L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

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All’inizio pensavo di leggere un romanzo ma col tempo si è rivelato in realtà un trattato di tuttologia. Dico “tuttologia” non in senso spregiativo, tutt’altro! Ben celato tra le vite di Tomáš e Tereza, di Sabina e di Franz, questo romanzo ci regala davvero delle perle di vita riguardanti ogni aspetto dell’esistenza umana dalla politica all’amore. In una Praga soggiogata dal regime comunista, dove ogni libertà sembra essere perduta, è impossibile non immedesimarsi in uno dei personaggi di questa storia triste e dolce allo stesso tempo. Un dolceamaro che rispecchia bene la situazione di disillusione di quelle persone che nel comunismo credevano davvero, un utopistico spiraglio di luce dopo gli anni bui della guerra, restando poi atterrite di fronte alla ferocia di questa nuova forma di potere capace di cambiare la vita del singolo come la geografia dei luoghi.

Tutto si basa su una sorta di ritorno indietro: Tomáš che da medico diventa lavavetri, Tereza che da fotografa torna a fare la cameriera, il ritorno alla campagna dopo la città, il ritorno al passato felice sempre presente nella testa dei protagonisti.

Penso sarà dura dimenticare i capitoli sulla morte della povera Karenin, una grossa cagnolona che porta un po’ di serenità nella vita travagliata della padrona e che sul finale ci porterà a riflettere sull’importanza di amare un animale e sulla diversità di quell’amore totalmente ricambiato rispetto al sentimento provato verso un nostro “simile”. Figuratevi che mentre li leggevo mi sono messa a piangere sul pullman (sì, son fatta così: piango più quando muore un animale che non quando muore un essere umano forse perché i primi non ti deludono mai, i secondi troppo spesso).

Con questo romanzo si impara la politica, si impara ad amare, si impara a piangere e si impara a morire. Lo consiglio a tutti, da leggere lentamente, da assaporare come un buon bicchiere di vino.

Voto: ★★★★✰

 ♫♪ Everything in its right place – Radiohead

Lo guardava con amore, ma aveva paura della notte che sarebbe sopraggiunta, aveva paura dei propri sogni. La sua vita era spaccata in due. Essa era la posta di una lotta tra il giorno e la notte.

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9 pensieri su “L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

  1. interessante.. sul momento non mi viene il titolo ma sono convinto di aver letto qualcosa di Kundera. P.s: ottimo il brano che hai consigliato

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