Vergogna – J. M. Coetzee

vergogna

Capita a volte di leggere splendidi romanzi che, nonostante abbiano un personaggio (anche il principale) che non ci ispira simpatia, ci restano nel cuore e in qualche modo li amiamo profondamente. Mi viene in mente, per esempio, Bel ami di Guy de Maupassant in cui il nostro eroe è davvero antipatico e fastidioso ma il romanzo è scritto così bene che non puoi non innamorartene. Il caso di Vergogna è diverso: nonostante lo stile sia impeccabile anche se decisamente freddo – ma credo sia voluto – il protagonista mi è stato profondamente antipatico dall’inizio alla fine impedendomi di essere oggettiva col libro.

David Lurie è un uomo saccente, egocentrico, egoista, odioso, virile nonostante l’età avanzata (e ci tiene a sottolinearlo), terrorizzato dalla vecchiaia, snob verso tutto ciò che considera al di fuori della sua filosofia di vita e in genere abbastanza menefreghista. Dopo essere stato accusato di molestie sessuali da una sua studentessa si rifugia dalla figlia in modo davvero opportunistico. Qui, in seguito ad un episodio di violenza che ci porta a riflettere sull’integrazione e l’odio razziale in Sudafrica, si farà spazio un sottile cambiamento nel protagonista.

In generale il romanzo, nonostante tratti temi importanti e di cui si dovrebbe parlare più spesso (come per esempio il trauma femminile in seguito ad uno stupro, o il rapporto difficoltoso tra padre e figlia), mi ha lasciata piuttosto indifferente e ho tirato un sospiro di sollievo nel concluderlo. Lo sconsiglio già soltanto per le numerose scene in cui l’autore (premio Nobel nel 2003 tra l’altro) descrive nel minimo particolare la morte, violenta e non, di cani, davvero troppo per i miei gusti.

Voto: ★★✰✰✰

No, non sono andato da uno psicologo, né intendo andarci. Sono un uomo fatto e finito. Non amo farmi dare consigli. Sono ormai fuori della portata di qualsiasi consiglio.

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Un pensiero su “Vergogna – J. M. Coetzee

  1. Ho fatto un post su questo libro che spero leggerai poiché mi interessa davvero la tua opinione.
    Si é vero, le parole sono fredde e lo stile distaccato, ma io ho amato questo libro. Mi è entrato dentro la pelle con la sua sofferenza e solitudine. Un racconto eccezionale.
    Un bacio.
    Luna

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