nuova categoria: “Forse era meglio non leggerlo” sconsigli di lettura per evitarvi brutte sorprese.

Voto: ★★✰✰✰

Premio Campiello 2013. L’amore graffia il mondo – Ugo Riccarelli

 

Novità del mese: aumenterò progressivamente le categorie dei post in modo da creare dei veri e propri gruppi di libri che hanno caratteristiche in comune e così da facilitarvi la ricerca e indirizzarvi nei consigli di lettura. Oggi inauguro la nuova categoria “Wonder Women” tutta dedicata a personaggi femminili che mi hanno colpita e che la fanno da padrone nelle pagine dei libri.

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Ogni tanto romanzi come questo vanno letti, soprattutto per riposare un po’ il cervello e godersi una storia di vita come un’altra. Questa è la storia di Signorina narrata fin dalla sua nascita, proprio come piace a me. E la cosa che ho apprezzato di più è che è reale, piena di difficoltà , densa di avvenimenti. È la storia di una donna nata nel primo dopoguerra che riesce a tirare fuori la grinta per sopravvivere ad ogni costo e in ogni circostanza, per trasferirsi al nord senza sapere una parola del dialetto piemontese, per risollevarsi dalla crisi economica, per lottare per la vita di suo figlio. Una storia che ci insegna che è sbagliato fermarsi alla prima difficoltà e rinunciare a cambiare le cose, ma che ci mostra anche quanto sia sbagliata la definizione “sesso debole” usata per noi donne.

Se la vera protagonista della storia è proprio la figura della Donna, l’Italia fa da co-protagonista. Un Paese che cresce insieme alla protagonista, dal dramma della Grande Guerra che aleggia pesante nel primo dopoguerra arrivando all’entusiasmo fallace del Fascismo con i primi bombardamenti sulle città italiane, per arrivare alla forza di ricominciare tutto da capo, di ricostruire, di far ripartire l’economia, il boom delle industrie al Nord, l’emigrazione dal Meridione, le grandi conquiste in campo medico e sociale.

Lo stile è abbastanza ricercato nel lessico ma piacevole da leggere scorre senza intoppi e senza mai annoiare. Frequentissime le metafore sul mondo sartoriale che creano uno stretto legame con la passione di Signorina. Ho apprezzato moltissimo la “poesia” utilizzata nel descrivere la guerra, senza scendere nei particolari, senza forzare troppo. Non stupisce che abbia vinto il premio Campiello nel 2013, purtroppo assegnato dopo la morte dell’autore.

Voto: ★★★★✰

♫♪ Mary Jane – The Vines

Come l’arte che l’omino cogli occhi a mandorla aveva regalato a Signorina, per Ivo mettere insieme le note era un fatto istintivo che, meglio delle parole, riusciva a tramutare in leggerezza ed eleganza il turbinare delle emozioni che attraversavano il suo piccolo mondo.

Si torna alla normalità! O quasi… La ragazza dai capelli strani – David Foster Wallace

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È una splendida domenica di novembre, grigia in mattinata ma soleggiata, ventosa e stranamente calda nel pomeriggio. Dopo la parentesi horror, il blog torna alla normalità e non c’è giornata migliore per divorare qualche bel libro godendosi un sole inaspettato. In compagnia della mia gattina Noisette ho appena terminato la prima raccolta di racconti del bravissimo David Foster Wallace, scrittore postmodernista americano, consigliatomi da mia cugina Silvia, grande lettrice anche lei (come tutte le donne della mia famiglia!).

Avevo già letto un suo saggio che mi aveva colpita per lo humor e la freschezza dello stile che solo in parte ho ritrovato in questi racconti. Lo stile resta infatti leggero e impalpabile tanto che vien voglia di leggerselo tutto d’un fiato, ma la sensazione lasciatami a fine lettura è quella di un’amara disillusione nei confronti della vita. In tutti i racconti presenti si denota una spiccata critica verso la società capitalistica americana ma anche una grande sensazione di disagio e di irrequietezza nei confronti dell’esistenza che in qualche modo penetra nel lettore.

I temi trattati sono molteplici, dall’omosessualità e l’aids visti attraverso gli occhi di un collaboratore di Lyndon B. Johnson nella Casa Bianca dell’immediato post Kennedy alla influenza della televisione americana con la comparsa di una attrice imbottita di Xanax al David Letterman Show passando all’elenco dei motivi per cui due ragazze sono diventate lesbiche. I personaggi sono reali e diversissimi tra loro. Io ho amato particolarmente Julie e Faye, protagoniste del racconto basato su un quiz televisivo.

L’originalità nel presentare i personaggi e nel dar loro voce mi ha poi piacevolmente colpita, lo stesso autore ne parla così:

«queste sono storie di finzione, al cento per cento. Alcune di esse proiettano i nomi di figure pubbliche “reali” all’interno di circostanze e personaggi inventati; […] questi nomi vogliono solo descrivere figure e immagini, la materia di cui sono fatti i sogni collettivi; essi non denotano, o pretendono di descrivere, informazioni private di persone reali in tre dimensioni, viventi, decedute o altro»

Potrei andare avanti nel dire che per me questo autore è una sorta di genio incompreso che aveva capito davvero tutto della vita e che forse proprio per questo lui la vita se l’è tolta ma mi fermo qui e semplicemente vi consiglio di leggerlo.

Voto: ★★★★✰

♫♪ Walk on the wild side – Lou Reed

Era una terra di piaceri intorpiditi di sogni ondeggianti davanti agli occhi semichiusi e di allegri castelli tra le nuvole che passano per sempre arrossando un cielo estivo.