Trilogia della città di K. – Agota Kristòf

trilogia

In una mia precedente recensione mi meravigliavo del fatto che così pochi romanzi fossero ambientati in Ungheria, uno Stato di cui sappiamo molto poco e che a scuola si studia giusto per impararne la capitale (forse nemmeno quello ormai). Ebbene se anche voi volete saperne di più su uno dei capitoli della storia europea più violenti e forti dello scorso secolo, leggete questo libro.

Come tre sono i racconti che compongono questo romanzo, tre sono essenzialmente le fasi temporali: la seconda guerra mondiale (con lo scontro tra nazisti e sovietici), la perdita della guerra e l’invasione dell’Armata rossa, il periodo comunista. Non ci viene risparmiato niente: la totale dissoluzione dei personaggi, la violenza nuda e cruda, il dramma psichico e lo sdoppiamento dell’identità.

E’ un romanzo che ti sbatte in faccia la storia, difficile da digerire, utilissimo da leggere. Il fatto che l’autrice abbia vissuto sulla sua pelle gli eventi di cui parla (scappò in Svizzera nel 1956 per evitare la repressione sovietica) è essenziale e rende questo romanzo un piccolo capolavoro della narrativa.

Cosa non mi ha convinta del tutto: gli stacchi profondi tra un racconto e un altro (scopro solo ora che sono stati scritti in tempi diversi) e l’incredibile violenza del primo racconto (di solito non mi impressiono facilmente, giuro!).

Voto: ★★★★✰

– L’età non conta. Sono il suo amante. E’ tutto quello che voleva sapere?
– No, non è tutto. Questo lo sapevo già. Ma lei l’ama?
Lucas apre la porta:
– Non conosco il significato di questa parola. Nessuno lo conosce. Non mi aspettavo questo tipo di domanda da parte sua, Peter.
– Eppure, questo tipo di domanda le verrà fatto spesso nel corso della sua vita. E talvolta sarà costretto a rispondere.
– E lei, Peter? Anche lei un giorno sarà costretto a rispondere a certe domande. Ho assistito qualche volta alle vostre riunioni politiche. Lei fa dei discorsi, la sala applaude. Crede sinceramente in quello che dice?
– Sono obbligato a crederci.
– Ma nel suo intimo, che ne pensa?
– Non penso. Non posso permettermi questo lusso. La paura è in me sin dall’infanzia.

Annunci

6 pensieri su “Trilogia della città di K. – Agota Kristòf

  1. Kristof è nata in Ungheria, ma dal 1956 al 2011 (anno della morte) ha vissuto in Svizzera. La Città Piccola e la Città Grande non hanno un vero nome e neppure il Paese in cui è ambientata la “Trilogia della città di K.” ma si sente che può essere un Paese dell’Europa dell’Est, probabilmente proprio l’Ungheria della Seconda Guerra Mondiale (anche il conflitto descritto non ha un nome) e del suo dopoguerra.
    Si tratta di un romanzo strano, inquietante, che confonde volutamente il lettore.
    È un romanzo sulla Realtà e sulla Menzogna.
    Racconta più volte la stessa storia, ogni volta in modo diverso. Non solo da un punto di vista diverso, ma proprio con fatti diversi. Credo che per rendere l’idea della grande mescolanza di Realtà e Menzogna possa essere utile riportare un po’ di trama.

    Ne parlo diffusamente qui: http://carlomenzinger.wordpress.com/2013/01/02/la-schizofrenia-straniante-di-agota-kristof/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...