In territorio nemico – SIC

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Ci troviamo di fronte ad un esperimento decisamente riuscito di scrittura collettiva (ben 115 autori!) che ci riporta alla seconda guerra mondiale, un conflitto che – in Italia più che in tanti altri Paesi – ha gettato nel panico e nel caos tutta la popolazione.

Protagonisti di queste vicende sono Aldo, progettista di aerei scappato in campagna, sua moglie Adele, borghese costretta a trovare lavoro in fabbrica e in seguito fiera partigiana, e suo fratello Matteo, soldato disertore “obbligato” in seguito all’8 settembre 1943 e partigiano.

La guerra è narrata nel modo più reale e crudo possibile, per la prima volta anche dal punto di vista psicologico. La follia di Aldo è infatti resa con splendide immagini psichedeliche che quasi spaventano il lettore catapultandolo in un’altra dimensione: Il solaio crollò e dai resti delle pareti si spiegò uno schermo di cinematografo. Era in una pianura fatta di morti, tutti con gli occhi spalancati verso il cielo. Un lieve rumori di insetti annunciò l’arrivo degli aerei. Volavano equidistanti. Aldo iniziò a correre sotto il ronzio.

Il dolore è il vero protagonista di questo splendido romanzo che ci riporta a fasi cruciali della storia italiana e che termina lasciandoci l’amaro in bocca e tanto su cui riflettere.

Le fasi gioiose della liberazione lasciano presagire che un vero cambiamento nell’Italia non ci sarà con un velo di pessimismo sapientemente dispiegato sul finale: Le ragazze in divisa recitavano una parte che mai avrebbero avuto in quell’Italia che non poteva essere cambiata tanto da una primavera all’altra, e dietro a tante improvvisazioni di libertà e uguaglianza Matteo si figurava le fazioni, che già dai primi istanti di pace avevano di certo preso a differenziarsi per strappare fette di potere.

Lo stile è particolare, il romanzo ben strutturato e le scene particolarmente forti lo rendono veritiero e senza fronzoli, diverso dai tanti sullo stesso tema. I dialoghi sono resi ancor più reali dall’uso dei dialetti (dal napoletano al piemontese passando per il romano e il milanese) in alcuni punti quasi difficoltosi da comprendere. Da leggere assolutamente!

Voto: ★★★★✰

Presentiva la storia ritirarsi dalla vita di ognuno, espulsa dalla brama di quotidianità. Non sapeva dire se quanto aveva fatto sarebbe mai servito a qualcosa. Si chiedeva se aveva in sè la forza di prendere in mano un ideale e portarlo avanti, trovare qualcuno come lui. Era al di là della delusione e della speranza, attraversato da pensieri sibillini, idee, sogni di città e mondi ideali.

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