Ogni istante di me e di te – Alex Capus

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Abbiamo di fronte un romanzo d’amore un po’ diverso dal solito, molto pubblicizzato e che mi aveva ispirata per l’ambientazione in Francia nella prima metà del Novecento, in particolare attraverso le due guerre mondiali. La particolarità sta nel raccontare un amore fatto soprattutto di assenze e lontananza, un amore ostacolato dalla guerra e dal destino.

Se la scrittura è effettivamente scorrevole e adatta ad una lettura estiva la trama e i personaggi non coinvolgono particolarmente e a fine libro ci si rende conto che non ti ha lasciato proprio nulla complice l’happy ending finale un po’ scontato (sapete che amo i finali tragici).

In sostanza si tratta di una lettura abbastanza inutile, anche sotto all’ombrellone si può leggere di meglio! Vogliamo poi parlare della traduzione del titolo? In originale era semplicemente Léon e Louise perché creare questi scempi zuccherosi? Mah!

Voto: ★★✰✰✰

Me la passo abbastanza bene, tu non mi manchi, capisci? Sei solo una delle tante lacune che sopporto nella mia vita; in fondo non sono neanche diventata una pilota di corse automobilistiche o una ballerina, non so disegnare né cantare così bene come avrei voluto, e non riuscirò mai a leggere Cechov in russo. Da molto tempo non penso più che sia brutto che nella vita reale non tutti i sogni si avverino; altrimenti potrebbe diventare un po’ eccessiva.
Ci si abitua alle proprie lacune e a convivere con loro, ci appartengono e non potremmo farne a meno; se dovessi descrivermi a qualcuno, mi verrebbe subito in mente, come prima cosa, che non parlo bene il russo né so fare le piroette. E così le lacune diventano a poco a poco caratteristiche dell’essere e si riempiono in un certo senso di se stessi. Anche tu, la nostalgia che ho di te… o anche solo sapere che ci sei… mi appaga, sempre e continuamente. Come mai? Non ne ho idea. Ci si abitua, è così e basta.

L’inerzia governa il mondo.

Le nostre migliori intenzioni sono spesso frustrate da forze esterne – forze che noi stessi abbiamo messo in moto tanto tempo prima. Le decisioni, soprattutto quelle sbagliate, generano una loro inerzia e fermare l’inerzia può essere un bel casino, come ogni atleta sa bene. Anche se giuriamo di cambiare, anche se siamo dispiaciuti e facciamo ammenda dei nostri errori, l’inerzia del passato continua a trascinarci per la strada sbagliata. L’inerzia governa il mondo. L’inerzia dice: Calma, non così in fretta, sono ancora io che comando qui. Come ama dire un mio amico citando un vecchio poema greco: La mente degli dèi eterni non cambia all’improvviso.

Open – Andre Agassi

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Non mi sono mai appassionata troppo al tennis pensando fosse uno sport “noioso” e snob. Negli ultimi tempi grazie ad Eric, il ragazzo di mia sorella (grande fan di Federer e in genere appassionato di tennis e di molti altri sport) e – lo ammetto – ad un gioco per la Wii, mi è venuta la curiosità di seguirlo un po’ di più. Ciò mi rende tutt’altro che esperta in materia, figuratevi che non sapevo nemmeno chi fosse Agassi finchè non ho preso in mano questo libro.

Detto ciò, di questa autobiografia ho innanzitutto apprezzato la totale sincerità, la voglia di scendere nei particolari, anche a rischio di comprettersi. Scorrevole e piacevole, forse la avrei apprezzata di più se fosse stata un pochino più corta (ho trovato un po’ pesanti certi elenchi di vittorie, sconfitte, tornei, open).

Ovviamente Agassi non ha avuto una vita facile, ma piuttosto una continua altalena tra alti e bassi, successi e insuccessi, soddisfazioni e delusioni. Insegna molto sulla natura umana, sulla vita, sul destino, sulla forza d’animo, sui figli e sui genitori. Mai avrei pensato fosse possibile imparare tanto dalla vita di un altro. Da leggere!

Voto: ★★★✰✰ [3,5]

Di quante dimostrazioni ho bisogno? E’ per questo che siamo qui. Per combattere attraverso il dolore e, quand’è possibile, per alleviare il dolore altrui. Così semplice. Così difficile da capire.

Il colore del latte – Nell Leyshon

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Davvero particolare questo libro di Nell Leyshon, sceneggiatrice inglese al suo primo romanzo. Particolare è soprattutto il modo in cui la storia è narrata: una sorta di diario diviso in quattro capitoli – che rispecchiano le quattro stagioni dell’anno – in un monologo dallo stile semplice e un po’ antiquato, credibile per l’ambientazione e la giovane età della protagonista (che ha appena imparato a leggere e a scrivere).

Si parte dalla primavera, rinascita, gioia di vivere anche se nella fatica del lavoro dei campi, nella fame e nella povertà. Arriva l’estate con il grano dorato e grandi cambiamenti. L’autunno con la malinconia e la morte. E infine l’inverno che ghiaccia il cuore del lettore nelle ultime emozionanti pagine.

Lo consiglio a chi vuole una lettura veloce, leggera ma dai temi forti allo stesso tempo.

Voto: ★★★✰✰ [3 stelline e mezza in realtà]

guardai il cielo che cambiava colore e il sole che saliva.
quando mi rialzai potevo vedere la fattoria e la forma della casa e la strada e i campi.
che sognavo io se quello che sognavo poi diventava vero?
che dicevo io se qualcheduno me lo chiedeva?
non lo sapevo. sapevo che avevo dei sogni ma non sapevo quali erano.

Joyland – Stephen King

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C’è un motivo se amo da sempre Stephen King: è la sua incredibile capacità nel raccontare storie, nel farti immedesimare nei personaggi, nel rendere reale anche cose incredibili come mostri e fantasmi. Joyland è forse il suo romanzo più dolce e tenero, incredibilmente soffice quasi come una nuvola di zucchero filato. Commovente, ma anche introspettivo e formativo.

Perché non dargli 5 stelline? Forse manca qualcosa del King che tutti conosciamo, il protagonista non mi è entrato dentro al cervello come negli altri suoi capolavori (forse per la relativa brevità), in cui arrivata alla fine mi “mancava” come un vecchio amico che non senti più. E’ inoltre molto più tranquillo, meno horror e thriller di qualsiasi altro. La paura non è suscitata anche se è palese che l’intento è quello di dare ben altro al lettore. E ci riesce alla grande.

Voto: ★★★★✰

Posso solo confermarvi un fatto risaputo: certi giorni valgono più dell’oro. Non sono molti, ma nel corso di quasi ogni vita ne esistono almeno un paio. Quello fu uno dei miei e ogni volta che sono giù di corda e il mondo non mi sorride e tutto mi sembra finto e dozzinale come la Passeggiata di Joyland in un pomeriggio di pioggia, io ritorno con la memoria a quel martedì di ottobre, anche solo per ricordare a me stesso che la nostra esistenza non è sempre un gioco da spennapolli. Talvolta i premi sono reali. Talvolta hanno un valore immenso.

Ogni angelo è tremendo – Susanna Tamaro

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C’è poco da dire a riguardo di un libro di questo tipo. Sul web si leggono cose tipo: “finale coinvolgente e profondo” “il libro più bello che io abbia mai letto”, ecc…. La realtà credo sia ben altra: si tratta di una semplice autobiografia (in realtà incompleta poichè narra unicamente di infanzia e adolescenza) con qualche riflessione nel mezzo sul destino, sulla natura (umana e animale), sulla scuola, sui genitori, e su tantissimi altri argomenti.

Lo stile è molto semplice, sembra quasi di sentirla parlare, come se ce l’avessimo davanti e in un unico monologo raccontasse non solo della sua vita ma anche di tutto quello che le passa per la testa. Spunti interessanti ce ne sono, ma da qui a definirlo capolavoro ce ne passa!

Il libro si concentra poi dalla nascita dell’autrice fino al momento della “scoperta” della scrittura lasciando praticamente celata tutto il resto della vita. Una scelta un po’ strana anche se capisco che poi sarebbe uscito un mattone di 500 pagine che pochi avrebbero affrontato.

Lo consiglio solo a chi ha letto altri suoi libri e vuole saperne di più sulla infanzia abbastanza difficile della Sig.ra Tamaro.

Voto: ★★★✰✰

Ancora non sapevo che, sui nostri desideri e suoi nostri sogni, veglia costantemente il destino, che le sue curve non sono le nostre, e che, tra una svolta e l’altra, il nostro bene è probabilmente l’ultimo dei suoi pensieri.