Joyland – Stephen King

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C’è un motivo se amo da sempre Stephen King: è la sua incredibile capacità nel raccontare storie, nel farti immedesimare nei personaggi, nel rendere reale anche cose incredibili come mostri e fantasmi. Joyland è forse il suo romanzo più dolce e tenero, incredibilmente soffice quasi come una nuvola di zucchero filato. Commovente, ma anche introspettivo e formativo.

Perché non dargli 5 stelline? Forse manca qualcosa del King che tutti conosciamo, il protagonista non mi è entrato dentro al cervello come negli altri suoi capolavori (forse per la relativa brevità), in cui arrivata alla fine mi “mancava” come un vecchio amico che non senti più. E’ inoltre molto più tranquillo, meno horror e thriller di qualsiasi altro. La paura non è suscitata anche se è palese che l’intento è quello di dare ben altro al lettore. E ci riesce alla grande.

Voto: ★★★★✰

Posso solo confermarvi un fatto risaputo: certi giorni valgono più dell’oro. Non sono molti, ma nel corso di quasi ogni vita ne esistono almeno un paio. Quello fu uno dei miei e ogni volta che sono giù di corda e il mondo non mi sorride e tutto mi sembra finto e dozzinale come la Passeggiata di Joyland in un pomeriggio di pioggia, io ritorno con la memoria a quel martedì di ottobre, anche solo per ricordare a me stesso che la nostra esistenza non è sempre un gioco da spennapolli. Talvolta i premi sono reali. Talvolta hanno un valore immenso.

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